Cosa resta di noi quando nulla di ciò che facciamo può definirci? Quando davanti ad uno specchio la nostra immagine professionale, reale o immaginaria, appare precaria, fluida, intercambiabile, come gli abiti che indossiamo? Quando per sopravvivere ci si deve reinventare continuamente?
Sono questi gli interrogativi ingombranti, complessi, in alcuni casi persino nevrotici, sui quali si fonda “Come tu mi vuoi”, in scena in prima assoluta a Roma, presso il Teatro dell’Orologio, dal 4 al 9 dicembre.
Diretto da Ileana Zaza, il progetto teatrale, nato dal lavoro di cinque giovani drammaturghi - con l'intrusione lucida e disomogena di un testo di Christian Raimo – indaga il tema dell'espropriazione e della conseguente disgregazione dell'uomo di fronte alle condizioni di vita e di lavoro attuali.
In uno spazio vuoto, estraneo, una folla di corpi è alle prese con una serrata lotta darwiniana - a volte consapevole a volte inconscia - per poter continuare a nuotare in superficie, nel mare torbido di un'invisibilità esistenziale, sociale, politica. In uno stato di fluttuazione vengono esplorate strategie per resistere, o forse desistere, all'invisibilità, alla transizione, all'inafferrabilità di sé in rapporto all'orizzonte di un lavoro che c'è, non è, è clandestino, multiplo, inqualificabile, segno di una dislocazione continua. Espropriati del tempo, della dignità, di sé, sempre più frammentati, i personaggi si muovono come soggetti intercambiabili alla ricerca di ciò che manca.
In cinque quadri comici, crudi, surreali e tragici la regista disegna un'umanità flessibile, precaria e occasionale. Un affresco in cui le individualità si disperdono, si moltiplicano e si annullano e nel quale lo spettatore è chiamato a riflettere e a riflettersi come in uno specchio.
E seppure in questa lotta si riesce a non soccombere, ciò che sopravvive è il corpo nudo, residuale materia di chi sfida il domani senza certezze. Un corpo pronto ad essere qualcos'altro, intercambiabile. Come “tu” mi vuoi.
La regia a cura di Ileana Zaza, con la collaborazione di Alex Guerra, coreografo e danzatore, approda alla messa in scena di un teatro performativo, basato sul lavoro di improvvisazione e di ricerca dei sei interpreti (Giovanni Di Lonardo, Francesco Maiorca, Valentina Mannone, Francescaelisa Molari, Davide Ventola, Cecilia Zingaro) che genera una drammaturgia di scena che si sovrappone al testo e si trasferisce nei pensieri, nel linguaggio e nei corpi.
Regia di: Ileana Zaza – con la collaborazione di Alex Guerra
Interpreti (in o. a.): Giovanni Di Lonardo, Francesco Maiorca, Valentina Mannone, Francescaelisa Molari, Davide Ventola, Cecilia Zingaro.
Disegno luci: Lucia Miele
Drammaturgia: Flaminia Chizzola, Daria Filippi, Vicens Alba Osante, Ivan Marcantoni, Mauro Savino. Con un testo di Christian Raimo.
Informazioni, orari e prezzi
Teatro dell'Orologio
Sala Orfeo
dal martedì al sabato ore 21.30 - domenica ore 18.00
Per info e prenotazioni:
06 687 5550 - 3477485822
Costo del biglietto:
12 euro
10 euro ridotto (CRAL e studenti)
Dove e quando
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