Scritto da Molière nel 1662, La scuola delle mogli ora prodotto dal Teatro Stabile di Genova diretto da Carlo Repetti è un classico del teatro di tutti i tempi, che conserva ancora oggi tutta la sua attualità. La regia dello spettacolo è di Marco Sciaccaluga, la traduzione di Giovanni Raboni, la scena è firmata da Jean-Marc Stehlé e Catherine Rankl (che ha disegnato anche i costumi), le musiche sono di Andrea Nicolini e le luci di Sandro Sussi.

Venato molto probabilmente di autobiografismo (proprio in quell’anno il quarantenne Molière aveva sposato la ventenne Armande Béjart, figlia o sorella della sua amante Madeleine), La scuola delle mogli è un capolavoro di analisi psicologica e comportamentale, sotteso da una travolgente “vis comica” nella quale la società francese di allora (ma anche tutti gli spettatori dei tre secoli e mezzo seguenti) hanno avuto modo di rispecchiarsi con un misto di paura e di complicità, a causa della “scandalosa” forza del suo assunto narrativo e della originalità con cui vengono definiti i suoi personaggi.

Il non più giovane Arnolfo ostenta la propria sfiducia nelle donne e nell’istituzione matrimoniale: fattori che, se combinati insieme, determinano, secondo lui, l’inarrestabile proliferazione nella società di una moltitudine di menzogne, d’inganni e d’infelicità. Arnolfo confida al coetaneo Crisaldo che tredici anni prima, approfittando della miseria di una madre, ha acquistato la tutela di sua figlia, una bambina di quattro anni, per farla crescere lontano dalle insidie della società e dalla tentazione corruttrice di ogni forma d’istruzione. Meglio una moglie ingenua e sciocca che una consorte bella e intelligente, sostiene convinto. Ma lo sviluppo della commedia gli dimostrerà l’impossibilità di condizionare la mente e la natura umana. All’ingenua Agnese, infatti, basta incontrare per un attimo lo sguardo del giovane Orazio per subire una metamorfosi radicale, che sveglia i suoi sensi e fa nascere in lei la necessità di conoscere e di imparare. E a nulla valgono gli impedimenti dell’ostinato Arnolfo, al quale l’ignaro Orazio confessa via via tutti i suoi progetti di felicità.


La scuola delle mogli è una delle commedie di maggior successo di Molière. Tutta Parigi, con Luigi XIV e la famiglia reale in testa, accorse a vedere e ad applaudire la commedia in uno spettacolo che, accompagnato da clamorose risate, suscitò però scandalo tra i benpensanti, che lo accusarono di essere volgare, osceno, immorale; e a queste accuse, forte della protezione del Re, Molière rispose anche con due commedie che espongono la sua poetica teatrale: Critica della scuola delle mogli e Improvvisazione a Versailles.

Con Eros Pagni nei panni di Arnolfo, ruolo che già fu di Molière, recitano nello spettacolo Alice Arcuri (Agnese), Roberto Serpi (Orazio).

Informazioni, orari e prezzi

Teatro Argentina

Ore 21.00
giovedì e domenica ore 17.00
sabato ore 19.00

Info:
06 684000311/14

Dove e quando

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