Una selezione di opere (dipinti, disegni, fotografie, video, sculture, installazioni) di artisti israeliani e italiani

L'Ufficio Cultura dell'Ambasciata di Israele con l'Associazione culturale Acribia presenta la mostra "Unforgettable childhood" a cura di Ermanno Tedeschi.

La  mostra Unforgettabe childhood, organizzata dall'Associazione Culturale Acribia, è a cura di Ermanno Tedeschi realizzato in collaborazione con l'Ambasciata di Israele in Italia Tel Aviv vuole rappresentare non solo l'infanzia dal punto di vista artistico ma anche sociale. Inoltre la presenza di artisti sia italiani che israeliani vuole testimoniare l'importanza dello scambio culturale tra realtà diverse.

La mostra raccoglie una selezione di opere (dipinti, disegni, fotografie, video, sculture, installazioni) di artisti israeliani e italiani, accomunate dal tema dell'infanzia, ricche di sollecitazioni e spunti emozionali che mirano a tratteggiare l'essenza di ogni bambino e gli aspetti legati alla tenerezza e alla fragilità del suo essere, quasi uno studio antropologico e sociologico dell'essere bambini e adolescenti, oltre che un excursus interessante sullo scenario contemporaneo dell'arte israeliana e italiana.

Un progetto itinerante (Museo Nazionale di Ravenna, Meb di Bologna, Ex-Ospedale San Rocco di Matera, Casa degli artisti di Tel Aviv, Polo museale del '900 di Torino).

Da sempre i bambini sono spesso protagonisti di romanzi, poesie e drammi; ma sono anche soggetti ampiamente rappresentati nella storia dell'arte. I grandi artisti hanno dato vita a capolavori che hanno lasciato nei secoli una traccia indelebile e una testimonianza della condizione infantile, dai ritratti delle famiglie nobili agli affreschi dei bambini nei campi, dai giochi alla povertà, dall'infanzia negata ai privilegi, dalle lezioni di arte e di musica ai lavori più faticosi ed umili.

Dal bassorilievo dell'Ara Pacis di Augusto a Roma in cui è rappresentato un bambino che si aggrappa al papà ma che il suo affetto è tutto rivolto alla madre che lo accarezza e lo guarda amorevolmente, passando all'episodio evangelico "La strage degli innocenti" dipinto da Duccio di Buoninsegna, poi il medioevo in cui la figura del bambino è stata sostituita da quella di Gesù; infine il Rinascimento in cui compaiono i ritratti dei bambini.

Nel '900, secolo molto vivace, a seguito della nascita di nuove tecniche come la fotografia, che permette di ritrarre episodi della vita reale spesso traumatici, non si può non ricordare la celebre immagine di Diana Arbus "Child with Toy Hand Grenade" in cui viene ripreso un bambino con lo sguardo alienato che in una mano tiene una granata giocattolo e con l'altra simula un artiglio.

L'arte ci ha consegnato uno spaccato dell'infanzia e dell'adolescenza che può equipararsi ad un trattato sociologico ed antropologico. Tutti siamo stati piccoli; durante la vita si può non diventare padri, madri, mariti o mogli, e il solo fatto di esistere implica un'infanzia: una fase comune a tutti e come tale indelebile.

Nasce così il progetto Unforgettable childhood in cui viene trattato il tema di quella infanzia che è indimenticabile sia per i ricordi belli, sia per quelli più dolorosi e tristi.

La mostra fa parte del programma di ContemporaneamenteRoma19, promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale in collaborazione con SIAE.

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