Uno spettacolo che nasce dal desiderio di mettere in scena una condizione a volte incontrollabile

"Ognuno di noi è dipendente in qualche misura dagli altri, tutti noi abbiamo bisogno di approvazione, empatia, di conferme e ammirazione, per sostenerci e per regolare la nostra autostima. Ma la dipendenza affettiva può raggiungere una forma così estrema da diventare patologica."

Questo nuovo spettacolo nasce dal desiderio di mettere in scena una condizione a volte incontrollabile, con il potere di comandare tutta l'esistenza di un singolo individuo e, spesso, tutta una società.

E' sottile la confusione che si crea quando una relazione diventa dipendenza: mascheriamo di solidarietà, compassione, aiuto, sostegno, amore una dipendenza che non ha nulla da invidiare a quelle più riconosciute.

Ci leghiamo patologicamente all'idea che senza quella relazione non esistiamo e per questo la dobbiamo mantenere ad ogni costo, senza permettere che muti, che si adatti a nuove esigenze, che finisca.

Le conseguenze di tutto ciò possono essere distruttive al punto che la donna scambiando l'amore per possesso e la relazione di coppia come l'unica possibilità di riscatto si illude di poter sopraffare l'abbandono e rinuncia alla sua stessa vita in un atto di cannibalismo che, attraverso acidi succhi gastrici e divampante fuoco, annienta per sempre il dolore orticante causato da una insopportabile separazione.

Contaminata

Con Alessandra Pavoni, Silvia Scotti, Angela Monaco, Livia Bonetti

Dramaturg Francesca Gerli

Foto Anna Resmini

Video Fadia Bassmaji

Regia di Fadia Bassmaji

Scene e Costumi di Maria Paola Di Francesco


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