La compagnia Bartolini/Baronio torna al Teatro Biblioteca Quarticciolo

Carmen che non vede l'ora, prima ancora di tradursi sulla scena, è stato l'incontro con una biografia, con la storia di una donna incontrata durante uno dei nostri laboratori teatrali. Quella biografia che è andata trasformandosi durante il lavoro, parlava anche di noi, del nostro paese e ci poneva domande sul senso del raccontare ancora storie che ci riguardano. L'urgenza di questa narrazione è diventata un viaggio artistico attraverso un caleidoscopio di formati e linguaggi, nel tentativo di ricostruire una vita. Carmen è il viaggio di una donna qualunque alla ricerca della sua libertà, ma è anche il viaggio di un uomo alla ricerca della sua coscienza che risponde parlando, cantando e suonando, a quel gioco del teatro, che il femminile mette in moto, per ricucire, insieme al pubblico, ciò che la violenza ha fatto a pezzi. Carmen è una profonda e vertiginosa immersione dentro la storia del nostro paese dalla fine della seconda guerra mondiale fino ai nostri giorni, ed è un viaggio alla ricerca di un corpo e del suo posto nel mondo, uno scontro con altri corpi, una lotta contro la violenza e la sopraffazione. La nostra Carmen è un viaggio umano che va indietro e avanti nel tempo, che non vede l'ora di scoprire cos'è corpo e dov'è bellezza.

La storia di Carmen che non vede l'ora è un'antistoria; non vuole essere favola e forse non sa essere neanche racconto.

Non si fa prendere, deformare, comprimere in un'ordinata sequenza narrativa, non si piega a nessun finalismo ideologico e paternalistico.

Non accade nella dimensione consolatoria dell'affabulazione.

E' orizzontale, non consente di fare scelte, di stabilire nell'occhio priorità o gerarchie.

E' una corrente, ci passa attraverso ed è ancora altrove.

Possiamo solo balbettarla o "fare finta che", prestando i nostri corpi ai "formati" con cui cerchiamo di incorniciarla.

Noi donne lo sappiamo che avviene misteriosamente nelle nostre pance, in forma di promessa.

Perché raccontare una storia è un atto di fede nel futuro, potente e provvisorio, come ogni promessa.

Teatro Biblioteca Quarticciolo Via Ostuni 8 - Roma

Direzione artistica  Veronica Cruciani


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