Luz, parola aramaica, rimasta invariata nella lingua ebraica, indica il mandorlo e in particolare il nocciolo duro che permette alla pianta di rinascere; luz è anche quella parte della spina dorsale che conserva la nostra linfa vitale e ci rende immortali. 

Dalla leggenda egizia di Iside e Osiride, alla tradizione Talmudica che narra di un mandorlo presso la città di Bethel abitata da esseri immortali, il luz rappresenta il legame dell'uomo con la sua parte eterna in grado di garantirne la rinascita. Da qui prende le mosse il progetto LUZ di Valerio Giacone, in continuità con la recente indagine sull'uomo e la sua essenza divina che l'artista romano ha recentemente presentato alla XVIII Biennale di Architettura di Venezia. Come di consuetudine il lavoro creativo è inestricabilmente connesso alla trasformazione dei materiali; Giacone parte dalla materia, gratta, aggiunge, graffia, applica, incide, poi arriva il segno e nascono figurazioni che sembrano sorgere da oscure profondità.  

Il processo di ricerca è sempre un processo alchemico, di sofferente trasmutazione, cambio di stato che conduce al disvelamento dell'oro puro. L'Arte penetra e toglie il superfluo per giungere all'essenziale, per rivelarci in modo epifanico verità archetipiche.  Rimuovendo il buio si genera la luce essenza della forma, il nero si tramuta in oro in un bicromatismo netto che ne sottolinea le antitesi, ma non esclude fusioni.  La riflessione proposta viene presentata come impulso di svolta nell'evoluzione dell'umanità. Un processo di redenzione dell'umano attraverso il quale prendono forma visioni concrete e luminose, raffinate, eteree, nate dal contatto con la materia ed emerse dall'oscurità. Pittura, scultura, arte video in un percorso ricchissimo e affascinante, estremamente omogeneo a sottolineare la coerenza del pensiero a partire da un allestimento, dal potente impatto visivo, concepito interamente site specific, come fosse un'unica installazione immersiva. La resurrezione della luce presuppone un'iniziale ottenebramento della stessa. Risorgere è sorgere nuovamente. La nascita di qualcosa che è già presente come iniziale manifestazione dell'Essere. La luce che tutto genera si contrae nella materia caotica che diviene forma e muore. 


Pellegrino è colui che, errando, si allontana dal luogo di origine e si mette in cammino alla ricerca di quella luce primordi ale. L'Uomo è un viandante: percorre la strada del ritorno fino ad un balsamico stato ontologico di assoluta armonia. Nel processo creativo lo fa abbandonandosi all'elemento intuitivo che lo guida a scorgere visioni spirituali chiare, lampanti come l'oro quando emerge dal nero. Seguire la direzione dello spazio creato dalla luce conduce a forme vitali la cui comprensione è preclusa al freddo intelletto. Luz. Nucleo incorruttibile, germe imperituro in continua vibrazione, profondo eco generativo. La caduta nella distruzione e nella tenebra diviene necessaria alla resurrezione della luce. L'attuale situazione di spiccato materialismo e caduta nell'abisso dovrebbe portarci a rivedere la nostra condizione di Esseri Umani come esseri spirituali, esseri divini. Riconoscere l'oscurità è un'aspirazione che pu  condurci ad un risveglio di coscienza. Le forze di vita sono il ribaltamento delle forze di morte. Luz.

Resurrezione della vita  
a cura di Cristian Porretta

Informazioni, orari e prezzi

Solo Exhibition  
Valerio Giacone LUZ Resurrezione della luce  
Inaugurazione sabato 11 maggio ore 10.00-21.00  
Sabato 11 maggio la galleria d'arte FABER presenta l'esposizione personale LUZ di Valerio Giacone. 
Martedì-sabato 10:00-19:00
Domenica su appuntamento galleria d'arte FABER via dei Banchi Vecchi 31, 00186 Roma
tel +39 06 68808624
galleriadartefaber.com
info@galleriadartefaber.com

Dove e quando

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