Questo monologo è il frutto di tanti anni di riflessioni sulla sua diversità, un romano mulatto. Lo spettacolo raccoglie, in chiave umoristica e non, gli aneddoti e i paradossi del fatto di avere un colore di pelle imprecisato.
Ne esce un quadro divertente e assurdo dove la sua diversità ne esce vincente ed è proprio questo il motivo del sottotitolo. La sua, è una forte necessità e volontà di sottolineare come sia importante e stimolante essere diversi, quindi unici. L'unicità come ricchezza. Nello stesso tempo è un'ottima occasione per riflettere sull'inconsapevole razzismo dilagante.
Musica e canzoni accompagneranno fedelmente l'attore per giocare con un pubblico sicuramente "multicolor". Il tutto è impreziosito dalla regia del prolifico e bravo Ettore Bassi.
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