Una stagione per tutti i gusti e per tutte le esigenze!

La stagione 2015/2016 del Teatro Ghione: è equamente divisa tra commedia (7 spettacoli) e prosa (7 spettacoli), gli abbonati possono scegliere di acquistare anche uno solo dei singoli pacchetti. Gli appassionati della commedia non saranno obbligati ad abbonarsi alla prosa e viceversa. Naturalmente è auspicabile e gradito l’abbonamento all’intero programma!

Ecco la prosa con appuntamenti imperdibili ispirati ai classici teatrali e cinematografici.

Il Maestro Giorgio Albertazzi, con due magistrali interpretazioni ne La Tempesta e Memorie di Adriano.

Ancora due grandi del teatro Glauco Mauri e Roberto Sturno portano in scena la versione teatrale del film di Tornatore Una pura formalità.

Barbara De Rossi porta in scena Medea di Anouilh.

Un altro grande film portato in teatro Arsenico e vecchi merletti con Ivana Monti, Paola Quattrini e Sergio Muniz.

Altro classico della stagione Aspettando Godot di Beckett interpretato da Pietro Da Siva e Felice Della Corte.

Con Sebastiano Lo Monaco si affronta invece un argomento civile di grande importanza, testo scritto da Pietro Grasso, Per non morire di mafia, regia di Pizzech

Divertimento assicurato con la commedia di Diego Ruiz, Ti amo o qualcosa del genere dove scopriamo che una cosa è certa, che bisogna disporre di tanti escamotage per far sopravvivere un sentimento allo stress della vita quotidiana.

Ancora Caverman, l’uomo delle caverne il più famoso spettacolo sul rapporto di coppia, un monologo già visto al mondo da oltre 10milioni di spettatori.

Due ore di autentico divertimento con Anche gli avvocati hanno un cuore di Setaro e Nardi con Fabrizio Nardi e Nico Di Rienzo.

Alessandro Capone, il regista di Uomini sull’orlo di una crisi di nervi presenta a il suo nuovo lavoro Separati, quattro amici, tre già separati con le loro storie difficili alle spalle, che devono aiutare a sistemare il nuovo arrivato della categoria

Pino Insegno e Alessia Navarro in Alle cinque da me? Gli attori interpreteranno ognuno 5 personaggi molto diversi tra loro, una vera e propria prova di creatività anche registica.

Torna Antonio Grosso con una sua commedia Maradona è meglie ‘e Pelé scritta con Gianni Clementi per la regia di Paolo Triestino. La drammaturgia, ricca di colpi di scena, affronta un tema cosi drammatico e serio con estrema ironia e comicità, come nella migliore tradizione della commedia italiana.

Ancora un testo di Gianni Clementi, Fausto e gli sciacalli interpretato dalla coppia Pistoia/Triestino che questa volta firmano la regia PISTOIATRIESTINO.

Il grande e fantastico Peppe Barra in Sogno di una notte incantata, uno spettacolo teatrale-musicale di Barra e Bancale, ci porterà a spasso nel cuore di Napoli attraverso i secoli.

Gli spettacoli sono accessibili anche alle persone con disabilità sensoriali. Attraverso il servizio di audiodescrizione (una voce narrante inserisce un commento all'interno della trama), e grazie alle visite sensoriali (la possibilità di toccare scenografia, attrezzi e costumi di scena) le persone non vedenti e ipovedenti, accompagnati dai loro fedeli cani, possono vivere l'esperienza del teatro. Inoltre è disponibile anche la traduzione in LIS (Lingua Italiana dei Segni) degli spettacoli per I sordi.

Ti amo o qualcosa del genere

dal 1 al 18 ottobre

con Roberto Ciufoli, Gaia De Laurentis, Francesca Nunzi, Diego Ruiz?- testo e regia Diego Ruiz

La tavola è apparecchiata per due, le candele sono accese, la luna e le stelle sono particolarmente luminose e anche le zanzare non si sono fatte vedere per non rovinare quello che si prepara a essere il più romantico dei tète a tète.

Non c'è bisogno di essere poliglotti per sapere che un tète a tète è un incontro a due, no?

Allora che c'entra l'arrivo dell'amica di lui e, ancora peggio, che ci fa il fidanzato di lei?!

