In ogni versione di una storia non c'è verità che non trovi luce nel suo opposto

Debutta sul palcoscenico dello Spazio 18b, dal 20 al 23 febbraio, CARLOS, L'ULTIMA VOLTA,  spettacolo scritto da Emiliano Metalli e diretto dallo stesso Metalli con Mauro Toscanelli.

La vita è complessa. A volte si immobilizza, disperatamente avvinghiata a un fotogramma muto. Più spesso fluisce come una strada affollata di Buenos Aires, carica di sentimenti e corpi che si dimenano al di sotto delle regole sociali. O, come in questo caso, stritolati dalle melodie del tango.

In ogni versione di una storia non c'è verità che non trovi luce nel suo opposto, apparentemente menzognero. E l'una e l'altro mutano col tempo, come i volti delle persone che ci sono accanto, almeno fino a quel fatidico 24 giugno del 1935, ma possono arrivare anche ai nostri giorni.

Nell'attesa, Alfredo ama un uomo che non potrebbe amare, mentre Juan tradisce un'amicizia di cui solo troppo tardi intuisce la profondità. Attraverso questo tango di dialoghi solitari, l'uno e l'altro cercheranno un ordine ai loro pensieri e alle azioni compiute, mentre sullo sfondo giganteggia la figura del "morocho de Abasto", Carlos Gardel, che ha segnato l'esistenza di entrambi.

El rey del tango è l'assente protagonista di "Carlos, l'ultima volta".

CARLOS, L'ULTIMA VOLTA

di Emiliano Metalli

regia 

Mauro Toscanelli ed Emiliano Metalli

con 

Mauro Toscanelli 

Orazio Schifone

la voce della madre di Carlos è di 

Masaria Colucci 

Musiche e tracce sonore 

tratte dalle registrazioni storiche di Carlos Gardel


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