Si chiude il ciclo di appuntamenti "Incontri clandestini oltre le frontiere dell'arte"

Giovedì 22 settembre alle ore 18.30 (Piazza del MAXXI Spazio YAP | Ingresso 5 € gratuito per i titolari myMAXXI) con la Lectio Magistralis di Alessandro Leogrande si chiude il ciclo di appuntamenti Incontri clandestini oltre le frontiere dell'arte, parte di YAP FEST 2016, che affronta i temi dell'identità, l'accoglienza e la migrazione.

C'è una linea immaginaria eppure realissima, una ferita non chiusa, un luogo di tutti e di nessuno di cui ognuno, invisibilmente, è parte: è la frontiera che separa e insieme unisce il Nord del mondo, democratico, liberale e civilizzato, e il Sud, povero, morso dalla guerra, arretrato e antidemocratico. È sul margine di questa frontiera che si gioca il Grande gioco del mondo contemporaneo. Questa soglia è inafferrabile, indefinibile, non-materiale: la scrittura vi si avvicina per approssimazioni, tentativi, muovendosi nell'inesplorato, là dove si consumano le migrazioni e i respingimenti, là dove si combatte per vivere o per morire. Leogrande ci porta a bordo delle navi dell'operazione Mare Nostrum e pesca le parole dai fondali marini in cui stanno incastrate e nascoste. Ci porta a conoscere trafficanti e baby-scafisti, insieme alle storie dei sopravvissuti ai naufragi del Mediterraneo al largo di Lampedusa; ricostruisce la storia degli eritrei, popolo tra i popoli forzati alla migrazione da una feroce dittatura, causata anche dal colonialismo italiano; ci racconta l'altra frontiera, quella greca, quella di Alba Dorata e di Patrasso, e poi l'altra ancora, quella dei Balcani; ci introduce in una Libia esplosa e devastata, ci fa entrare dentro i Cie italiani e i loro soprusi, nella violenza della periferia romana e in quella nascosta nelle nostre anime: così si dà parola all'innominabile buco nero in cui ogni giorno sprofondano il diritto comunitario e le nostre coscienze. Quanta sofferenza. Quanto caos. Quanta indifferenza. Da qualche parte nel futuro, i nostri discendenti si chiederanno come abbiamo potuto lasciare che tutto ciò accadesse.

Quella parola indica una linea lunga chilometri e spessa anni. Un solco che attraversa la materia e il tempo, le notti e i giorni, le generazioni e le stesse voci che ne parlano, si inseguono, si accavallano, si contraddicono, si comprimono, si dilatano.

È la frontiera.

"Esodo è una parola contraddittoria: ha la sua efficacia linguistica, ma va decostruita. La frontiera è costruita per decostruire l'idea onnicomprensiva di esodo, e recuperare tutti gli esodi individuali. Della parola esodo è necessario cogliere l'ampia portata, a partire dal significato biblico, come afferma Michael Walzer nel libro "Esodo e rivoluzione".

Nella vicenda delle migrazioni c'è una componente materiale, di guerra, di confini, di sbarramenti, di mare, di morti. È compresente una dimensione fortemente soggettiva, costituita da aspettative, sogni e desideri: tutto questo ha a che fare con l'esodo, nel senso più profondo del termine. La frontiera corre nel mezzo di questi discorsi. Solitamente percepiamo come frontiera innanzitutto il Mediterraneo, con le sue faglie che si aprono davanti. I profughi e coloro che sono in esodo sono il termometro di queste faglie. Se proviamo a definire in concreto questa frontiera, incrociamo definizioni che sfuggono. È fisicamente difficile segnare questa frontiera, che attraversa il mare. Coincide con la costa settentrionale? Con quella meridionale? Nel mezzo?"

Alessandro Leogrande

Alessandro Leogrande è nato a Taranto nel 1977 e vive a Roma. È vicedirettore del mensile "Lo straniero". Collabora con "il Corriere del Mezzogiorno", "il Riformista", "Saturno" (inserto culturale de "il Fatto Quotidiano"), Radio Tre. Ha scritto: Un mare nascosto (L'ancora del Mediterraneo, 2000), Nel paese dei viceré. L'Italia tra pace e guerra(L'ancora del Mediterraneo, 2006), Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud (Mondadori, 2008), Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali (Fandango, 2010), Fumo sulla città (Fandango, 2013). Ha curato le antologie Nel Sud senza bussola. Venti voci per ritrovare l'orientamento (con Goffredo Fofi; L'ancora del Mediterraneo, 2002), Ogni maledetta domenica. Otto storie di calcio (minimum fax, 2010). Feltrinelli ha pubblicato Il naufragio. Morte nel Mediterraneo (2011; premi Volponi e Kapu?ci?ski), da cui è stata tratta l'opera Katër i Radës, La frontiera (2015), Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud (2016) e, nella collana digitale Zoom, Adriatico (2011).

INCONTRI CLANDESTINI OLTRE LE FRONTIERE DELL'ARTE

Terzo e ultimo appuntamento

LECTIO MAGISTRALIS CON ALESSANDRO LEOGRANDE

autore de "La frontiera"


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