La black comedy che si ispira agli scandali bancari

Si può far soldi aprendo una banca o rapinandola. E se si hanno principi etici, diceva Luis Sepulveda, si sceglie la seconda strada. Forse non sarà proprio così, ma il dubbio aleggia, in questo nostro mondo dominato dalla finanza, dove i comuni mortali appaiono stritolati da meccanismi che oscurano la mente e fanno perdere la bussola, fino a rendere impossibile risponde a una domanda apparentemente semplice: se hai una banca con tanto di caveaux, un uomo con il volto mascherato e una pistola in pugno, chi è il rapinato e chi il rapinatore? Gianni Quinto, giovane prolifico autore non fornisce, nella sua commedia, una risposta. Semmai, tra bizzarrie, colpi di scena ed efficaci gag, complica ancora la situazione.
Lo spettatore è servito. A lui il compito di districarsi tra gli effetti comici e le ricadute  "socialmente utili" di un testo che vuole fare ridere ma che sfrutta e valorizza anche riferimenti al reale, primo tra tutti quello strapotere delle banche, quella loro arroganza, che suscita, seppure non giustifica, sogni di impossibile rivalsa. E' su questo sfondo che si dipanano le grottesche vicende narrate in "Claustrofobia". Ne sono protagonisti un maldestro rapinatore dilettante, un funzionario di banca fin troppo pignolo e un ricco cliente che si attarda nell'istituto di credito fino all'ora di chiusura in un afoso pomeriggio di venerdì. Risultato i tre restano chiusi nel caveaux della banca, senza contatti con l'esterno, fino al lunedì; e la loro forzata convivenza produrrà scintille, con la fine della farsesca avventura che finisce col diventare una roulette russa.
Dopo il successo nella passata stagione con "La Scala", tornano così sul palco del Teatro de' Servi tre giovani ma ben sperimentati attori: Gabriele Carbotti, Fabrizio D'Alessio e Andrea Dianetti, guidati sapientemente in scena da Alberto Ferrari, regista d'eccezione che ha firmato film e serie tv di successo come "I misteri di Laura" e "Distretto di polizia". Lo spettacolo, prodotta da #Mainagioia Spettacoli e Matteo Fiocco, mantiene per tutta la durata ritmi incalzanti. I personaggi inoltre, ben lungi dal costituire semplici macchiette, sono ben caratterizzati anche grazie all'impegno degli attori.


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