Perché, in fondo, al di là del tempo, siamo tutti stelle smarrite

Un provino cinematografico, un giorno qualsiasi in una città qualsiasi. Due sconosciuti, lui e lei. Un uomo maturo e una ragazza, l'incontro-scontro di due età. Una borsa, oggetti che appaiono all'improvviso: contengono ricordi, sentimenti, attese, bugie, speranze. Oltre le apparenze creano assonanze di vite…e lontananze. Incolmabili? Forse. In scena due generazioni si sovrappongono, si baciano, si odiano, si amano. Cercano disperatamente di appartenersi al di là del tempo. Un pub come un ring illuminato da luci uscite da un quadro di Hopper, invaso da note jazz di straziante volontà… di riconoscersi. "Un abbraccio è la vita. La vita. Dobbiamo proteggerci io e te". Uno spettacolo dove il sentimento genera emozione e la musica è complice di sguardi proibiti, dove la parola offre amore e lacerazione, sorrisi e addii. Perché, in fondo, al di là del tempo, siamo tutti stelle smarrite.

Valeria Zazzaretta

Alessandro Gruttadauria

Di Leonardo Jattarelli

Regia Leonardo Jattarelli e Carlo Oldani

Scenografia Dario M. Duluoz

Live Jazz Quartet – Sebastiano Ragusa (sax), Seby Burgio (piano), Carmelo Venuto (contrabbasso), Paolo Mignosi (drum)


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