Inaugura venerdì 5 maggio a Officine Fotografiche Roma la mostra tra Tra il buio e la luce di Fabio Moscatelli a cura di Tony Gentile.
Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, ciechi che vedono, ciechi che, pur vedendo non vedono."
José Saramago

L'inizio del mio viaggio alla scoperta della cecità non inizia nel presente, ma in un passato lontano quando gli autobus erano verdi, il telefono di casa era a disco e internet era come il miraggio di un viaggio sulla Luna.


Ho trascorso la mia infanzia e parte della mia adolescenza con un nonno non vedente, una figura paterna che si aggiungeva a quella di mio padre. La sua cecità si è trasformata paradossalmente in un incredibile opportunità per la mia crescita; ho trascorso giornate intere leggendo quotidiani, allora di carta e odore di petrolio, libri e addirittura sfidando le parole crociate e le sue caselle bianche e nere.

Mi domandavo spesso come sognasse un cieco?
Oggi la fotografia mi regala l'opportunità di rispondere a questa domanda e indagare questo mondo, oscuro nell'immaginario collettivo, bianchissimo come racconta Saramago, pieno di colori come raccontano alcuni protagonisti del mio racconto.
L'Istituto S. Alessio di Roma realizza, da più di un secolo, attività volte all'inclusione sociale dei ciechi, anche con minorazioni aggiuntive attraverso interventi abilitativi e riabilitativi, educativi ed assistenziali.
Incontro tante persone, esperienze molto diverse, da chi cieco è nato, a chi lo è diventato per cause diverse tra cui anche la brutalità dell'uomo.
Esperienze preziose, che mi portano lontano, indietro nel tempo, a ricordare quella mano che cercava nell'infinito buio di dare un volto al bambino che non si stancava mai di leggere e di ascoltare le avventure di un nonno speciale a cui piaceva raccontare storie di uomini coraggiosi e animali fantastici!
Ti ho ritrovato, rivissuto e questo è il mio omaggio per te.

Dove e quando

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