Approda al teatro Arvalia dal 12 al 15 dicembre il classico di Genet ”Le Serve”, presentato dal Teatro dei Quattro per la regia di Marco Bellizi. Con Maria Cristina Greco, Paola Caviglia e Valerìe Iris Snowdin.
Scritto da Jean Genet nel 1946 prendendo spunto da un efferato fatto di cronaca – l'uccisione a Le Mans, in Francia, di una donna e di sua figlia da parte delle due domestiche – “Le serve” è essenzialmente un dramma psicologico, o meglio la storia di uno psicodramma che esce dai confini della sua rappresentazione per diventare un tragico gesto reale.
La fortuna di questo testo, rappresentato numerose volte sulle scene teatrali di tutto il mondo, è certamente da ricercare nel mirabile gioco interpretativo ideato dall'autore, che rende l'opera una delle prove più affascinanti e impegnative per l'estro di ogni artista che vi si cimenti. Ciò che qui interessa, però, non è soltanto la pure ragguardevole perizia artistica del testo, quanto la sua capacità di portare sulla scena i meccanismi più oscuri e inconfessabili della psiche umana, soprattutto quando questa è sollecitata da situazioni ambientali estreme. Ed è proprio lo psicodramma, ogni sera rappresentato dalle due serve in una realtà più inconscia che reale, che la regìa ha voluto in questo caso mettere in rilievo, per portare all'attenzione del pubblico, a sua volta, un aspetto forse trascurato nelle più comuni messe in scene dell'opera di Genet, vale a dire il grande assente della vicenda, il convitato di pietra, la figura che incombe sullo sfondo e che sembra, a questa regìa, costituire il detonatore della tragedia psichica: l'uomo, il maschile, l'archetipo virile, che in un ulteriore gioco delle parti, si sovrappone e talvolta coincide con la figura onirica della “Signora”. L'assenza del maschile, e insieme la sua evocazione appassionata, che qua e là il testo fa trasparire, è del resto, forse inconsapevolmente, certificata dallo stesso Genet, il quale, nelle sue note di accompagnamento all'opera, esorta alla scelta di due “giovinetti” per interpretare le serve, rimanendo in qualche modo vittima egli stesso di quel detonatore di una vicenda che pure ha creato e raccontato con tanta efficacia. La storia reale delle due serve, i loro gesti, l'interazione con gli oggetti e l'ambiente reale che le circonda rimane perciò sullo sfondo, strumentale a un gioco psichico tutto interiore, nel quale i piani si confondono, la scena sparisce e i gesti, sino a quello estremo della morte, sono espressione, forse, solo di un sogno. O di un incubo.

Informazioni, orari e prezzi

Teatro Arvalia

Tutte le sere ore 21
domenica replica unica ore 18

Info:
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06 55284044
393 0099526

Dove e quando

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