Riflettiamo sul linguaggio della danza e su come lo spettatore può manipolare la scena

Il linguaggio e la semiotica sono elementi centrali nel lavoro di Ingrid Berger Myhre, coreografa e danzatrice affiliata al Dansateliers di Rotterdam. Non è dunque un caso se Blanks si presenta come una riflessione sulle condizioni attraverso cui si assiste a uno spettacolo di danza.
La stessa Myhre, qui impegnata in un solo, costruisce la sua performance come un insieme di sottotesti, pretesti e contesti per sottolineare come la descrizione verbale di una situazione possa alterare la situazione reale stessa. Blanks ci invita a riflettere sul linguaggio della danza e su come lo spettatore può manipolare la scena attraverso le proprie percezioni e la propria immaginazione. Un sogno a occhi aperti, dolce e pieno di possibilità.

Cosa c'è al centro di mondi differenti e, solo in apparenza, lontani? Per la trentatreesima edizione di Romaeuropa Festival al centro ci sono le storie, tutte le visioni e suoni dei suoi 300 artisti ospiti. Al centro c'è la danza, il teatro, l'arte visiva analogica e digitale, la performance e lo spettacolo dal vivo, come strumenti e mezzi in grado di mettere in comunicazione idee e realtà agli antipodi. Dal 19 settembre al 25 novembre quattro continenti convergono tutti al centro della città eterna, trasformando Roma nel cuore dello scambio tra mondi, tra diversità culturali e geografiche, che si amalgamano in una sola, grande narrazione, che noi chiamiamo Romaeuropa Festival 2018.

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