La pièce è psicotica e magica, una riflessione sull'individuo e sulla comunità

Il duo teatrale under 30, Maniaci d’Amore, composto da Luciana Maniaci e Francesco D’Amore, torna al Teatro Quarticciolo, fresco del successo avuto con Il nostro amore schifo, per presentare in prima romana il nuovo lavoro: “Biografia della peste”, per la regia di Roberto Tarasco.

La pièce è psicotica e magica, una riflessione sull'individuo e sulla comunità, sulla parzialità dell'esistenza, sulla necessità di chiamare ogni cosa col proprio nome, sul coraggio e la follia...

Perché col linguaggio della fiaba si possono raccontare le cose peggiori. Con quello degli adulti solo alcune piccole verità.

Un ragazzo viene investito da un'auto. Torna a casa per informare la madre-frigorifero di essere morto ma lei è perentoria: “È impossibile! Noi, a casa nostra, morti non ne abbiamo avuti mai! Ti sembriamo una famiglia di morti?”

Il ragazzo vorrebbe attraversare il varco e andare oltre ma la madre glielo impedisce. "Tra un anno ti devi pure sposare." Intanto lo scandalo si diffonde nel paese in cui morire non è concesso. Chi ha messo in giro la voce che il figlio della donna-frigorifero è morto?

Bio Compagnia

I Maniaci d'Amore sono Francesco d'Amore (Bari, 1983) e Luciana Maniaci (Messina, 1985). Vivono a Torino e lavorano insieme dal 2007, appena scoprono la sintonia tra i loro cognomi. Hanno frequentato corsi e workshop con Gabriele Vacis, Arturo Cirillo, Valerio Binasco, Emma Dante, Alessandro Baricco, Nanni Moretti, Barbara Bonriposi e Riccardo Tordoni. Per anni, col loro primo progetto, “Le Cose”, hanno girato le case degli italiani. Hanno lavorato con Marco Ponti in “Monologhi nell'aldilà” (Teatro Stabile di Torino) e con Gabriele Vacis in “Amleto in Palestina” (ETI e Teatro Regionale Alessandrino) come attori e drammaturghi. A Torino collaborano col Teatro Ragazzi e Giovani, con il Circolo dei Lettori e con la Scuola Holden. Tengono corsi di scrittura e hanno all'attivo due spettacoli: “Il Nostro Amore Schifo” (giunto a quota 60 repliche) e “Biografia della Peste” (debutto in Piemonte Festival delle Colline di Torino, Selezione Premio Scenario 2011 e vincitore del Premio di Drammaturgia Il Centro del Discorso. Da poco la pièce ha dato anche vita a un film, diretto da Andrea Tomaselli e Giuseppe Bisceglia e prodotto da Indyca Film).

Sguardi Critici

I Maniaci d'Amore sono la prova più convincente che una vocazione alla drammaturgia, una fiducia ostinata nelle risorse del testo, è, nella cultura teatrale italiana, un dato ormai acquisito in modo ineludibile. (…) "Biografia della Peste" realizza, rispetto al precedente "Il Nostro Amore Schifo", uno scarto ulteriore verso una direzione ancora più coraggiosa e radicale. (...) La prima parte della pièce, solo apparentemente più brillante e lepida, ha, in realtà, un dettato aggressivo, cattivo e anticonformista a cui non solo la scena teatrale italiana più recente, ma si sarebbe tentati di dire (se non si temesse di esagerare) l’intera scena culturale italiana più recente ci ha ormai disabituato. (…) Apologo sulla vita e sulla morte o esplicitazione di una scioccante, e “radicale”, pulsione alla fuga, "Biografia della Peste", dinanzi a tanto talento (vero o presunto) sprecato del teatro italiano, oppone quello che solo il genio può. E tanto ci basta. Dario Tomasello, Ateatro

"Biografia della Peste" è un insolito surreale spettacolo molto ben scritto che lavora su più piani per intrigare e affascinare il pubblico (...) Bello l'intersecarsi di fiabe, il sovrapporre il destino odierno con il racconto di un'antica epidemia di peste che sembra quasi il contraltare dello sgomento contemporaneo, destino e specchio del presente. "Biografia della Peste" si regge su una drammaturgia sulfurea e spiazzante, ironica e graffiante, ma anche sulla presenza dei due autori-interpreti, che non sbagliano mai una pausa e non perdono mai il ritmo e sanno coniugare all'impegno simpatia e comunicativa, freschezza e autenticità, e con i tempi che corrono certo non è poco... Nicola Viesti, Hystrio.

I Maniaci d’Amore (...) ospiti per la prima volta al Festival delle Colline Torinesi, offrono al pubblico tre quarti d’ora di divertente ironia, ma anche profonda riflessione su temi quali la vita, la morte, l’autonomia, il proprio percorso in mezzo agli altri. Due sole persone sul palco riescono a dare il meglio di sé con la sola aggiunta di un frigorifero, una sedia a rotelle e un cavolo. (...) Applausi a scena aperta per un lavoro brillante dal quale è stato tratto anche un film. Roberto Mazzone, Teatro.org

>>> Piacevolmente straniante l'effetto di questo spettacolo di matrice "psicotica" creato da una giovane coppia di attori-drammaturghi che promette bene e di cui, crediamo, sentiremo riparlare in futuro. (...) La non-storia di questa fiaba bifronte per adulti riesce a coinvolgere perché parla di una patologia comune: l'incapacità di aspirare a una vita migliore capendo che l'amore è l'unica miscela in grado di appiccare il fuoco alle nostre anguste vitucce. Michele Weiss, La Stampa

>>> L'inizio di Biografia della peste è fulminante. (...) I Maniaci d'Amore, alla maniera delle intriganti coppie teatrali delle "Cantine Romane"degli anni'60, cercano d'imprimere un segno nuovo, muovendosi nei labirinti d'una scrittura scenica surreale, stregata, visionaria (…) Il loro è uno spettacolo da sballo, fatato e attraente come i due giovani protagonisti, che con un linguaggio fabuloso riescono a far ridere raccontando le cose più terribili. Gigi Giacobbe, Sipario

>>> Sono una presenza quasi inaspettata, in questa edizione del Festival delle Colline Torinesi i Maniaci d’Amore. In tanta cura per la ricerca formale, per l’essere a ogni costo innovativi o provocatori o alteramente elitari, in tanto rigido rigore apparente cui diventa quasi inopportuno chiedere sostanza, eccoli lì, spudoratamente fuori schema. (...) Il loro "Biografia della peste" è un racconto vago, cattivo, visionario e genuinamente anticonformista, spietato nello stigmatizzare qualunquismi radicati, tenuto in equilibrio volutamente precario tra comicità, tragedia e grottesco surrealismo. (...) I due insieme sono complementari, paiono una coppia artistica affiatata e rodata da decenni, con una propria forza e un progetto artistico chiaro da perseguire con urgenza... Monica Bonetto, Sistema Teatro Torino

M a n i a c i d' A m o r e T e a t r o in

Biografia della Peste

Di e con Francesco d'Amore e Luciana Maniaci

Regia Roberto Tarasco

Training attoriale e ri-allestimento scenico Giuseppe Bisceglia e Andrea Tomaselli

Assistenza scenica Marzia Cicala - Costumi Roberta Carbone e Alessandra Berardi

Assistenza Tecnica Alberto Comino - Una produzione Nidodiragno

In questo paese morire non è carino, non si fa.


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