?Ma soprattutto: chi è gay? E lui? Di chi è innamorato? Di lei o dell'altra? E lei? Ama lui o preferisce quell'altro? Ma scusate, non c'era un gay? Anzi due? ?Insomma, qual è la morale ? Che in amore bisogna essere sempre sinceri? O che le bugie dette a fin di bene possono essere considerate del tutto innocenti? Forse sono comunque dei piccoli tradimenti?

Una cosa è certa: che bisogna disporre di tanti escamotage per far sopravvivere un sentimento ai continui naufragi della vita quotidiana!?Un'altra divertente commedia di Diego Ruiz con le sue appassionanti e ironiche ricerche sulla qualità dei rapporti di coppia, visti però, questa volta, attraverso la lente spietata dell'amicizia. Sì, perché un amico alcune volte, più o meno involontariamente, può mettere i bastoni tra le ruote alla storia d'amore dell'altro. Se poi il tuo migliore amico, in realtà è un'amica, il pericolo è dietro l'angolo. Esiste l'amicizia tra uomo e donna? Oppure c'è un'attrazione latente??Uno spettacolo divertentissimo e sorprendente, che ha debuttato la prima volta nel 2007 con enorme successo, conquistando migliaia di spettatori roma?ni. Questa volta in una veste rinnovata , pronto per affrontare un tour nazionale.?I quattro protagonisti daranno vita a una girandola di equivoci e di fraintendimenti impossibili creando un groviglio inestricabile di bugie e mezze verità. Tra mille risate, situazioni imbarazzanti e gags esilaranti, tutti i nodi verranno al pettine e sarà l'amore a trionfare su tutto... o forse no?

Caveman, l'uomo delle caverne

12 ottobre (fuori abbonamento)

con Maurizio Colombi - regia Teo Teocoli

Continua il grande successo di "Caveman", l'uomo delle caverne con Maurizio Colombi. Il più famoso spettacolo al mondo sul rapporto di coppia.

Il testo originale, scritto da Rob Becker è frutto di studi di antropologia, preistoria, psicologia, sociologia e mitologia.

Il monologo, nato oltreoceano negli States, esportato in 30 paesi nel mondo, è già stato visto da oltre 10 milioni di spettatori. La versione italiana con Maurizio Colombi, nel 2013, si afferma come la migliore interpretazione nel mondo.

Milano conta fino ad oggi una cifra da record: 90.000 spettatori in 110 repliche.

L’eterno incontro/scontro tra uomo e donna, le manie, i difetti, i differenti modi di pensare e agire. Un tema vecchio come il mondo.

Sei innamorato? Cerchi l'amore della tua vita? Sei stata lasciata? Non capisci il tuo fidanzato? Vuoi passare una serata romantica?

Caveman vi farà ridere, vi aiuterà a capirvi e ad essere più felici insieme.

Maurizio Colombi, alfiere in Italia dei family show, è maggiormente conosciuto come regista di musical ; basta citare l'ultimo successo "RAPUNZEL" con Lorella Cuccarini (altri lavori: Peter Pan, Heidi, I Gormiti, Christmas Show, We Will Rock You, Divina Commedia, etc..).

Anche gli avvocati hanno un cuore

dal 20 ottobre al 1 novembre

con Fabrizio Nardi, Nico Di Renzo?di Mirko Setaro e Fabrizio Nardi

Ettore, uno stimato avvocato penalista della capitale, viene interpellato da suo cognato Claudio, fratello di Valeria, sua moglie, perchè vittima di un caso di stalking, sul posto di lavoro, da parte di una donna. La vicenda coinvolgerà non solo i due, ma anche il fido segretario/alter ego di Ettore, Achille, che parteciperà ad una strategica macchinazione, per incastrare definitivamente la colpevole di questa "persecuzione". Un'occasione, questa, che permetterà ai nostri protagonisti, di confrontarsi non solo con sentimenti e passioni, seppur vissuti con modalità estreme, ma anche di misurarsi con la propria coscienza e sensibilità alle prese con le debolezze emotive ed agli imprevisti del cuore.

Una commedia, perciò, che con leggerezza ed ironia affronta un argomento scottante e di attualità, senza mai scadere nella volgarità crapulona, ma nel rispetto di un sobrio e divertente intreccio narrativo. Assisteremo, perciò, ad un'alternanza di umori, emozioni, imbarazzi, pudori e colpi di scena ad effetto, caratterizzata da una comicità genuina e spontanea, paradossale e surreale, ma pur sempre credibile e mai gratuita.

