Il teatro sotto casa tua, a cura dell’Ass. Cult. “Figli di Hamm”

II edizione: 17 gennaio -19 aprile 2015

Dopo la fortunata esperienza della stagione 2014 che ha ospitato nella bella Sala Petrolini di Castel Gandolfo, in provincia di Roma, alcune delle voci più interessanti del teatro contemporaneo – alle quali Rai5 ha dedicato proprio nel 2014 il documentario Roma: la nuova drammaturgia – il progetto “Teatro di Quartiere” è stato accolto con particolare attenzione e cura dal Municipio nelle persone del Sindaco Milvia Monachesi e dell'Assessore Alessia Bruni che per il secondo anno di seguito mettono a disposizione questo spazio cittadino per una nuova esperienza, caldeggiata quest'anno da uno sponsor prestigioso come la Banca di Credito Cooperativo Castelli Romani da sempre sensibile alla diffusione della cultura sul territorio.

Il progetto nasce dall'incontro tra un’idea di “teatro di quartiere” – elaborata dall'Associazione “Figli di Hamm” come sintesi dell’esperienza accumulata in quasi vent’anni di pratica teatrale e indirizzata alla ricerca di una formula per rinnovare il sistema di fruizione da parte del pubblico, ravvivandone così l'interesse – e l'ascolto delle esigenze sperimentate dalle varie Amministrazioni Locali in tema di politica socio-culturale, in stretta relazione con le necessità imposte dalle contingenze economiche contemporanee.

Destinatari dell’iniziativa, i Cittadini dei Comuni dell’area metropolitana a sud di Roma penalizzata dalla vicinanza con la Capitale che mentre moltiplica l’offerta culturale rischia di depauperare il bacino di utenza di un territorio, per altri versi fortemente caratterizzato a livello storico e artistico, sia disperdendo i possibili fruitori sia non contribuendo all’orientamento alle selezione dei più giovani.

La scommessa – di vera e propria “politica culturale”, realizzabile con costanza e sollecitudine su tempi forse lunghi ma che sembra proficuo attendere con pazienza – è la sospensione di un giudizio pericoloso che di fronte alle incontrovertibili difficoltà economiche attuali si sta facendo strada nelle Società occidentali contemporanee: l’idea che le spese per la cultura sottraggano linfa alle necessità elementari della sopravvivenza! Sorprendere lo sguardo dello spettatore contemporaneo, impigrito e offuscato da questa sorta di corsa al ribasso degli standard culturali, esacerbato da una sorta di povertà di ritorno offrendo qualcosa che non si qualifichi come “alternativo” ai media più diffusi (televisione, cinema, internet, radio) ma che ne sia complementare riguarda più in generale la presentazione sistematica di un ventaglio ampio e variegato di forme di sapere e di espressione originale come risposte alternative alle più diffuse domande dell’individuo in quanto cittadino responsabile, coinvolto nella cura e nella salvaguardia dell’ambiente e dei suoi simili.

In questo senso e con questo scopo si è voluto mantenere un costo del biglietto “popolare”: 8 euro per singolo spettacolo, come per l’edizione precedente.

Inoltre quest’anno è possibile assistere gratuitamente agli spettacoli. Per scoprire come, basta collegarsi al sito www.teatrodiquartiere.it

Programmazione

GENNAIO:

17 h. 21.00 / 18 h. 18.00

GROPPI D’AMORE NELLA SCURAGLIA di Tiziano Scarpa

Con Silvio Barbiero

Regia: Marco Caldiron

Scene: Paolo Bandiera; Costumi: Anna Cavaliere; Musiche: Sergio Marchesini e Debora Petrina

Una produzione “Carichi sospesi"

