Debutta il 25 ottobre alla Festa del Cinema di Roma il nuovo film di Ferdinando Vicentini Orgnani. In sala a partire dal 20 novembre con una serie di eventi speciali.
Un film che non si propone di spiegare l'arte contemporanea, ma di viverla. Di attraversarla, ascoltarla, inseguirla e, a tratti, lasciarsene confondere. Si intitola "CATARTIS – conservare il futuro" il nuovo documentario firmato da Ferdinando Vicentini Orgnani, in anteprima mondiale il 25 ottobre ore 21,30 ( MAXXI - sezione Freestyle arts) alla Festa del Cinema di Roma , e poi in uscita nelle sale italiane con un ciclo di eventi e incontri dedicati.
Prodotto da 39FILMS e TRULLOVE in collaborazione con Zerynthia – Associazione per l'Arte Contemporanea ODV, e distribuito da Itaca Film, il film nasce da un archivio straordinario, costruito giorno dopo giorno nell'arco di oltre vent'anni: ore e ore di riprese che hanno seguito, quasi in silenzio e senza un progetto iniziale, alcuni dei protagonisti assoluti dell'arte contemporanea, tra studio e creazione, tra vita e pensiero.
Il risultato è un film fuori formato, quasi impossibile da definire: non è una semplice raccolta di interviste, non è un saggio critico, non è un reportage. È piuttosto un viaggio personale nel cuore dell'arte, un'esplorazione visiva che attraversa decenni di incontri, discussioni, dubbi e intuizioni. Vicentini Orgnani – regista e testimone – ci guida in questo attraversamento con uno sguardo discreto, mai invadente, ma profondamente coinvolto.
A parlare sono gli artisti stessi, nel frammentarsi di voci, stili, visioni che si sovrappongono e si rispondono. Da Joseph Kosuth a Michelangelo Pistoletto, da Jannis Kounellis a Giulio Paolini, da Carla Accardi ad Alighiero Boetti, fino a incursioni inaspettate come quelle di Patti Smith o Gianna Nannini, che offrono nuove prospettive sul legame tra musica, parola e gesto artistico. Il tutto accompagnato da una colonna sonora d'autore, firmata da Paolo Fresu.
Non mancano riflessioni più teoriche, come quelle della curatrice Chiara Bertola, che introduce il concetto cardine del film: "conservare il futuro". Un'espressione che diventa bussola per leggere il presente dell'arte e il ruolo che questa ha nel nostro immaginario collettivo, oggi più che mai.
Catartis è anche il racconto di un percorso umano. Il regista stesso, nelle sue note di regia, parla di un film nato "per caso, ma diventato con il tempo una necessità", e confessa di aver trovato il filo conduttore solo abbandonandosi al caos fecondo del materiale raccolto. Una confessione che rende il documentario ancora più autentico e, in fondo, più vicino alla verità profonda dell'arte.
Dopo Il Festival del Cinema di Roma, Catartis arriverà nelle sale italiane con una programmazione speciale fatta di eventi, incontri e proiezioni d'autore, che coinvolgeranno il pubblico in un'esperienza culturale dal forte valore immersivo. Perché, come suggerisce il film, l'arte contemporanea non si capisce: si attraversa. E si conserva. Come un'eredità viva. Come un futuro possibile.
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