Aspettando Biografilm Festival Roma

Dal 21 giugno al 7 luglio il Teatro Ambra alla Garbatella ospiterà una straordinaria rassegna dedicata al cinema, che anticipa il Biografilm Festival a Roma, previsto per il mese di settembre.

Quattro saranno i documentari presentati a Roma: da “Ai Weiwei: Never Sorry” di Alison Klayman, allo straordinario “The Man Behind the Throne” di Kersti Grunditz, che verrà proiettato in anteprima. All’interno del programma troviamo anche “Politicamente Scorretto – The Hunter S. Thompson’s Gonzo” di Alex Gibney e lo scioccante “25% - I segreti della guerra alla droga” di Eugene Jarecki.

A partire dal 21 giugno, quindi, per dodici serate, il pubblico avrà la possibilità di ammirare queste straordinarie opere all’interno di una rassegna che vuole tracciare un percorso volto alla valorizzazione del film documentario.

Il programma:

21-22-23 giugno ore 21:30

Ai Weiwei: Never Sorry di Alison Klayman

Diretto, sfrontato, sovversivo, sempre a rischio di perdere la libertà o la vita. Il più famoso artista contemporaneo cinese, Ai Weiwei, racconta la verità di un dissidente dell’era digitale, deciso a mettere l’arte al servizio di una società migliore. Il governo cinese ha tentato di zittirlo in tutti i modi: picchiandolo, oscurando il suo blog, rinchiudendolo e demolendo il suo studio. Ai Weiwei è sfuggito per anni - prima del misterioso arresto del 2011 - alle grinfie della polizia di Pechino in virtù della sua visibilità internazionale e dell'affermazione che si è conquistato grazie a mega-installazioni impresse nell'immaginario collettivo. Armi che l'artista sa sfruttare fino in fondo, utilizzando Twitter e i media occidentali come veicolo per diffondere, attraverso telegrammi web di 140 caratteri o riprendendo i momenti di scontro con le autorità, lo stato delle cose all'ombra della Grande Muraglia. Ai Weiwei non smette di lottare. Senza chiedere scusa.

25-26-28 giugno ore 21:30

Politicamente Scorretto – The Hunter S. Thompson’s Gonzo di Alex Gibney

La biografia definitiva di una delle figure più controverse e interessanti d’America: fu scrittore, uomo dei mille sorsi di bourbon, delle interminabili sniffate di cocaina, e l'inventore di un giornalismo sfacciato, irriverente e senza paura, ribattezzato Gonzo in omaggio a un riff anarchico di James Booker.

Hunter Thompson ha fatto discutere per il suo rapporto con gli Hell’s Angels, la sua corsa a sceriffo di Tremola, il suo coinvolgimento nella campagna presidenziale. Dopo il suo suicidio la rivista Rolling Stone, dove aveva esordito, gli dedicò un intero numero. Il documentario è arricchito dalla voce di Johnny Depp.

2-3-4 luglio ore 21:30

The Man Behind the Throne di Kersti Grunditz

ANTEPRIMA

Chiunque sia nato negli anni Settanta ha avuto come coreografo Vincent Paterson: perché chiunque ha provato a copiare uno dei passi creati da lui per le star del palcoscenico. Ha lavorato con Madonna e Michael Jackson e fu proprio il compianto Re del Pop a credere per primo in lui (Smooth Criminal è un capolavoro imbattuto).

Questo eccezionale documentario racconta la carriera di un genio che ha cambiato il concetto stesso di coreografia, inventando Viva Elvis del Cirque du Soleil e portando Dancer in the Dark alla Palma d’oro a Cannes. I suoi passi hanno girato il mondo, portando la sua arte nei cuori di milioni di spettatori, da Broadway al West End. Senza di lui, quanti imperatori della musica sarebbero diventati tali?

5-6-7 luglio ore 21:30

25% - I segreti della guerra alla droga di Eugene Jarecki

Il 25% della popolazione carceraria mondiale si trova negli USA. Un dato sconcertante che induce il maestro del documentario Eugene Jarecki a soffermare la sua ricerca sui “successi” della lotta alla droga negli USA da Nixon in poi. Jarecki esamina con il passo di un thriller e la profondità di un giallo psicologico azioni, reazioni e personaggi di una storia che non ha lieto fine. Dimostra con i fatti e con testimonianze dalla sorprendente sfumatura autobiografica quanto gli “effetti collaterali” (a partire dal vertiginoso aumento della popolazione carceraria) abbiano reso più pericolosi i traffici e più forti i criminali. E in un inquietante retroscena mostra quanto la netta discriminazione tra “droghe dei poveri” e “droghe dei ricchi” sia stata tutt’altro che casuale.

http://www.ambragarbatella.com


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