Gags esilaranti e battute fulminanti, colpi di scena e situazioni assolutamente imprevedibili, offriranno agli spettatori due ore di autentico divertimento. Insomma un modo di fare teatro, che, pur strizzando l'occhio, alla migliore tradizione della "commedia all'italiana", ne rielabora contenuti e stilemi in una miscellanea del tutto nuova ed originale.

Se il titolo della commedia parte dall'affermazione "Anche gli avvocati hanno un cuore" ci sarà da chiedersi, a fine spettacolo, se c'è da aggiungere al titolo un punto di domanda o meglio uno esclamativo. Mahhh?!?! Agli spettatori l'ardua sentenza!

Separati

dal 3 al 15 novembre

con Massimiliano Giovannetti, Roberto D’Alessandro, Giampiero Mancini - scritto e diretto da Alessandro Capone

Vent’anni fa nasceva “UOMINI Sull’Orlo di una Crisi di Nervi”… una commedia che fotografava le situazioni matrimoniali negli anni ’90. Le separazioni erano in aumento e con esse i malumori,., sembrava che le coppie non riuscissero più a trovare il modo di restare insieme… le donne ridevano poco e gli uomini si piegavano in due dalle risate. All’uscita del teatro si vedevano molte coppie discutere, litigare!

Nell’arco degli anni il tessuto del Paese è decisamente cambiato e oggi le donne ridono più degli uomini e le coppie non sostano più fuori dai teatri a discutere...

Allora mi sono detto che forse era venuto il momento di fare una nuova riflessione sul presente: non è più un mondo di coppie in crisi che decidono se separarsi o no , ma un mondo di separati effettivi. La differenza è che girano molti meno soldi di un tempo…

E qui nasce la nostra storia… quattro amici, tre già separati con le loro storie difficili alle spalle, che devono aiutare a sistemare il nuovo arrivato della categoria, che ha appena affittato un appartamento, dell’ex portiere di un palazzo, un seminterrato…

Due nemici: i mobili dell’Ikea da montare…e una bellissima separata che abita negli ex lavatoi condonati e trasformati in attichetto tutto terrazza e niente interno o quasi… in mezzo, gli abitanti normali…

Ciliegina sulla torta, l’ex portiera ormai in pensione e trasferitasi altrove, che nostalgicamente torna a far visita agli ex condomini, e che naturalmente non resiste alla curiosità di andare a conoscere l’inquilino che occupa quella che una volta era stata la sua casa…

La Tempesta

dal 19 novembre al 13 dicembre

di William Shakespeare – con Giorgio Albertazzi - regia Daniele Salvo

La tempesta (The Tempest) è una commedia in cinque atti scritta da William Shakespeare tra il 1610 e il 161.

Il dramma, ambientato su di un'isola imprecisata del Mediterraneo, racconta la vicenda dell'esiliato Prospero, il vero duca di Milano, che trama per riportare sua figlia Miranda al posto che le spetta, utilizzando illusioni e manipolazioni magiche. Mentre suo fratello Antonio e il suo complice, il Re di Napoli Alonso stanno navigando per il mare, in ritorno da Cartagine, il mago invoca una tempesta che rovescia gli incolumi passeggeri sull'isola. Attraverso la magia e con l'aiuto del suo servo Ariel, uno spirito dell'aria, Prospero riesce a tirare fuori la natura bassa di Antonio, a redimere il Re e a far innamorare e sposare sua figlia con il principe di Napoli Ferdinando. La narrazione è tutta incentrata sulla figura di Prospero il quale, con la sua arte, tesse delle trame in cui costringe gli altri personaggi a muoversi.

Arsenico e vecchi merletti

dal 17 dicembre al 10 gennaio

Ivana Monti, Paola Quattrini, Sergio Muniz

di Joseph Kesselring

con Fabrizio Nardi, Nico Di Renzo e con la partecipazione di Aldo Ralli

regia Giancarlo Marinelli

E’ giusto aiutare qualcuno a congedarsi dalla vita quando vengono a mancare il sorriso, l’amore o anche solo la speranza della felicità? E’ giusto proteggere un fratello assassino e un fratello pazzo ad ogni costo, coprire i loro misfatti in nome del sacro vincolo famigliare? E’ giusto rivelare ad un figlio adottato in fasce e ormai divenuto un uomo che quella non è la sua famiglia naturale?

Non cercate la risposta in un libro di filosofia, in un trattato di sociologia e nemmeno tra le vette dipinte da Shakespeare o da Strindberg. Non cercate la risposta nella tragedia greca, né nella disgraziata famiglia del Commesso Viaggiatore.?