Il testo di Scarpa è un racconto in versi che, attraverso una lingua inventata che richiama i dialetti del centro-sud, descrive un percorso di rinascita e, in qualche modo, di redenzione. Il linguaggio poetico di Scarpa deforma il nostro immaginario e i corpi dei protagonisti divengono archetipi grotteschi di un mondo in sfacelo; immagini che richiamano l'immaginario di Bosch raccontando la storia di Scatorchio e del suo amore per Sirocchia in un paese sommerso dai rifiuti. Pochi elementi in scena per rappresentare una storia ricca di elementi narrativi che non manca mai di sorprendere per l'originalità delle soluzioni messe in atto. Lo spettatore si trova così immerso in un mondo composto da suoni antichi ma pur sempre riconoscibili, da immagini, musiche che richiamano un mondo naif tracciato con pennellate severe e marcate.

SPETTACOLO VINCITORE DEL PREMIO “MIGLIOR ATTORE” AL FRINGE FESTIVAL DI ROMA 2014

24 h. 21.00 / 25 h. 18.00

ANGELICA di e con Andrea Cosentino

Regia: Andrea Virgilio Franceschi; collaborazione alla regia: Valentina Giacchetti

Una troupe che sceglie di girare uno sceneggiato televisivo in una casa di un quartiere popolare romano; un’attrice – Angelica, appunto – checontinua a recitare la propria morte, fino allo sfinimento. Ciò che si ripete in teatro ci fa ridere. Perchè è il passato che pretende di ritornare come niente fosse.

30 h. 21.00 / 31 h. 18.00

EXERESI di e con: Manuel Cascone, Chiara Condrò, Elisa Turco Lìveri.

Da un’idea di Salvatore Insana

Disegno luci: Giovanna Bellini; Suono: Roberto Fega; Video: Salvatore Insana

Una produzione “Turco Lìveri/Condrò

Un dialogo surreale tra due figure femminili al limite dello stereotipo – lontanissime tra loro nel tempo, nei luoghi d’azione e nella percezione che può derivarne agli spettatori – poco alla volta rivela invece una contiguità tra percorsi di vita sorprendentemente paralleli che troverà sfoghi imprevedibili. Accomunate dal senso del sacrificio e da una bizzarra vocazione al martirio si ritroveranno ad affrontare insieme il dramma di un “taglio” estremo e simbolico.

 

FEBBRAIO/MARZO:

07 h. 21.00 / 08 h. 18.00

AB HOC ET AB HAC di e con Daniele Parisi

Una sguaiata ambulanza si trascina dietro frammenti di umanità che, messi sotto sforzo fisico, sono gettati in pasto alla scrittura di scena. La narrazione è quasi del tutto abolita. Tutto avviene in velocità. I personaggi si avvicendano così uno dopo l’altro, parlano in una sala d’aspetto di un pronto soccorso, gridano in mezzo alla strada o dal balcone di un palazzo. L’elemento musicale e ritmico – fornito dalla registrazione dal vivo di loop vocali – dialoga con personaggi che spuntano dal basso, appaiono a mezzo busto, si cambiano d’abito, mutano corpo e voce. Un gioco al massacro in cui attraverso la combinazione del riso e dell’orrore, si entra in un universo assurdo, un mondo decaduto, che di fronte alla malattia smarrisce il suo principio razionale, divenendo inconsapevolmente ridicolo.

SPETTACOLO SECONDO CLASSIFICATO AL CONCORSO "AUTORI NEL CASSETTO, ATTORI SUL COMÒ" 2012/2013

14 h. 21.00 / 15 h. 18.00

S’IGNORA di Fabio Massimo Franceschelli da un soggetto di Francesca Guercio

Con Francesca La Scala

Regia di Francesca Guercio; Contributi artistici di Claudio Di Loreto

Una produzione “OlivieriRavelli_teatro”

