Il secondo spettacolo prodotto dalla Compagnia DIAPASON

"Che cosa è un'artista, una sorta di Cristo che sacrifica tutto e tutti per chi gli ha costruito la croce?"

Da questa domanda, oltre che dalla più misteriosa canzone di Lucio Dalla e da "Orgia" di Pier Paolo Pasolini, prende origine "Come è profondo il mare", in scena al Teatro delle Tor Bella Monaca di Roma.

Il dramma di Gianpaolo Pasqualino, già premio UBU 2016 come migliore attore under 35, nasce da un intenso periodo di scrittura durato due anni, iniziato con un lavoro di improvvisazione svolto con il regista Antonio Latella sulla tragedia "Orgia" di Pasolini.

L'input pasoliniano è stato poi intrecciato a una riflessione sociologica sul libero arbitrio, generando una scrittura scenica che tenta di mettere a fuoco il ruolo dell'artista nella società contemporanea.

Lo spettacolo racconta la storia di Hermes, pittore che accetterà compromessi terribili pur di realizzare il suo sogno. L'artista come eroe sociale, come figura indispensabile allo sviluppo di una società proprio come un dottore o uno scienziato, è ormai un'utopia superata?

Due artisti bolognesi, ma romani d'adozione, hanno risposto a questo interrogativo con la loro vita, ispirando la drammaturgia di "Come è profondo il mare ": Lucio Dalla e Pier Paolo Pasolini. Entrambi, anche se in maniera diversa, hanno tentato disperatamente di ridonare all'artista dignità, libertà intellettuale e forza sociale, anche a costo di mettere a repentaglio la loro stessa sopravvivenza di artisti e di uomini.

Lo spettacolo è frutto della residenza artistica di ERT-Arena del Sole con il sostegno di REGIONE EMILIA-ROMAGNA, in collaborazione con CENTRO LA SOFFITTA DELL'UNIVERSITA' DI BOLOGNA.

           

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