Troverete tutto, invece, in “Arsenico e Vecchi Merletti” di Joseph Kesselring. Un capolavoro che è ad un tempo giallo e commedia; operetta morale e macchina comica, dove si pensa con il sorriso e si sorride con il pensiero.?

Pensate un po’; da bimbo, mia madre me la raccontava come una favola: “C’era una volta un grande casa con due vecchie signore, un cimitero, una cantina, un matto che suona la tromba e un mostro alto due metri…”.?

Mia madre finiva la storia e io le chiedevo: “Ma la morale? Qual è la morale?”. Lei non mi rispondeva. Venite a teatro. Sarò io a raccontarvi questa favola. Ma non la morale. Quella la racconterete voi a me. (Giancarlo Marinelli)

Una pura formalità

dal 12 al 24 gennaio

con Glauco Mauri e Roberto Sturno - dal film di Giuseppe Tornatore

versione teatrale e regia Glauco Mauri

La scelta che non ti aspetti: Mauri e Sturno portano in scena una versione teatrale del film di Giuseppe Tornatore che ha visto protagonisti Gérard Depardieu e Roman Polansky. Spettacolo avvincente e ricco di mistero, Una pura formalità è il racconto di un omicidio e di un famoso scrittore, Onoff, che trovato a vagare sotto la pioggia privo di documenti viene fermato per accertamenti. Un serrato interrogatorio condotto da un ambiguo, duro e impietoso commissario di polizia è l’occasione per indagare sulla sua persona. Attraverso il confronto Onoff cercherà prima di tutto di comprendere se stesso e ricostruirà pezzo per pezzo la propria vita in un’angosciosa ricerca di prove concrete della propria esistenza. Sono quindi le domande, non le risposte, le protagoniste di quest’opera densa di sfumature e costellata di finestre che mostrano paure, fragilità e debolezze della natura umana.

Uno spettacolo teso, con una musica inconsueta: la pioggia, il rumore incessante della pioggia, il cupo brontolio di tuoni lontani, all’interno di questo strano commissariato dove a causa del temporale le linee elettriche saltano più volte. E’ un continuo passare dalla luce al buio. Solo alla fine tutto si placcherà: la pioggia finisce all’improvviso e un sereno silenzio diventa musica e anche la luce finalmente si distende in un quieto soffuso chiarore.

La storia fa nascere numerosi interrogativi ed è pervasa di “misteriosi perché”. Domande necessarie all’uomo per aiutarlo a cercare di comprendere quel viaggio a volte stupendo e a volte terribile ma sempre affascinante che è la vita. Anche a questo serve il teatro!

Memorie di Adriano

dal 28 gennaio al 14 febbraio

con Giorgio Albertazzi

di Marguerite Yourcenar - regia Maurizio Scaparro

C’è una frase di Flaubert che spiega il fascino immortale del protagonista: “Quando gli déi non c’erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio, c’è stato un momento unico in cui è esistito l’uomo solo”.

Adriano è più di un uomo, è il “ritratto” di ciò che noi siamo oggi, nelle sue parole ritroviamo le radici della nostra storia.

In un mondo dove i fondamentalismi e l’ignoranza seminano morte e distruzione, le parole di Adriano assumono un significato nuovo indicandoci, forse, uno spiraglio di speranza: «…non tutti i nostri libri periranno;…altre cupole sorgeranno dalle nostre cupole…e se i Barbari s’impadroniranno mai dell’impero del mondo, saranno costretti ad adottare molti nostri metodi; e finiranno per rassomigliarci”.

Ascoltare Giorgio Albertazzi recitare nella cornice magica di Villa Adriana, sfiorati dai fantasmi di quell’epoca lontana, ci ha spinto a portare questo spettacolo dal 1989 ad oggi in tante città d’Italia e d’Europa e a riproporlo al Teatro Parioli che riapre a nuova vita. Significativamente a Roma, che con la Spagna e la Grecia, sono state le Patrie di Adriano e sono ancora oggi culla della civiltà occidentale e mediterranea.

