Giapponese d'origine ma cittadino del mondo, Yusuke Akamatsu espone a Roma, dall'8 al 17 Novembre, i suoi nuovi lavori digitali, fotografie di donne metafora dei dissidi e delle inquietudini moderne.
Già romanziere, comico, sceneggiatore e organizzatore di eventi di rilievo, Yusuke Akamatsu si impone sulla scena mondiale come regista e artista, due ruoli in verità strettamente connessi e imprescindibili l'uno dall'altro. Dal 2017 inizia a scattare con il solo impiego del suo smartphone, per poi intervenire con manipolazioni e modifiche, a decostruire volti e personaggi emblemi della crisi identitaria odierna.
Già celebrato dalla Fondazione Grace Kelly di Monaco e dalla David Lynch Foundation e acclamato ai Festival del Cinema di Cannes e Venezia, espone in importanti musei in Russia, Egitto, nel Principato di Monaco, etc., per poi essere definito personalità altamente rappresentativa della nazione da Sua Eccellenza sig. Akira Chiba, ambasciatore nipponico presso la Santa Sede.
Con la curatrice Ariadne Caccavale e la società romana Start intraprende un percorso professionale suddiviso in diverse tappe, dalla Biennale di Venezia Arte, dove è stato ospitato per due edizioni consecutive, nel 2022 e nel 2024, alla fiera Art Basel Miami 2024, fino alla selezione per l'Atlante dell'Arte contemporanea Giunti Corporate Patron Metropolitan Museum of Art of New York, ogni volta apprezzato per quel potere visionario e quella capacità analitica retrostante il suo repertorio. Nel prestigioso contesto della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, tra i principali luoghi di devozione cattolica a Roma, custode fin dal IV sec. di frammenti della Vera Croce e delle reliquie della Passione di Cristo, ritrovate sul monte Calvario, si terrà, dall'8 al 17 novembre 2025, la personale "Women's stories" a cura di Ariadne Caccavale, un racconto visivo affidato alla figura – chiave della donna, che parla di quei segnali di divisione, incomunicabilità e polarizzazione facilmente riscontrabili non solo nella politica internazionale, ma anche nella quotidianità del singolo.
Così afferma di lui Ariadne: «Laddove la tecnologia, pensata per connettere, in realtà isola in bolle autoreferenziali, Yusuke Akamatsu si dimostra capace di riscoprirne le virtù, diffondendo valori altamente umanistici e auspicando messaggi di riconciliazione. La sua poetica si estrinseca registrando ciò che il suo sguardo vede e il suo animo sente: al centro della riflessione l'io, la donna in particolare, la sua propensione alla sensibilità emotiva e l'idea che l'essere umano non sia un'entità unitaria, ma un insieme di impressioni e rappresentazioni, come suggerito da Hume e Nietsche e di conflitti interni capaci di minare i sottili equilibri di ognuno. Le ambientazioni sono oniriche, surreali - anzi, irreali - cupe, in bilico tra luce e ombra, talora accese da cromie acide, "manieriste", mentre lo sguardo delle protagoniste appare saturnino e amareggiato, vacuo, perso nel vuoto. Si tratta di ritratti di persone specifiche, eppure essi perdono ogni connotazione, disgregati e confusi in una società liquida, che mette in discussione relazioni sociali, istituzioni e identità umane. In una realtà in cui le certezze sono scosse e le fondamenta delle convenzioni tradizionali si sgretolano, Yusuke riesce tuttavia a preservare la speranza di superare la delusione, di riunire ciò che si è disunito, indirizzando il suo monito ad una umanità disorientata, chiamata, una volta per tutte, a redimersi».
La mostra personale si svolgerà da data 8 Novembre fino a data 17 Novembre 2025, presso la Basilica Santa Croce in Gerusalemme, con orario 14.30/19.30 e il vernissage si terrà in data sabato 8 Novembre 2025 (ore 17.00).
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