Il coreografo olandese presenta il suo spettacolo più intimo e riflessivo

I will wait for you: le parole di una dichiarazione d'amore, l'inizio di un'attesa, lo svilupparsi di una distanza. Nulla di tutto ciò abita concretamente lo spettacolo a cui Arno Schuitemaker dà questo titolo. Lungi dal creare una coreografia dal gusto narrativo, il coreografo olandese (già a Romaeuropa nel 2014 nella sezione dedicata alla nuova danza europea) ha deciso, infatti, di avvicinarsi a un trend più performativo e minimalista, prosciugando la danza di ogni orpello e articolando una pièce basata su un unico movimento. Qualcosa di profondamente scientifico, d'altronde, anima da sempre i lavori di Schuitemaker, diplomatosi in danza contemporanea solo dopo aver conseguito una laurea in ambito tecnologico e da sempre interessato alla teoria dei 'neuroni specchio'. Così, I will wait for you, pur trovando spunto nei sentimenti realmente esperiti durante una relazione a distanza, sviluppa un linguaggio astratto: tre danzatori affiorano lievemente dal buio, differenti tonalità di luce modificano la percezione dei loro corpi e dello spazio mentre un coraggioso ambiente sonoro avvolge gli spettatori. Schuitemaker presenta il suo spettacolo più intimo e riflessivo; un'esperienza viscerale in cui lo sguardo dello spettatore e le sue aspettative assumono una funzione attiva.

Un viaggio lungo 100 giorni quello di Romaeuropa Festival 2017, per raccontare le storie degli oltre trecento artisti ospiti attraverso una mappa tematica e narrativa che va oltre i soliti confini. Musica, teatro, danza, circo e arti visive lasciano spazio a storie potenti, visioni, racconti di sé ed esperienze da condividere. Where are we now? È quello che chiede e si chiede REf17. La risposta si trova nelle 24 location che, dal 20 settembre al 2 dicembre, fanno della città di Roma il centro culturale internazionale del mondo contemporaneo.

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