7 anni di carcere sono tanti? Possono cambiare la nostra vita? Quanto valgono?

Dal 7 al 9 novembre alle ore 21 al Teatro Tor Bella Monaca andrà in scena 7 ANNI, una produzione Argot diretta Francesco Frangipane e interpretata da Giorgio Marchesi, Massimiliano Vado, Pierpaolo De Mejo,

Serena Iansiti e Arcangelo Iannace.

In una serata carica di tensione i quattro soci di un'azienda di successo devono decidere chi pagherà per un crimine commesso. Per salvare gli altri e l'azienda solo uno dei quattro si dovrà assumere la colpa e scontare sette anni di carcere. Ma chi lo farà? Perché? Come in una partita a scacchi i quattro si affrontano mossa dopo mossa alla ricerca dello scacco matto. A dirigere la partita un arbitro che li aiuterà a trovare le risposte che cercano per arrivare ad una possibile soluzione.

7 anni di carcere sono tanti? Possono cambiare la nostra vita? Quanto valgono? Possono essere barattati con qualcos'altro? Sono questi gli interrogativi che si pongono i protagonisti di questa pièce, che si pone il pubblico insieme a loro e che mi sono posto anch'io per costruire la partitura tragica di questa spietata commedia. La storia infatti è solo un meraviglioso pretesto per raccontare altro: l'amicizia, l'amore ma anche la codardia e la meschinità messe a nudo da un evento scatenante che trasforma pian piano i protagonisti da potenziali vittime in autentici carnefici, essendo quella l'unica luce verso la salvezza. Cosa si è disposti a dire e a fare pur di salvarsi? Tutti interrogativi che mi permettono di indagare ancora una volta, come nei miei precedenti lavori, sulla psiche dell'essere umano. Sui quattro soci, amici, amanti, vittime/carnefici di questo gioco al massacro ma anche sul mediatore, la figura naïf venuta dall'esterno e che li deve aiutare a decidere chi andrà in carcere, che se da un lato è la voce dello spettatore dall'altro è colui che aiuterà lo spettatore stesso a trovare le risposte a quei perversi interrogativi.L'epilogo beffardo è l'occasione per rendere ancora più tragica la condizione dei protagonisti e per permetterci di proiettarci oltre la situazione stessa, oltre l'immaginabile, lì dove neanche il testo arriva e dove invece deciderà di arrivare lo spettatore.Il tutto in un'idea di messa in scena, ormai imprescindibile per me, che vuole continuare a tenere il pubblico dentro la scena e accompagnare lo spettatore per mano dentro la storia stessa fino a condividere le emozioni dei personaggi e farsi carico delle domande e dei dilemmi che travolgono i protagonisti.

di José Cabeza e Julia Fontana

traduzione Enrico Ianniello

regia Francesco Frangipane

con Giorgio Marchesi, Massimiliano Vado, Pierpaolo De Mejo,

Serena Iansiti, Arcangelo Iannace

luci Giuseppe Filipponio

scene Francesco Ghisu

costumi Cristian Spadoni

aiuto regia Massimiliano Benvenuto

voice off Vanessa Scalera

foto di scena Manuela Giusto

Argot Produzioni


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