Il rapporto con la musica è il punto di partenza di questo spettacolo

Dal 2007, anno in cui intraprende il suo percorso autoriale, Daniele Ninarello conduce una ricerca coreografica basata sulla sperimentazione nel campo della composizione istantanea in relazione ad altri linguaggi del performativo. Il rapporto con la musica è, in effetti, il punto di partenza di Kudoku, spettacolo per il quale il coreografo e danzatore italiano (formatosi presso la Rotterdam Dance Academy e in scena con artisti come Virgilio Sieni e Sidi Larbi Cherkaoui) collabora con il compositore e jazzista Dan Kinzelman (tra i musicisti più richiesti e presenti sulla scena nazionale). Nella penombra della scena, coreografo e compositore instaurano un vero e proprio dialogo e, ognuno con il proprio linguaggio, indagano lo spazio come il luogo in cui trasfigurare il corpo, sonoro e fisico, per testarne le qualità. In simbiosi con sax, voce ed elettronica -campionati ed elaborati da Kinzelman- con Kudoku (termine di matrice religiosa che si riferisce ai benefici ricavati dal protrarsi di una pratica), Ninarello dà vita a una danza che è un vero e proprio mantra fisico: un rituale per ripulire lo sguardo, trovare la pace, liberare il corpo da caos e rumore, rimarginare le cicatrici dei pensieri.

Un viaggio lungo 100 giorni quello di Romaeuropa Festival 2017, per raccontare le storie degli oltre trecento artisti ospiti attraverso una mappa tematica e narrativa che va oltre i soliti confini. Musica, teatro, danza, circo e arti visive lasciano spazio a storie potenti, visioni, racconti di sé ed esperienze da condividere. Where are we now? È quello che chiede e si chiede REf17. La risposta si trova nelle 24 location che, dal 20 settembre al 2 dicembre, fanno della città di Roma il centro culturale internazionale del mondo contemporaneo.

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