Atto unico per famiglia senza padre

"Cerimonia d'addio" è uno spettacolo che parla dell'inevitabile paura che precede ogni cambiamento e della confusione necessaria per poter mettere nuovamente ordine. E' una storia che nasce dalla velocità con cui gli eventi ci sorprendono e dalla difficoltà che abbiamo nel leggerli: vivere un lutto ed accorgersi che è il primo momento di una rinascita.

Matteo, Daniele e Luca sono tre fratelli che hanno appena assistito al funerale del padre ed ora si ritrovano nella casa di famiglia per condividere con le persone care il ricordo di lui. Volendo sfuggire alla caotica cerimonia organizzata in salone, si rifugiano (ora l'uno ora l'altro) in una stanza appartata nella quale è possibile scambiare due parole o, se si vuole, prendere un po' di respiro: sarà in quel luogo che li vedremo esprimere i loro sentimenti, trasformare i propri rapporti, e portare a galla conflitti a lungo taciuti. Ognuno di loro uscirà diverso da come era entrato, ma, soprattutto, con un percorso tutto da reinventare, senza mappe o bussole alle quali appellarsi.

L'assenza /presenza del padre è il terreno su cui ognuno giocherà la propria, personalissima, partita.

Con questo spettacolo abbiamo voluto parlare di mondi repressi, di bisogni profondi a lungo tumulati dentro ogni personaggio e che il taglio forzato con l'ultima radice genitoriale, fa affiorare lentamente in loro, costringendoli ad un necessario mutamento interno ed esterno. Cosa significa perdere l'ultimo genitore ancora in vita? Cosa significa non potersi piu' dire figli di qualcuno?

di Giovanni Bonacci e Matteo Quinzi

con Giovanni Bonacci, Emanuele Gabrieli, Ambra Quaranta, Matteo Quinzi

Compagnia Labit


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