Una storia apparentemente semplice, l'amore tra due ragazzi poco più che adolescenti

Amore in prima assoluta dal 21 al 24 marzo al Teatro Studio Uno, vincitore del bando Under25_Gold dedicato alle giovani realtà teatrali contemporanee, opera prima del giovanissimo attore e drammaturgo Matteo Gatta, in scena insieme ad un altrettanto giovane e talentuoso cast di attori: Grazia Capraro, Matteo Principi, Viola Marietti, quest'ultima anche regista della pièce, uno spettacolo ironico, tagliente e fortemente attuale che racconta una storia apparentemente semplice, l'amore tra due ragazzi poco più che adolescenti.

Forse non esiste storia più lineare di questa: un ragazzo e una ragazza che si piacciono.

Non sapendo come chiamare questa cosa, hanno deciso di chiamarla AMORE.

Un ragazzo di provincia senza zone d'ombra con un immaginario disneyano difficilissimo da infrangere e una ragazza di città piena di ansie e nevrosi, anche lei incapace di partorirsi alla vita rinunciando alla protezione dei suoi problemi.

Entrambi sulla soglia del mondo dei grandi, che temporeggiano sul confine.

Lo spettacolo offre numerosi punti di vista, della distanza abissale che intercorre tra la generazione dei giovani e quella dei genitori, la quale propone un modello tradizionale dove difficilmente riusciranno a identificarsi, agli esempi degli "altri", i coetanei disillusi e feriti che propongono loro solo prospettive ciniche e sconsolati sulla possibilità di credere all'amore, e soprattutto, LUI e LEI, opposti, incompatibili.

Il tutto affrontato con un linguaggio che rivela le follie del parlato, una regia che scansa la possibilità di essere "quotidiani" condensando con feroce ironia i dettagli umani nei quali tutti possiamo identificarci, e lasciando che le emotività galoppino nella loro natura più selvaggia e illogica.

Esattamente come avviene quando il cuore straborda.

Come avviene quando si è giovani.

Quando tutto appare incomprensibile e enorme.

Cercando di essere fedeli a una natura umana che forse,

in realtà, ha ben poco di realistico.

Quattro attori dentro tanti personaggi tutti sbagliati, storti e teneri, spalancati, che vengono sballottati con leggerezza e profondità in un mare in tempesta che hanno nella pancia e davanti agli occhi.

"Quello di cui puoi star certa, è che non ti porterò mai più a fare una camminata in spiaggia."

LEI e LUI. 

Non più bambini (forse), non ancora adulti (decisamente),

o forse nessuna delle due.

LUI e LEI nell'occhio del ciclone di una tempesta ormonale.

LEI e LUI abitanti di un luogo delicatissimo, fatto di contraddizioni, incoerenze, di sbalzi d'umore, di tentativi falliti, di corpi in stravolgimento: l'adolescenza.

LUI e LEI decisamente male assortiti per provenienza,

educazione, abitudini, playlists, alimentazione, intelletto,

anima e core, ma così simili nel loro bisogno famelico di comprendersi.

Di comprendere. Che cosa? Una qualsiasi cosa.

LEI e LUI, tutti sturm e tutti drang.

LUI e LEI, tutti sbagliati.


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