Una donna. Alla soglia dei quarant’anni. Un’Attrice. Una signora. Sola, in scena. Con le sue voci, le sue maschere, le sue mani. Riflette tra sé e cerca la complicità degli spettatori in un “flusso” di pensiero che trova la propria “coscienza” nella forza centripeta di una personalità fermamente intenzionata a esistere e non a resistere. Pure in mezzo alle sconsolanti considerazioni sul lavoro nel mondo del teatro, sui rapporti con gli uomini, sugli stereotipi della femminilità, sulla ghettizzazione della cultura, sulle costrizioni della seduzione, sul tedio dei giochi di ruolo, sul senso della maternità. Qualcosa è vero; qualcosa è falso ma potrebbe pure essere vero. Anche perché da qualche parte c’è un Autore. Un uomo. Ma soprattutto perché la Signora… s’ignora!

21 h. 21.00 / 22 h. 18.00

LE FIGURINE MANCANTI DEL ’78 ideato e diretto da Dario Aggioli

Con Dario Aggioli e Daniele Giuliani

Aiuto regia: Elisa Carucci; assistente alla regia: Diana Cagnizi; consulenza: Isabel Cortes Nolten

Una produzione “Teatro Forsennato”? Sinossi: Due figure raccontano due eventi all’apparenza molto distanti. Un bambino racconta i mondiali che si svolgono in Argentina. A lui interessa solo il gioco del calcio e non vede quello che c’è intorno, vuole rimanere bambino e da tale si comporta: come tutto il resto del mondo pensa solo alle partite e al momento in cui la coppa sarà levata al cielo. Un altro bambino racconta il dramma della dittatura e dei desaparecidos. Lui vede quello che c’è intorno e per questo non vuole più giocare. Come si può giocare per una nazione sconvolta dalla dittatura e desiderare di alzare la Coppa del Mondo nel proprio paese. Argentina'78. Molte figurine ce l'ho, alcune son doppioni, altre desaparecidos.?L’improvvisazione si sposa con la ricerca propria del teatro di narrazione. Il lavoro sul linguaggio di Teatro Forsennato si innesta nel linguaggio di questa forma di teatro, rivisitandolo e ribaltandolo. Le due tematiche, quella sportiva e quella storico-sociale, si intrecciano fino allo scambio da parte dei narratori delle due storie.

28 h. 21.00 / 01 h. 18.00

IL FULMINE NELLA TERRA: IRPINIA 1980 scritto e diretto da Mirko Di Martino

Con Orazio Cerino

Aiuto regia: Melissa Di Genova

Una produzione “Teatro dell’osso”

Trent’anni. La distanza che divide una generazione da un’altra. Lo spazio che separa una storia da un’altra. Trent’anni fa c’era una terra che oggi non c’è più. In mezzo c’è una data, il 23 novembre del 1980, e un terremoto lungo 100 secondi. Lungo trent’anni. Le case sono state ricostruite, i morti compianti, le strade inaugurate, i fondi spesi. Ma la terra continua a tremare, perché i conti con il passato sono ancora aperti, perché c’è ancora qualcosa che aspetta di essere recuperato. Trent’anni fa, l’Italia cantava “Disco Bambina” con Heather Parisi, esultava per l’oro di Pietro Mennea, indossava i pantaloni stretti di Miguel Bosè, ballava al suono della Disco-music. Trent’anni fa, l’Italia si guarda allo specchio nelle macerie dell’Irpinia e non si riconosce: troppe cicatrici sul suo volto, troppe piaghe non ancora sanate, troppa gente dimenticata. I bambini di trent’anni fa sono cresciuti e oggi si guardano alle spalle e non trovano più nulla. I paesi dei loro padri sono luoghi stranieri, città lontane nel tempo, cartoline inviate da un mondo che non hanno mai conosciuto. E i nonni si ritrovano a inseguire i fantasmi dei loro ricordi, a parlare ai nipoti che li ascoltano senza capire, stanchi di sentirsi ripetere che “qui era tutta campagna”. Il 23 novembre 1980 il terremoto più distruttivo della nostra storia recente ha messo fine a un mondo e ne ha dato inizio un altro. Rievocare quel giorno a teatro significa cercare di posare un ponte sul fiume della memoria, significa provare a riallacciare i legami tra due epoche, due generazioni, due mondi, che dividono la stessa terra senza mai toccarsi. Storie, ricordi, documenti. Un teatro per rievocare, per condividere, per ricostruire.

