L'Accademia d'Ungheria in Roma conclude l'anno accademico con una serata che intreccia arti visive, fotografia e musica, presentando tre mostre e un concerto che testimoniano la vitalità della giovane scena artistica ungherese e l'impegno dell'istituzione verso il dialogo culturale e l'inclusione sociale.

Giovedì 11 giugno 2026, a partire dalle ore 19.00, gli spazi di Palazzo Falconieri ospiteranno l'inaugurazione della mostra annuale dei borsisti dell'Accademia, "Strati lacerati", a cura del Dr. Pál Németh. La tradizione della borsa di studio per artisti figurativi, che risale al 1928, si rinnova quest'anno attraverso le opere di István Losonczy, Gergely Mészáros, Anita Sárosi e Réka Schell, che durante la loro residenza romana hanno indagato la città nei suoi strati visivi e simbolici, trasformando frammenti urbani, tensioni contemporanee e memorie stratificate in un linguaggio che dialoga con la complessità del presente. La mostra, realizzata con il sostegno del Fondo Nazionale Ungherese per la Cultura (NKA), rimarrà aperta fino al 10 settembre 2026.

Accanto ai borsisti dell'Accademia, la serata presenta "Site Inspection / Sopralluogo", esito della collaborazione e del primo programma di residenza congiunto tra l'Accademia d'Ungheria in Roma e la Moholy-Nagy University of Art and Design (MOME). Nel luglio 2025 sei studenti laureandi della MOME, insieme al responsabile del programma Miklós Erhardt, sono stati ospiti di Palazzo Falconieri a Roma. Le opere realizzate durante il loro soggiorno vengono ora presentate al pubblico.


Il punto di partenza del lavoro artistico è stato costituito dai portavoce della vox populi romana, le cosiddette "statue parlanti" – Pasquino, Marforio, Madama Lucrezia e le altre – che nel XVI secolo diedero avvio a un dialogo cittadino ininterrotto, ancora oggi riconoscibile nei tag che affiorano ovunque, nei graffiti spesso radicalmente politici e nelle grandi murali colorate che animano i quartieri più periferici. Szonja Urbán ha proiettato il proprio tag sulla mappa di Roma e ha poi percorso a piedi il tracciato così ottenuto, quasi duecento chilometri; Sára Holczer ha basato il suo lavoro sulla documentazione di una camminata che si avvolge su sé stessa; Csongor Boldizsár Nagy ha realizzato un distributore di biglietti che emette ticket "deturpati" da graffiti romani; Eszter Tóth è stata attratta dalle forme grottesche delle lettere dei graffiti, da cui ha composto un peculiare alfabeto all'uncinetto; Aranka Adelina Vass ha cercato la poesia assurda delle vibrazioni provenienti dagli impianti elettrici urbani; Fülöp Bechtold, infine, ha indagato le tracce incise e graffiate lasciate da ogni presenza privata

La terza mostra della serata, "Sulla via della luce. Da Pécs alla Città Eterna", a cura di Zsolt Páva, assume un ruolo particolarmente significativo all'interno del programma, poiché affronta in modo diretto il tema dell'inclusione sociale. La mostra presenta i lavori dei giovani artisti del Club fotografico Gandhi, attivo presso il Liceo Gandhi di Pécs, il primo liceo europeo dedicato alla minoranza rom. Le fotografie, realizzate sotto la guida del fotografo Péter Marsalkó, trasformano la quotidianità in narrazioni visive che raccontano identità, resilienza, sensibilità e visioni personali, offrendo uno sguardo dall'interno su una comunità che da anni lavora per affermare la propria dignità culturale. La Gandhi Közhasznú Nonprofit Kft, impegnata nella promozione dell'inclusione sociale dei giovani rom, è riconosciuta nel Registro nazionale delle buone pratiche UNESCO. Dopo le tappe di Riga nel 2024 e Helsinki nel 2025, la mostra approda ora a Roma, creando un nuovo spazio di dialogo interculturale e riaffermando l'impegno dell'Accademia verso la valorizzazione delle voci emergenti.

A completare la serata il concerto del Péch Lóránt Quartet, realizzato in collaborazione con Müpa Budapest, porta sul palco di Palazzo Falconieri una delle formazioni più promettenti della nuova scena jazz ungherese. La presenza straordinaria del pianista e compositore Kálmán Oláh, figura centrale del jazz europeo e mentore di Lóránt Péch, trasforma il concerto in un dialogo unico tra generazioni e sensibilità musicali. Il quartetto — composto da Lóránt Péch al pianoforte, Sándor Suke al contrabbasso, Tamás Fazekas alla batteria e Máté Balogh al sassofono contralto — propone un jazz acustico contemporaneo che fonde tradizione e modernità attraverso composizioni originali firmate da Péch. Dopo la vittoria del Premio del Pubblico al Müpa Jazz Showcase 2026, il gruppo si conferma come una delle realtà emergenti più interessanti del panorama jazzistico di Budapest. Il concerto è organizzato nell'ambito del Programma Culturale Pet?fi, con il sostegno del Governo ungherese.

La serata nel suo insieme offre al pubblico romano un'occasione unica per conoscere la nuova generazione di artisti ungheresi e per riflettere, attraverso l'arte e la musica, sui temi che attraversano il nostro tempo, con particolare attenzione al valore dell'inclusione sociale e del dialogo tra culture.

Informazioni, orari e prezzi

Creatività e inclusione sociale al centro dell'evento di fine anno dell'Accademia d'Ungheria in Roma
 
11 giugno 2026, dalle ore 19.00
Palazzo Falconieri (Via Giulia, 1)

Dove e quando

Serate - Cena in battello sul Tevere nel centro storico di Roma