Uno fra i maggiori nostri artisti della seconda metà del secolo ventesimo

Vasco Bendini, uno fra i maggiori nostri artisti della seconda metà del secolo ventesimo, è ricordato da una mostra – allestita negli spazi espositivi del piano terra nella sede storica della Accademia Nazionale di San Luca, che la mostra ha promosso e ordinato in collaborazione con l'Archivio Bendini di Roma – che ne ripercorre, a un anno dalla scomparsa, il lavoro ultimo, attraverso circa 40 opere di grande dimensione.
Un lavoro che da un canto testimonia della fedeltà di Bendini al tema del segno e a quello della luce, tramite i quali egli ha fondato la sua pittura già all'inizio degli anni Cinquanta – quando tutta la critica più attenta al nuovo, da Arcangeli a Calvesi, da Emiliani a Barilli, da Tassi ad Argan, ne percepiva la "candida, solitaria primogenitura" in una vicenda che andava muovendosi oltre l'informale padano, verso l'astratto. D'altro canto, pur fedele sempre alle proprie fondamentali vocazioni, Bendini ha reso nell'ultimo suo tempo più coinvolta la sua ricerca, scoprendo una luce che s'è fatta sempre più attimale, concitata, drammatica.
Del suo ultimo lavoro, mai esposto prima con questa larghezza, la mostra dà conto, dopo che un positivo riscontro di pubblico e di critica esso ha registrato a New York, presso la RH Contemporary Art Gallery, in una sua recentissima uscita.


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