MARZO:

07 h. 21 / 08 h. 18.00

NANO EGIDIO – UNA STORIA VERA – SEASON ONE di e con: Marco Ceccotti, Simona Oppedisano, Francesco Picciotti

Regia: Nano Egidio; Luci: Giacomo Cappucci; Scenografia: Gianni e Francesco Picciotti; Costumi: Marina Oppedisano e Giulia Salvatori

Una produzione “Il misterioso collettivo del Nano Egidio”

La storia ci racconta la vita di Batman investigatore ormai stanco del suo lavoro; Dotto, un cinico dottore che pensa solo alla sua carriera; Nano Egidio, un generico nano delle fiabe che qualcuno vuole morto; un Puffo vittima di razzismo; una Barbie sperimentale dottoressa nuda; Kermit La Rana che fa l’informatore della polizia; l’assassino dei film Horror che fa l’assassino, un centralinista dei call center. Lo spettacolo racconta il Mondo della Fantasia come non è mai stato immaginato, qui l’atmosfera classica e rassicurante del “Cera una volta” viene spazzata via da una messa in scena che mescola elementi di teatro di figura, cabaret classico e comicità di situazione. I Protagonisti sono i personaggi di fiabe, racconti, fumetti, cartoni e film entrati ormai nell’immaginario collettivo che vivono la scena sotto forma di attori, pupazzi, burattini e giocattoli interpretando ruoli per loro inusuali e agendo in un mondo a loro nuovo: quello delle serie televisive. Il passato dei racconti orali, delle fiabe e dei folktales incontra il presente delle serie televisive, dei fumetti e del cinema.

14 h. 21.00 / 15 h. 18.00

84 GRADINI di e con Giuseppe Mortelliti

“La vita è fatta a scale, c’è chi scende e c’è chi sale”. Partendo da questa nota metafora nasce 84 gradini, la storia di un uomo che ha vissuto i gradini della propria esistenza sempre di corsa. Assapora tutto ciò che fa parte della vita e nel salire i suoi gradini, non rallenta mai la sua scalata. Ma questa sua vita è una scalata verso cosa? 84 gradini è il racconto di chi è in fuga perenne senza vivere una vita spericolata, un monologo che riflette una condizione diffusa dell’uomo di oggi, in continua ricerca di certezze, punti fermi, conferme. Una corsa dove alla fine sono gli eventi della propria esistenza a correre più veloci. Dopo il successo televisivo ottenuto con il docu-film Rai I ragazzi di Pippo Fava, Giuseppe Mortelliti torna in scena con uno spettacolo dove si mescolano sapientemente elementi di teatro fisico e di teatro di narrazione, tutto al servizio di una messa in scena semplice ma fortemente evocativa. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, Mortelliti ricerca da diversi anni un linguaggio drammaturgico originale, in cui voce e gesto si imprimono sulla scena come le note di un pentagramma. Non adatto al di sotto dei 10 anni.

SPETTACOLO VINCITORE DEL PREMIO “SPECIAL OFF” AL FRINGE FESTIVAL DI ROMA 2014

21 h. 21.00 / 22 h. 18.00

LA VARIANTE E.K. di e con Luca Ruocco e Ivan Talarico

Una produzione “DoppioSenso Unico”

Un uomo alle corde aspira alla corda, ma necessita metodo. Si sottopone a un duro allenamento ma nel momento cruciale non coglie il nodo. Ricondotto sulla diritta via si dà la fine. Strani figuri ne portano le spoglie. La sua vita è dibattuta in giusta causa, ripercorsa nei punti salienti, nei consigli di chi non disse giusta parola. La sua passione per il west apre lo spettacolo sull’inquietante e straordinario mondo dei cavalli. Tramutato anch’esso in cavallo troverà all’inferno la giusta pena. La variante E.K. è nato nei locali e teatrini della capitale, in forma di studio per giungere alla forma definitiva arricchito del rapporto con il pubblico che ne è parte essenziale.