Sogno di una notte incantata

dal 16 al 21 febbraio

con Peppe Barra

uno spettacolo teatrale-musicale di Peppe Barra e Fabrizio Bancale

Un viaggio poetico e visionario a spasso nel cuore di Napoli attraverso i secoli, tra le fiabe di Giambattista Basile e il Pulcinella di Libero Bovio.Peppe Barra si imbatte in alcune tra le pagine più celebri della letteratura classica napoletanaper innervarle con la sua dirompente ironia e la sua inconfondibile arte affabulatoria.Tra canzoni, villanelle e musica colta, all'insegna della napoletanità di ieri e di oggi.

Per non morire di mafia

dal 23 al 28 febbraio

con Sebastiano Lo Monaco - di Pietro Grasso - regia Alessio Pizzech

Il monologo vibrante di un uomo contro. Che mette la sua vita in prima linea per salvare la speranza di un futuro possibile.

La testimonianza umana e professionale, le riflessioni, gli interrogativi che il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso si pone nel suo libro Per non morire di mafia vengono riproposti in versione teatrale in questo spettacolo fortemente voluto da Sebastiano Lo Monaco ed accolto con grande commozione ed ovazioni di pubblico al suo debutto, nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto 2010.

Se Falcone e Borsellino teorizzarono che per combattere la mafia è necessario conoscerla, il loro “erede”, a propria volta impegnato da trent’anni contro la criminalità organizzata, aggiunge che oggi per contrastare la mafia è indispensabile avere la percezione esatta della sua pericolosità, soprattutto nel tentativo di parlarne alle coscienze dei più giovani. E’ partendo da questi presupposti che l’uomo di teatro e il magistrato hanno condiviso la stessa necessità: restituire un’esperienza rendendola simbolica, elaborando un evento che si colloca nel rito collettivo dell’incontro tra il teatro e la società civile, dando vita ad un vero e proprio progetto/spettacolo contro il silenzio: per far parlare, discutere, reagire.

Uno spettacolo che trae il suo interesse dalla capacità di sollecitare domande, analisi e una maggiore consapevolezza negli occhi degli spettatori. Il grido del personaggio è rivolto alle coscienze: su di esse vuole suscitare una presa di posizione e l’assunzione di una speranza possibile che possa dare corpo ad un’utopia per le nuove generazioni. Un monologo quindi che riconduce il teatro alla sua funzione civile ed evocativa.

Maradona è meglie ‘e Pelè

dal 1 al 13 marzo

con Antonio Grosso, Lello Radice?

di Gianni Clementi e Antonio Grosso - regia Paolo Triestino

“Maradona è meglie e’ Pele” era il coro più famoso che negli anni ’80 veniva cantato negli stadi, un coro che penetrava nelle menti dei tifosi e nella quotidianità della gente. Quel coro ha ispirato il nuovo testo di Gianni Clementi e Antonio Grosso Napoli 89/90: una giovane coppia entra in un albergo fatiscente, sembrano due sposini in viaggio di nozze.

Il Napoli ha appena vinto il suo secondo scudetto, le strade, i palazzi, i vicoli e addirittura gli uffici pubblici si tingono di azzurro, tutti fremono. La frenesia pervade la città.

E’ così anche per i nostri due protagonisti, ma la loro è più un’ ansia, nascondono qualcosa, si nota un malessere, si nota fra i due una tensione. Quel viaggio fatto in sud America non era il loro viaggio di nozze, ma il tentativo di cambiare per sempre le loro vite.

Maradona è meglie ‘e Pelè racconta le vicende di Aitano e Regina, che per sopravvivere e dare un taglio alla loro vita fatta di tanti sacrifici, “vendono” il loro corpo, ingoiando degli ovuli di cocaina

La vicenda si svolge in un albergo di Napoli, dove arriveranno due bizzarri narcotrafficanti, che insieme ad Eduardo, tutto-fare della struttura in cui alloggiano i nostri protagonisti, dedito a vendere pezzi del muro di Berlino “Signurì o’ vulite fa n’affare?” , daranno vita a situazioni esilaranti.

La drammaturgia, ricca di colpi di scena, affronta un tema cosi drammatico e serio con estrema ironia e comicità, come nella migliore tradizione della commedia italiana.

Medea

dal 15 al 24 marzo

con Barbara De Rossi - di Anouilh - regia Francesco Branchetti

?La Medea di Anouilh ha una struttura drammaturgica molto forte e caratteristiche specifiche ed originali che la rendono unica ed è stato questo ad affascinarmi. In pochi testi come in questo ho trovato la perfezione della drammaturgia unirsi alla costruzione di personaggi teatrali dalla potenza tragica strepitosa e ad un’indagine psicologica straordinaria. La mia regia, di matrice classica ma attenta sempre al lato simbolico e immaginifico di un testo, seguirà la via dello scavo psicologico nei personaggi e nei loro rapporti dolorosi e dolenti e seguirà la via, indicata da Anouilh, che mirabilmente rende sentimenti e rapporti sempre più assoluti e universali, nella loro più scoperta quanto complessa umanità.

