Convegno

Carlo Levi e i libri di confine della letteratura italiana.

Dalla Crestomazia di Leopardi al Cristo si è fermato a Eboli la prosa non romanzesca nella nostra tradizione: prosa morale, civile, autobiografica, diaristica, giornalistica.

Uno dei libri centrali del '900 italiano è il Cristo si è fermato a Eboli, pubblicato a metà del secolo, autentica rivelazione per la cultura italiana uscita dalla guerra e dal fascismo, "brillante rapporto sull'arcaicissima vita della Lucania in una cui borgata era stato mandato al confino di polizia  dal regime fascista"(Gianfranco Contini). Si riferiva infatti all'esperienza del confino politico a Gagliano (Aliano), per la sua attività cospirativa antifascista  in Giustizia e Libertà,  nel 1935-1936.   Un libro inclassificabile, che non si può ridurre solo al "brillante rapporto", tanto che lo stesso Contini nella sua storia letteraria parla di incontro fra antropologia culturale e "una poesia controllata dall'intelligenza". Un libro scritto in una lingua personalissima, lirico-documentaria, memore della prosa d'arte degli anni '20, e che si muove felicemente al confine tra i generi  letterari diversi, riassumendoli tutti: romanzo, memoir, saggio politico, studio antropologico e etnologico, diario, reportage narrativo. Un libro molto amato  negli Stati Uniti (recensendolo sul "New York Times" nel 1947 Paolo Milano lo definì tra l'altro "album di sketches") e in India (considerato un  modelli dalla scrittrice Anita Desai). In esso confluiscono  componenti   opposte  della cultura di Levi: il razionalismo illuministico di matrice gobettiana e  l'attrazione per Jung e per gli aspetti "irrazionali" delle culture arcaico-contadine (che non possono essere del tutto esclusi da una idea di modernità!). Accanto allo stile militante di Vittorini e agli scritti di Gramsci "il Cristo  può essere considerato come la proposta e l'esempio migliore di una nuova prosa italiana"(Alfonso Berardinelli). Ed è significativo che non si tratti di un romanzo ma di una configurazione della prosa che in Italia si riallaccia ad altre tradizioni e ad altri filoni letterari.

Del libro sono chiamati a parlare critici, scrittori, studiosi.

Programma

ore 10,15

Saluti istituzionali

Francesco Moschini Segretario Generale Accademia Nazionale di San Luca

Daniela Fonti Presidente Fondazione Carlo Levi

Apertura dei lavori

ore 10,30 – 12:

Filippo La Porta

Levi e Gadda: due sperimentalismi diversi e affini

Gilda Policastro  

Dappertutto è paese: confino e confini in Levi, Pavese e attardati epigoni  

Franco Arminio

Prossimità e distanza. Il racconto di un paese: Aliano

Andrea Di Consoli

Carlo Levi, lo sguardo fraterno di un forestiero

Discussione

ore 15-16:

Antonio Pascale    

Un volto che ci somiglia? Carlo Levi tra ideale e reale

Marcella Marmo

Le qualità del "genere confuso". La scrittura confinaria del Cristo tra storia e antropologia, tensioni esistenziali e genio letterario

ore 16,30-17,30

Matteo Marchesini

Il negativo del mito. Levi e la piccola borghesia

Massimo Arcangeli  

Cristo si è fermato a Eboli. L'incipit come epifania del limes

Discussione  


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