Luca Ruocco e Ivan Talarico giocano infatti con gli spettatori portandoli in scena come protagonisti; li guidano, attraverso i vari quadri, nella complessa vicenda del suicidio di E.K. Una situazione raccontata tramite esercizi di stile, variazioni, ripetizioni, errori e ripensamenti, che spazia nei luoghi e nel tempo in maniera libera, suscitando risate improvvise e incontrollate, nonostante l’atmosfera funerea.

I due performer agiscono liberamente, senza vincoli d’interpretazione, aiutati da cartelli proiettati e pochi e rappresentativi oggetti e maschere. Uno spettacolo surreale, dal ritmo veloce e dall’ironia nera, che ride e fa ridere della morte del concetto di individuo.

28 h. 21.00 / 29 h. 18.00

PIAZZATO BIANCO scritto e diretto da Francesca Staasch

Con Alessandro Epifani, Lida Di Pietro, Gianantonio Martinoni, Cristina Pellegrino

Monologhi di comicità surreale o iper-reale sul malessere metropolitano. «… è dal 2004 che questo spettacolo va in scena, cambiando ogni volta testi, attori e tematiche, con due leitmotiv: la semplicità della messa in scena che necessità solo di un piazzato bianco e il racconto di vari ed eventuali, reali o immaginati, disagi metropolitani: c'è la ragazza che decide volontariamente di diventare uno stereotipo, c'è chi non riesce a trattenersi dal fare domande in continuazione, c'è chi è preoccupato dei disequilibri corporei e chi racconta i pasti del proprio padre, Urano e molti altri... (F.S.)».

APRILE:

11 h. 21.00 / 12 h. 18.00

COSA CI TOCCA FARE PER SOPRAVVIVERE di e con Irene Aliverti e Modeso Messali

Cosa ci tocca fare per sopravvivere è un collage di immagini, musiche, ricordi, filastrocche nonsense, storie brevi e canzoni fatte in casa. Una sorta di reading teatral-musicale che si consuma preferibilmente in piccoli spazi o in qualche cortile o in una di quelle osterie di una volta e dura un'oretta circa. Si racconta di una terrazza, di un pulmino pieno di muratori, di Franca che era una ragazzina cicciottella simpatica e bella, di temporali, di rosari serali, di Salvatore Bagni, di una ragazza di nome Maria e della vecchia Marcella. Ogni riferimento a persone reali è puramente casuale.

18 h. 21.00 / 19 h. 18.00

DELITTO DILETTO liberamente tratto da Sei per due di Corrado Vallerotti

Con Vitalba Adamo, Marco Tullio Amedei, Andrea Boccadamo, Perla Del Gobbo, Roberta Pettinella, Adriana Pignatelli, Daniela Sistopaolo, Maurizio Zevini

Adattamento e regia: Claudio Caldarini

Supervisione artistica: Claudio Di Loreto?Una produzione Caldarini United

Un marito fedifrago e il suo coinquilino, uno scultore alcolista, verranno smascherati nei loro vizi, nevrosi, tic e debolezze da sei donne che in una situazione surreale e paradossale entreranno simultaneamente nelle loro vite sconvolgendogliele. Non ci è dato di sapere se in meglio o in peggio: di sicuro il finale è a sorpresa perché... "nessuno è perfetto"

DIREZIONE ARTISTICA: CLAUDIO DI LORETO

con la collaborazione di Claudio Caldarini, Fabio Massimo Franceschelli, Francesca Guercio, Alessandro Margari

sponsor: BCC Castelli Romani


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