Cento tra fotografie, schizzi, plastici e video svelano Tel Aviv e le sue architetture

Cento tra fotografie, schizzi, plastici e video svelano Tel Aviv e le sue architetture: una città all'avanguardia per l'innovazione oggi come nei primi del '900.

La mostra, a cura di Nitza Metzger Szmuk, è una occasione per riscoprire il Movimento Moderno e gli influssi Bauhaus a Tel Aviv, proprio alla vigilia del centesimo anniversario del movimento che univa arte, architettura e design, nato nel 1919 alla Scuola Bauhaus di Weimar.

Lo sguardo della mostra parte dal finire degli anni '20 e '30, quando la città iniziò a crescere per effetto delle migrazioni dall'Europa e fu disegnata secondo il gusto e gli influssi di intellettuali e architetti, trasformando l'area periferica, semidesertica di Jaffa in una città moderna e funzionale.

La White City è un museo a cielo aperto della più avanzata architettura internazionale del XX secolo.

Un gran numero di architetti che avevano studiato e lavorato in Europa, portarono in questa città gli orientamenti rivoluzionari dell'architettura europea, tra cui anche il razionalismo italiano: dalla Garden City disegnata da Sir Patrick Geddes ai duemila edifici, di cui circa seicento ancora esistenti, che compongono il centro storico.

La mostra è promossa dall'Ambasciata di Israele in Italia in collaborazione con il MAXXI, in occasione dei 70 anni dalla nascita dello Stato


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