Alle cinque da me?

dal 30 marzo al 17 aprile

con Pino Insegno, Alessia Navarro

di Pierre Chesnot - ?regia Alessandro Prete

Quello che propone l’autore attraverso una apparente e quasi banale struttura drammaturgica, in realtà, offre agli attori protagonisti e al regista, una sfida molto interessante. Infatti gli attori saranno chiamati a trasformarsi ognuno in 5 personaggi completamente diversi tra di loro e chiama il regista a ribaltare la scena ogni volta, non rendendola mai uguale. La sfida è: non mostrare delle caricature o una struttura scenica fumettistica o grottesca, ma altresì, a dare una vera e propria prova di creatività, fantasia ed elasticità. La storia parla di un uomo ed una donna che tenteranno di trovare l’amore perfetto, imbattendosi in appuntamenti che si trasformeranno, in vere e proprie disfatte, fino a che non si accorgono che per trovare l’amore, certe volte, basta uscire dalla porta di casa e rimanere quel secondo in più sul pianerottolo… (Alessandro Prete)

Aspettando Godot

dal 19 al 30 aprile

con Pietro De Silva -Felice Della Corte

di Samuel Beckett - regia Claudio Boccaccini

Considerato dall’unanimità della critica il lavoro teatrale più bello e significativo di tutto il Novecento, Aspettando Godot è divenuto - nel dire comune - sinonimico di una situazione in cui si aspetta l’avverarsi di un avvenimento imminente ma che in realtà non accade mai e in cui, di solito, chi attende non fa nulla affinché questo possa realizzarsi.

l capolavoro di Samuel Beckett, che si dipana in un’immobilità solo apparente, è intriso di una comicità graffiante, surreale, a tratti irresistibile. Il tempo sembra immobile, eppure tutto scorre.

I protagonisti, ignari e ingenui ultimi sopravissuti, pur nella loro essenziale ripetitività, ci raccontano con leggerezza quasi impalpabile il senso profondo della vita.?

Facendoci riflettere e ridere ci pongono continuamente di fronte al grande circo dell’esistenza umana.

Fausto e gli sciacalli

dal 3 al 15 maggio

con Paolo Triestino, Nicola Pistoia

di Gianni Clementi - ?regia PISTOIATRIESTINO

Dopo i successi di “Grisù, Giuseppe e Maria” e “Ben Hur” continua la collaborazione di Paolo Triestino e Nicola Pistoia con l’autore Gianni Clementi, che ha scritto per loro, il nuovo testo “Fausto e gli sciacalli”. Fausto, 50enne, ex leader e cantante di un complesso, Gli Sciacalli, che hanno conosciuto negli anni ’80 un momento di popolarità, oggi si arrabatta per vivere facendo l’ambulante nei mercati rionali e nelle sagre di paese.

Vive con sua moglie Ottavia ed il figlio Elvis nella periferia romana, presso la casa del padre. Una vita che si trascina stanca, complicata, priva di soddisfazioni, con il rimpianto per quell’attimo di gloria. Fausto rappresenta un po’ ciò che è ed è stato il nostro paese. Un paese che ha vissuto momenti di grande slancio economico ed intellettuale e adesso è allo sbando, in cerca di un sogno, una speranza. Un paese che spesso affida al Superenalotto o alle macchinette dei videopoker l’illusoria soluzione dei problemi.

E quando qualcuno, chiunque esso sia, irrompe sulla scena e ti propone il sogno, è facile perdere lucidità e ricacciare indietro istinti critici. Come un assetato nel deserto, per te adesso esiste solo quel miraggio… una birra ghiacciata! Il resto non conta ed anche la memoria delle cose importanti viene risucchiata dal vortice di adrenalina in circolo nelle vene. Spetta al batterista dare il tempo di un nuovo inizio: lo show sta per cominciare!

Tutta la programmazione sarà accessibile anche a spettatori non vedenti e sordi che, grazie al Ghione, possono da alcuni anni, vivere l'esperienza del teatro.

Direzione artistica: Roberta Blasi


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