Spettacolo teatrale in salsa punk liberamente tratto da Federico Garcia Lorca

Torna in scena al Teatro Studio Uno dal 28 febbraio al 3 marzo "Bernarda o il caos di Bernarda Alba", spettacolo liberamente tratto dall'opera di Federico Garcia Lorca, adattato, diretto ed interpretato da Giovan Bartolo Botta in scena insieme a Krzysztof Bulzacki Bogucki, Isabella Carle, Claudia Salvatore e Mariagrazia Torbidoni.

Bernarda Alba ha un problema. Ha molti problemi. È solo un problema. Le sue figlie sono un problema. Assetate di vita. Vita vissuta. Pretendono il motorino, il piercing, il tatuaggio, la libera uscita senza coprifuoco, il superalcolico, l'esperienza psichedelica e la giusta dose di sentimentalismo compulsivo. I compiti li scopiazzano, l'andamento scolastico è pessimo, ingollano junk food, sottovalutano l'attività fisica, disprezzano le generazioni precedenti, non credono in Dio, non credono nella scienza, non credono nel caso. Non credono e basta!

L'assistente sociale solleva bandiera bianca. Lo psicoterapeuta si suicida. Il confessore si inginocchia sui ceci. Tutto pur di non avere a che fare con queste manifestazioni del "maligno" sulla terra. La loro storia non interessa a nessuno. Piace giusto agli attori di teatro che devono lavorare per mangiare e a cui tocca farsi carico dei problemi dei personaggi come se non ne avessero già abbastanza come persone.

Il kaos di Bernarda Alba è la storia della piéce di Garcia Lorca. Ma con più urgenza e qualche anacronismo in più. Lo spettacolo è retto unicamente dall'interazione dei cinque attori, soggetti a fissità. La cappa di prigionia che si respira nella casa di Bernarda è resa scenicamente dal fatto che le tre figlie recitano in piedi prigioniere delle loro nevrosi somatiche; salvo poi rompere lo schema nella parte finale. Sognando una terapia farmacologia ancora da inventare.

Produzioni Nostrane - Ultras Teatro è un progetto teatrale che mette in scena i testi classici adattandoli ad un linguaggio contemporaneo. I testi diventano così originali, completamente rimaneggiati. Lasciando del pulviscolo classico unicamente l'odore. L'idea primordiale. Il linguaggio classico interessa particolarmente poiché parla per archetipi. Una caratteristica che solletica l'eternità. Come? Togliendo alla messa in scena costumi storici intrisi di polvere, catartici giochi di luci, musiche da ambientazione e trombonismi vocali, tornando così all'urgenza, all'essenziale. Al puro lavoro sull'attore. All'interazione sul palcoscenico tra elementi vivi. Che non hanno appigli. Che possono contare solo su loro stessi. Come nella vita.

Estratti rassegna stampa:

Vincenzo Carboni – Persinsala

"Se la risposta è vana, il teatro può fare di questa vanità un ottovolante. Botta nella sua sorprendente drammaturgia non cerca di fissare un senso intorno a cui organizzare un messaggio coerente. Si concede piuttosto al vento significante, inteso come congerie concertata di oggetti di parola, aspettando che il senso emerga come da un bagno acido, dal negativo di un linguaggio che per quanto si cerchi di indirizzarlo, non è mai afferrabile. È proprio in questo spazio negativo che si situa il teatro di Botta, un negativo di cui è possibile "godere", come bambini inebriati dalla vertigine di una giostra".

Raffaella Ceres – Outsiders webzine

"Bernarda è parte del Teatro Off che andrebbe divulgato il più possibile per concorrere alla formazione del gusto critico, quella merce ormai rara e che permette di non livellare la cultura e piegarla ad una involuzione che ci vuole distratti fruitori di una formazione di serie b. La trasposizione costruita in Bernarda, permette di accedere a più livelli conoscitivi e di linguaggio contemporaneamente. Assistiamo ad una comunicazione immediata accompagnata da riferimenti teatrali greci, pirandelliani e sheakesperiani nel disvelarsi di una trama che conduce lo spettatore verso il drammatico epilogo".

Giuseppe Donatelli - Gufetto

"Lo spettacolo è un continuo evolversi, un crescendo di ansie e problemi che porteranno a una soluzione totalmente inaspettata ma efficace. La scena è luminosa e spoglia, riempita solo dalle voci alte degli attori e dalla loro tangibile emozione. Non servono effetti particolari, infatti il pubblico viene ripetutamente coinvolto dagli attori cosi da stabilire da subito un rapporto sufficientemente confidenziale tra le due parti.

Bernarda è una figura in apparenza robusta, protetta dalle sue convinzioni un po' superate e soffocanti che all'interno eclissa una forte instabilità e tanta paura del giudizio altrui".

Produzioni Nostrane - Ultras Teatro

Adattamento e regia di Giovan Bartolo Botta

con Giovan Bartolo Botta, Krzysztof Bulzacki Bogucki, Isabella Carle,

Claudia Salvatore, Mariagrazia Torbidoni

Progetto grafico Leonardo Spina

Costumi SerigraFata di Francesca Renda

striscione Ultras Teatro Fuori Registro di Nicola Micci

produzione Sylvia Klemen Kolari?


Hai partecipato? Commenta ()

Novacomitalia Web Agency Roma