La prima mostra personale dell'artista Andrea Gandini

Nato nel 1997, diplomato al liceo artistico, inizia dall'età di 18 anni ad intagliare volti

sui tronchi recisi e abbandonati della città di Roma.

La metropoli e lo spazio pubblico sono i luoghi di espressione privilegiati dall'artista, il

quale con pazienza e dedizione estrapola da un tronco ormai morto, l'ultimo

bagliore di linfa vitale. Così il ceppo di legno recupera la propria dignità e torna ad

essere vivo, sotto forma di donna, uomo o bambino.

Andrea Gandini è capace di cristallizzare l'immagine all'interno della corteccia,

lasciando immacolato l'involucro, l'antica traccia dell'albero, emblema di vita.

L'esposizione, curata da Livia Fabiani, rappresenta il post-finem. I tronchi, presto o

tardi, verranno tagliati per essere sostituiti da quelli nuovi. La loro destinazione non

sarà più la strada, bensì lo spazio chiuso.

Prima di costellare Roma di sculture, Andrea lavorava nel suo studio. L'idea di

realizzarle nei tronchi abbandonati nasce per caso, un giorno che non ha più legno

da scolpire. Camminando si accorge di quanti tronchi recisi e senza vita ci fossero

lungo il ciglio della strada e cosi, spinto dal desiderio di restituirgli un'identità,

scolpisce il suo primo tronco, incidendo una freccia che indica il suo studio.

Le opere in mostra sono il frutto di un elaborato lavoro in studio, processo inevitabile

per la creazione artistica.

La Clessidra, Sala Blu - Via del Teatro Pace 3, Roma

Curator e testo critico catalogo Livia Fabiani

Foto di Claudia Garofalo


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