Leonarda Cianciulli, la Saponificatrice di Correggio

Una stanza. Una sedia. Una donna è seduta, rivolta verso un muro. Le luci si spengono e ci troviamo al buio.

Il buio della memoria, una memoria che si apre, che si sfoglia, come le pagine ingiallite di un vecchio libro di ricette dimenticato sulla mensola più alta della cucina. Una donna e i suoi ricordi, che si affastellano come immagini sbiadite e sovrapposte mentre cerchiamo il capo do un filo di Arianna ormai sottile, che ci conduca verso quelli che sono i momenti che cambiano e segnano per sempre una storia i cui contorni si sbiadiscono sempre di più per confondersi con uno sfondo impreciso e oscuro.

Una donna che tra un caffè e i racconti dei letti da rifare, i piatti da lavare, i figli da educare, cerca di guidarci per mano attraverso dei fatti avvenuti forse in un tempo non abbastanza lontano, fatti impregnati e travolti da emozioni, speranze e paure per il presente e per il passato più che per il futuro. Fatti che hanno segnato un’epoca, una nazione e molto più banalmente, e drammaticamente se vogliamo, una vita, senza che ce ne rendessimo conto.

134 grammi di soda caustica è uno studio teatrale che parte dal testo.

L’autrice infatti ha consegnato nelle mani del regista un testo frutto di una lunga ricerca sul personaggio realmente esistito di Leonarda Cianciulli.

Il testo voleva essere una filologica ricostruzione (basata anche sugli atti del processo all’assassina di Correggio) delle vicende reali con la licenza poetica di aggiungere particolari documentati della vita della Cianciulli, naturalmente visti dall’occhio della scrittrice. Tutto in forma di monologo-soliloquio.

Fin qui tutto molto semplice.

La scrittrice però in questo caso coincideva con l’attrice.

Il lavoro di costruzione dello spettacolo quindi ha da subito preso una piega diversa da quella canonica, ed infatti è qui presentato in forma di studio.

Lavorando sul testo e agendolo ci siamo subito resi conto che si doveva operare trasformandolo in una drammaturgia viva sul corpo dell’attrice e la vera sfida è stata quella di riscrivere insieme, questa volta in maniera improvvisata e viva, un testo affine a ciò che accadeva in prova.

Nulla è stato distrutto dell’idea iniziale e testuale.

Ma tutto si è trasformato nella presentazione di un personaggio e di un mondo che ha ancora aspetti da indagare proprio perché molte parti del testo originale sono rimaste solo scrittura che aspetta un tempo migliore e più lungo per essere viva. Ciò che interessava il regista, l’autrice-attrice e l’acting coach era un lavoro sul personaggio e sulle sue “direzioni”.

Vogliamo presentarvi quindi i 45 minuti nucleari di “134 grammi di soda caustica” convinti che il nostro lavoro ha bisogno del pubblico.

Lo studio infatti è disseminato di espedienti che coinvolgono gli ascoltatori, ha una struttura semplice e conclusa e trova nel gioco teatrale la sospensione del giudizio sul personaggio che già era presente nel testo.

La sala Strindberg del Teatro Tor di Nona ci sembrava perfetta per comunicare al pubblico il fatto che tutto parte in una stanza con una porta e una sedia.

In attesa che la porta venga aperta e la sala riempita da presenze un attrice aspetta di lavorare sul mondo che Leonarda Cianciulli può evocare in ognuno di noi.

Giuseppe Roselli. Francesca Romana De Berardis, Gioia Salvatori.


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