Lo spettacolo è ispirato ad un fatto di cronaca

Lavoro, donne e diritti, per dare voce e anima a undici protagoniste operaie che raccontano le paure per il nostro futuro e per quello dei nostri figli, le rabbie inconsulte e le angosce che situazioni di precarietà lavorative possono scatenare. Alessandro Gassmann incontra Ottavia Piccolo nel "dramma proletario" scritto da Stefano Massini per riflettere sulla dignità del lavoro, sui diritti acquisiti e sull'importanza di non perderli. Basato su un episodio realmente accaduto in una fabbrica francese, 7 minuti racconta del duro braccio di ferro tra le operaie tessili di Yssingeaux, nell'Alta Loira, e i nuovi dirigenti subentrati al controllo. Il fatto di cronaca risale al gennaio 2012 quando undici donne si riuniscono per decidere se accettare la riduzione di 7 minuti nella pausa. Un'unica scena per descrivere i percorsi di vita di un gruppo di operaie, madri, figlie, capaci di raccontare un'umanità che tenta disperatamente di reagire all'incertezza del futuro. Ottavia Piccolo, tra questi undici caratteri, rappresenta una sorta di "madre coraggiosa" che indica una via alternativa, il tentativo di far prevalere la giustizia.

Stefano Massini – Autore e regista teatrale. Da ultimo la sua Lehman trilogy, sul crac Lehman Brothers, per la regia di Luca Ronconi, dopo essere stata pubblicata da Einaudi (2014). Ha iniziato la sua attività di autore vincendo nel 2005 il Premio Pier Vittorio Tondelli con L'odore assordante del bianco. Tra i suoi testi di maggiore successo: Processo a Dio, La fine di Shavuoth, Balkan Burger. Di lui Ubulibri ha pubblicato due raccolte di testi: Quadrilogia e Trittico delle gabbie; nonché Donna non rieducabile, la pièce messa in scena in tutto il mondo e incentrata su Anna Politkovskaja. Riceve il Premio speciale Ubu 2013 per il complesso della sua opera drammaturgica. Nel 2015 Einaudi pubblica anche 7 minuti, testo portato in scena da Alessandro Gassman con Ottavia Piccolo protagonista.

Alessandro Gassmann – Debutta a 17 anni nel film autobiografico Di padre in figlio, scritto e interpretato con il padre Vittorio. Artista poliedrico, è attore per cinema, teatro, televisione, ma anche regista teatrale e cinematografico, direttore dello Stabile del Veneto dal 2010 al 2014. Nel 1984 vince il Biglietto d'Oro per Affabulazioni di Pasolini; lavora con Luca Ronconi nei Dialoghi delle Carmelitane e con Mauri in Sogno di una notte di mezza estate. Al cinema con Caos calmo vince un David di Donatello e un Nastro d'argento, mentre Razzabastarda nel 2013 segna l'esordio da regista. Felice il sodalizio artistico con Gianmarco Tognazzi, sulla scia di quello storico tra i rispettivi genitori. Tra le regie teatrali, La forza dell'abitudine (2006) e Immanuel Kant (2010) di Bernhard, La parola ai giurati (2007), Roman e il suo cucciolo (2010), Riccardo III (2014).

Ottavia Piccolo – Dopo l'esordio sul palcoscenico in Anna dei miracoli di Luigi Squarzina, lavora con grandi registi come Giorgio Strehler, Luchino Visconti, Orazio Costa, Luca Ronconi, Gabriele Lavia, Giancarlo Cobelli, Massimo Castri. Nel 1971 vince il Nastro d'argento, David di Donatello e Palma d'oro a Cannes per Metello di Mauro Bolognini. In teatro attraversa il repertorio classico e quello contemporaneo, tra gli altri Le baruffe chiozzotte; Orlando furioso; Re Lear; Amleto; Elettra; La dodicesima notte; Pazza; Medea; L'avaro; Rosanero; Buenos Aires non finisce mai; Il processo a Dio; Donna non rieducabile; Anna Politkovskaya; il più recente 7 minuti. Scoperta nel cinema da Visconti ne Il Gattopardo, ricordiamo anche Serafino di Pietro Germi e La famiglia di Ettore Scola (Nastro miglior attrice non protagonista, 1987)

Uno spettacolo di Stefano Massini

regia Alessandro Gassmann

con Ottavia Piccolo e Paola Di Meglio, Silvia Piovan, Olga Rossi, Balkissa Maiga, Stefania Ugomari Di Blas, Cecilia Di Giuli, Eleonora Bolla, Vittoria Corallo, Arianna Ancarani, Giulia Zeetti

scenografia Gianluca Amodio

costumi Lauretta Salvagnin

light designer Marco Palmieri

musiche originali Pivio&Aldo de Scalzi

videografie Marco Schiavoni


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