Liberamente tratto da Aida di Giuseppe Verdi

Il Dottor Bostik è una delle maggiori compagnie italiane di teatro di figura. In quasi quarant'anni di attività si è sempre caratterizzata per un costante lavoro di ricerca che andasse al di là della tradizione, per affrontare tematiche e linguaggi contemporanei.

L'avvicinamento alla musica da parte delle giovani generazioni e l'educazione all'ascolto, sono state spesso centrali in questo percorso. Ne è un esempio il fortunato allestimento di Pierino e il Lupo di Prokofiev, dal titolo "Ho visto il lupo".

Dopo la musica strumentale, la compagnia ha deciso di misurarsi con il melodramma: un'eccellenza italiana in gran parte sconosciuta a bambini e ragazzi, date le effettive difficoltà d'approccio.

La scelta è caduta su Aida di Giuseppe Verdi, forse l'opera lirica per antonomasia, ma anche un classico del teatro di figura. Ciò permette la scoperta graduale del canto lirico: un canto che determina la caratterizzazione dei personaggi ed è specchio emotivo ed emozionale dei loro sentimenti.

L'intreccio dei linguaggi visivi e musicali si propone come un'esaltazione del gioco teatrale attraverso la sollecitazione del fantastico.

Lo spettacolo utilizza i linguaggi propri sia del moderno teatro di figura e sia del melodramma. In scena, accompagnati da un pianista, gli animatori della Compagnia e due cantanti professionisti (un basso e un soprano) che interagiscono tutti insieme con gli oggetti di scena.

Il Progetto della Compagnia Dottor Bostik

Aida è il più sontuoso kolossal teatrale mai immaginato. È l'opera lirica maggiormente impressa nell'immaginario collettivo in virtù di un'ambientazione esotica e meravigliosa che trova nella musica una forza travolgente che spalanca nel sogno.

Ma Aida non è solo il teatro "teatrale" per eccellenza, è anche un'opera di straordinaria attualità. Liberata dalle fantasmagorie di un Egitto leggendario, ricondotta in secondo piano la vicenda amorosa, emerge prorompente lo scontro tra due popoli, in guerra tra loro per differente etnia, ma entrambi portatori degli stessi profondi ideali. In Aida non esiste un "cattivo". Esistono degli antagonisti e dei rivali. Esistono due re che difendono il loro regno e due principesse che amano il medesimo eroe.

Nessuno ha connotazioni negative, anzi ciascuno incarna aspetti di spiccata positività.

Il "male" - se così si può definire - risiede in una sorta di ferrea chiusura culturale, ed è incarnato, com'è esplicitamente dichiarato nell'opera verdiana, nell'intransigenza della casta sacerdotale: l'empia razza… di sangue assetata, come recita una delle pagine più vibranti di Aida.

Per far emergere questi temi centrali e attualissimi dell'opera - come l'amore capace di ergersi al di sopra di ogni conflitto etnico, oppure la cecità dell'intolleranza religiosa – e per non cadere nell'insidie di una facile retorica, si è pensato di ricorrere alle potenzialità proprie del moderno teatro di figura, col suo straniamento antinaturalistico e umoristico.

Per meglio definire il Progetto, la compagnia ha riunito intorno al proprio tavolo di lavoro alte competenze musicali - compositive e vocali - per approntare una rielaborazione dell'opera senza ledere né la ricchezza dell'opera verdiana né il flusso del canto lirico.

Nel contempo si sono tenute presenti alcune specifiche scelte proprie del teatro di figura che fin dal debutto di Aida nel 1872 ha inserito l'opera nei propri repertori.

Su queste solide basi è nato un gioco scenico all'insegna di una creatività talmente ludica da permettere che la memoria del capolavoro verdiano potesse addirittura prendere vita sopra un tavolo apparecchiato.

Inseguendo le seduzioni della musica e canto (rigorosamente dal vivo), i vari oggetti sul tavolo si trasformeranno nei protagonisti della storia: in Aida, in Radamès, in Amneris, nel Faraone, nel Re degli Etiopi… senza tralasciare nulla, elefanti e cammelli compresi.

Un gioco quindi, ma un gioco volutamente giocato da cantanti e animatori alla ricerca della leggerezza, per guardare all'oggi con gli occhi dell'incanto e del disincanto, condotti per mano da una favola musicale senza tempo, eppure saldamente radicata nel nostro tempo.

Trama

In un ristorante tre avventori stufi d'aspettare il cameriere, che tarda a venir a prendere le ordinazioni, ingannano il tempo trastullandosi con quanto trovano sul tavolo. Assemblando forchette, bicchieri, bottiglie e quant'altro nascono dei personaggi: sono quelli che servono per raccontare la storia di Aida.

Aida è una principessa etiope, resa schiava dagli Egiziani. Ama, ricambiata, Radamès, comandante dell'esercito egizio, che è a sua volta amato, ma invano, dalla figlia del faraone, la principessa Amneris. Amneris intuisce la situazione ed è gelosissima di Aida.

Nel frattempo l'esercito etiope, guidato dal re Amonasro, padre di Aida, marcia su Tebe. Radamès è scelto come comandante supremo per respingere un attacco. Gli Egiziani vincono, e quale premio il faraone concede a Radamès la mano di sua figlia Amneris.

Sulle rive del Nilo Aida, combattuta tra l'amore per Radamès e quello per il suo popolo, deve incontrarsi segretamente con l'amato, forse per fuggire con lui, ma inaspettatamente sopraggiunge Amonasro che obbliga la figlia a carpire a Radamès un segreto prezioso per le future sorti della guerra. Aida riesce nell'intento. Radamès ha appena il tempo di avvedersi della gravità di quanto ha rivelato che irrompono Amneris e i sacerdoti. Aida e Amonasro fuggono, Radamès conscio del tradimento si consegna alla giustizia.

Al processo a nulla valgono le invocazioni di clemenza di Amneris ancora innamorata: l'intransigenza dei sacerdoti condannerà Radamès ad essere murato vivo nelle cripte del tempio.

N.B. L'opera di Verdi finisce con Aida e Radamès che attendono insieme la morte; la versione proposta segue invece la tradizione propria del teatro di figura storico che opta per un finale salvifico e festoso.

Compagnia Il Dottor Bostik

La compagnia Il Dottor Bostik è oggi una delle poche formazioni italiane che percorrono con coraggio e successo un cammino d'avanguardia nel "teatro degli oggetti". E' nata a Torino da un'esperienza di animazione teatrale con i burattini, condotta nelle scuole della città fin dal 1979. Oggi si presenta con uno stile personale e raffinato che si identifica nel particolare rapporto che negli allestimenti intercorre tra attore e oggetto animato. La sua poetica si caratterizza con l'animazione 'a vista', la comunicazione affidata principalmente al linguaggio visivo, l'interesse e lo studio delle avanguardie artistiche del '900, lo specifico interesse ai temi della vita quotidiana e al rapporto tra l'uomo e l'ambiente.

Liberamente tratta da Aida di Giuseppe Verdi

su libretto di Antonio Ghislanzoni

interpreti: Dino Arru, Raffaele Arru (animatori)

voci: Oliviero Pari (basso), Laura Scotti (soprano)

Gabriele Marzella (pianoforte)

Consulenza musicale Oliviero Pari

Consulenza storica Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare

Drammaturgia e regia Alfonso Cipolla

Musica Giuseppe Verdi

Durata 55'


Hai partecipato? Commenta ()

Novacomitalia Web Agency Roma