Promosso da Museo Nazionale Romano, Sapienza Università di Roma e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, con il patrocinio dell'Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma, Fashion & Antiquity intende indagare il rapporto sfaccettato che lega l'Antico - da sempre repertorio e patrimonio comune e inesauribile stimolo concettuale - alla moda, nella contemporaneità, mettendone a fuoco le ispirazioni formali e iconografiche, che attraversano le culture da oriente ad occidente.
Curato da Alessio de' Navasques, curatore e docente presso Sapienza Università di Roma e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti e Stéphane Verger, Direttore del Museo Nazionale Romano, con il contributo scien- tifico di Romana Andò, Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Fashion Studies, Sapienza Università di Roma, e Colomba Leddi, NABA Fashion Design Area Leader, il progetto è concepito con un format inno- vativo, in cui la moda offre una lente sensibile per mettere a fuoco differenti punti di vista, attraverso le mol- teplici letture e metodologie.
Espressione del movimento del tempo, nella sua natura irrequieta legata agli usi e ai costumi, la moda ha sollecitato il pensiero di studiosi e filosofi come Aby Warburg e Walter Benjamin che ne hanno messo a fuoco le linee di una continuità in cui le forme più nuove riprendono quelle più antiche, rielaborate in diversi contesti geografici e combinazioni. Così l'Antichità - studiata, copiata, riassemblata, idealizzata, reinterpretata - ha oltrepassato la sua cornice cronologica, entrando in un territorio libero e permeabile, un archivio interculturale del pensiero e della creazione. In questo di spazio di libertà e innovazione, si è mossa - e si muove - la moda, nello sviluppo di nuove forme e idee. Le sue pratiche diventano così una prospettiva immateriale, per rileggere le collezioni e gli archivi del Museo Nazionale Romano, riattivandole attraverso immaginari, temi e questioni del contemporaneo.
Fashion & Antiquity parte da questa premessa per sviluppare un innovativo laboratorio umanistico di ricerca, in una riflessione aperta e inclusiva, in cui le tre istituzioni promotrici ospitano un'ampia programmazione composta di attività formative, interventi espositivi, in dialogo e confronto con l'archeologia, e un simposio in cui ricercatori, studiosi di differenti ambiti - storici, archeologi, antropologi, sociologi, filosofi - curatori e scrit- tori, attivi in ambito nazionale e internazionale, sono chiamati ad unirsi e confrontarsi sul tema al centro del progetto.
IL SIMPOSIO (30 NOVEMBRE - 1 DICEMBRE)

Pluralità di voci, attraversamenti disciplinari e tematici esplorano l'Antico come territorio vivo di scoperte e nuove visioni, nella relazione tra abito, corpo, rappresentazione: le due giornate - che saranno ospitate nell'Aula Odeion del Museo dell'Arte Classica della Facoltà di Lettere e Filosofia di Sapienza Università di Roma - sono state concepite dai curatori con la consulenza scientifica di Romana Andò, come un'agorà contemporanea articolata in panel e conversazioni, in cui studiosi italiani e internazionali sono chiamati a proporre chiavi di lettura e di ricerca, traiettorie e intersezioni inedite sul rapporto tra archeologia e moda.
Il primo panel della prima giornata è dedicato al Senso simbolico e rituale della moda, esplorando - attraverso gli interventi di Stéphane Verger, Alessandro Saggioro ed Emanuela Cristiani - l'abito e l'ornamento ar- caico nei suoi significati apotropaici, il ruolo dei vestimenti nelle prime esperienze sceniche, per arrivare ad analizzare l'origine della moda, tra cambiamenti climatici, simbolismo e metodi di indagine interdisciplinare. Il corpo e l'identità di genere è il tema del secondo panel, con le riflessioni di Patrizia Calefato, Chiara Giobbe e Maria Luisa Frisa dedicate al rapporto tra il corpo, la moda e il grottesco, alle questioni identitarie e del travestimento attraverso le opere delle collezioni del Museo Nazionale Romano, all'evocazione e rap- presentazione del corpo dell'eroe.
Dell'Antico come immaginario parlano Vittoria Caratozzolo e Gwen Grewal affrontando, dal punto di vista dei Fashion Studies e dell'approccio filosofico, l'incorporazione dell'antico e del mito nella moda, nella co- struzione culturale di fenomeni che fanno dei designer i nuovi imperatori e che arrivano alla creazione di icone contemporanee.
Chiude la sessione pomeridiana Una prospettiva interculturale, conversazione tra Romeo Gigli e Alessio de'Navasques, che attraversa la storia del fashion designer e delle sue iconiche collezioni, nelle trasforma- zioni della silhouette femminile e nella visione della rilettura di un Antico mediterraneo.
Il dinamismo delle vesti, nella sua entità simbolica, nella rappresentazione visuale e nella pratica performativa, è al centro del primo panel della seconda giornata, La piega e l'abito in movimento, con interventi di Donatella Barbieri, Judith Clark e Irene Baldriga che spaziano dalla danza modernista e la liberazione del corpo, allo studio del frammento a bassorilievo del Giudizio di Paride della collezione Boncompagni Ludovisi e della ricostruzione della parte mancante, all'arte di disporre il panneggio, nel dialogo tra la pittura rinascimentale italiana e quella fiamminga.
Luca Scarlini e Clara Tosi Pamphili affrontano il tema della Sacralità della vestizione attraverso immaginari tardo ottocenteschi e novecenteschi dove abito e costume, persona e personaggio si sovrappongono in cerimonie pubbliche e rituali privati, assumendo un rinnovato senso del magico, nell'analisi di figure come Sar Peladan, il conte Fersen, Isadora Duncan nel rapporto con Mariano Fortuny, Leonor Fini, Fabrizio Clerici o Carmelo Bene.
Il terzo panel è dedicato ai Fashion Remains con la partecipazione di Marco Pecorari, Agnese Pergola, Marco Galli e Francesca Coletti, con interventi che analizzano le possibili riattivazioni degli archivi, con casi di studio specifici che riguardano il fondo fotografico del Museo Nazionale Romano e due importanti testi- monianze tessili, attraverso le analisi archeometriche che permettono di rintracciare una vera e propria bio- grafia del tessuto e del suo ecosistema.
A concludere il simposio, il panel dedicato alle Nuove metodologie di studio della moda, con Simona Segre Reinach, Alessandro Manzi, Romana Andò e Silvia Mazzucotelli Salice, che discutono dell'evoluzione della disciplina nel suo ambito di studi e nelle modalità della didattica, confrontandosi con nuove forme di rappresentazione, riproducibilità digitale e innovazione tecnologica.
Si ringrazia Palazzo delle Pietre e FraMmenti Club per il supporto e l'ospitalità e per aver sostenuto Fashion & Antiquity, nell'ambito di una visione condivisa dell'Antico come territorio di scoperta.
Per il concept e il progetto grafico si ringraziano Nico Fiore e Misia Bacci, studenti del Triennio in Graphic Design e Art Direction di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti.

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