Spettacolo kosher in tre portate

“Are You Jewish” è uno spettacolo kosher in tre portate, metaforicamente servite da Anna Clemente Silvera e Maurizio Palladino - che firma anche la regia - con la partecipazione di Giulio Cancelli e l'accompagnamento live dalla musica klezmer di Carlo Cossu al violino. Un'occasione per affrontare il tema dell'identità ebraica con tono leggero e malinconico, con picchi di tragicommedia intrisa di autentico umorismo yiddish.

Ed ecco il “menù” della serata: Hors d'oeuvre, WITZ - una selezione di alcune storielle ebraiche, o witz (barzelletta in yiddish), tra le tante raccolte da Ferruccio Fölkel, lo scrittore triestino che ha diffuso in Italia l’umorismo yiddish. Tipica espressione del cosiddetto umorismo ebraico, fortemente autoironico e paradossale, queste “witz” partono dal nonsense per divertire ma soprattutto per suggerire, evocare e far meditare, attraverso una sorta di filosofia surreale, disarmata e disarmante. Portata principale, LA MIGLIOR ULTIMA CENA DELLA STORIA di Bruce Bloom - Avram e Netti sono gli ultimi ebrei rimasti dopo il rastrellamento del ghetto di Cracovia. Tutto sembra perduto e l'orda nazista incombe, finché non fa la sua comparsa un personaggio inaspettato, un cuoco cinico e vanesio che con la connivenza di un alto ufficiale delle SS ha preparato alla coppia un'ultima cena coi fiocchi. Peccato non sia un pasto kosher, e che quello potrebbe essere prosciutto! Dessert, FINCHÈ MORTE NON LI SEPARI di Julianne Bernstein - I novelli divorziati di mezza età Art e Lucille si ritrovano costretti a passare l'eternità insieme in una bara a due piazze. Una buona occasione per appianare le divergenze di un matrimonio finito male.

La produzione, affiancata dal patrocinio della Fondazione Museo della Shoah, è dell'associazione culturale Chai Teatro: un gruppo di artisti e creativi, sorto per realizzare progetti culturali nei settori dello spettacolo, con particolare attenzione per la cultura ebraica e la grande letteratura internazionale. Chai (traslitt. Hay), è una parola composta da due lettere dell'alfabeto ebraico: Chet (?) e Yod (?) che nella “Ghimatriah”, la numerologia ebraica, corrispondono al numero 18. Il suo significato è “vita”, "vivo", "vivente".



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