La rassegna Formicola Teatro prosegue il 15 e il 16 marzo con Danlenuàr, spettacolo di teatro di narrazione "nuovo, giovane e maturo" in cui si racconta l'emigrazione italiana in Belgio che ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Enrico Maria Salerno per la Drammaturgia (2008). Lo spettacolo rappresenta l'esordio come autore di Giacomo Guarneri, drammaturgo e attore che dal 2003 al 2010 ha lavorato anche con Emma Dante in Vita mia.
Danlenuàr è una storia d'amore ambientata ai tempi della catastrofe mineraria di Marcinelle (Belgio, 1956). Antonio, intrappolato al fondo della miniera che brucia, rivolge un ultimo pensiero alla sua Genoveffa, sposata sette anni prima, il giorno stesso della sua partenza. Il ricordo della loro storia passa attraverso la rievocazione di un rapporto epistolare e consiste esso stesso in una lunga lettera, mai scritta, solo immaginata, a 1035 metri sotto la terra. La scrittura nasce da un lavoro di ricerca sul campo in Abruzzo, e sperimenta la costruzione di una memoria collettiva a partire dalle memorie individuali dei reduci e delle vedove delle vittime di Marcinelle. «Attraverso la suggestione del dettaglio narrativo, l'immaginazione dello spettatore si colma di personaggi fantastici ed è capace di farci sorridere pur nella consapevolezza della tragedia che incombe» (Giuria del Premio E.M. Salerno per la Drammaturgia).

Come nasce
Il mio ramo familiare "abbonda" di storie di fughe senza ritorno dalla Sicilia. Sono le vicissitudini di chi è partito alla ricerca di un lavoro o di chi partì per combattere la seconda guerra. Tali memorie per lungo tempo hanno sedimentano in me, fino a organizzarsi in una sorta di mitologia personale.

A partire dal 2007 la mia attenzione si è focalizzata sulla vicenda del vero e proprio esodo che seguì al famoso Protocollo di Roma (il cosiddetto "accordo minatore-carbone" con cui, nel 1946, il Governo italiano s'impegnò a inviare la propria manodopera al lavoro sotterraneo in Belgio, in cambio di un prezzo di favore nell'acquisto di carbone da quel Paese).
Ho incontrato e intervistato gli ex-zolfatai dell'entroterra siculo. Poi sono stato in Abruzzo (regione italiana che ha dato il massimo contributo a quel flusso migratorio, nonché al numero di vittime che ne conseguì), e lì, nel cosiddetto "triangolo della fame", ovvero tra i comuni di Manoppello, Lettomanoppello e Turrivalignani, ho conosciuto alcuni dei superstiti della famosa catastrophe di Marcinelle. In seguito avrei cominciato le prove del futuro spettacolo e quel materiale si sarebbe infine organizzato nella forma di un dramma epistolare.
Lo scopo è stato dall'inizio quello di cogliere l'universalità dei significati che la vicenda storica porta con sé. Danlenuàr infatti intende raccontare l'incontro con il diverso, la paura e il desiderio del viaggio, la solitudine e il fascino della lontananza che sono propri di ogni partenza. Cerca di capire la miseria che porta gli uomini ad accettare il lavoro in condizioni estreme, la dignità scalfita che convive col coraggio, la voglia di costruire che sempre si rinnova e i limiti massimi dell'attesa, le tante morti bianche di ieri e di oggi.
Giacomo Guarneri

Danlenuàr è una produzione "la pentola nera". Nasce come dialogo epistolare, inizialmente con la partecipazione di Serena Di Gregorio, poi di Maria Francesca Spagnolo. Dal 2014 viene rappresentato in versione monologante, debutta in forma di studio al Teatro Montevergini di Palermo nel 2008 (premio 'Il teatro che verrà') e successivamente al Teatro Libero Stabile d'Innovazione di Palermo (premio 'Presente Futuro'). Dopo il debutto e i riconoscimenti a livello cittadino, comincia a girare sul circuito nazionale. Vince il Premio Enrico Maria Salerno per la Drammaturgia (Roma, Teatro India, Fondazione E. M. Salerno) e recentemente, nella sua nuova versione monologante il testo viene selezionato e pubblicato nell'antologia Per voce sola 2014 (Genova, Teatro della Tosse, Fondazione Luzzati). Nella forma di romanzo breve, è stato pubblicato dalla casa editrice Navarra.

Giacomo Guarneri - bio
Si laurea in Lettere Moderne con una tesi sul teatro narrazione, primo esito delle esperienze con Mimmo Cuticchio, Dario Fo, Ascanio Celestini, Davide Enia, Laura Curino e Vincenzo Pirrotta. Dal 2003 al 2010 lavora come attore con Emma Dante (Vita mia). Esordisce come autore nel 2007 con Danlenuàr (Premio Enrico Maria Salerno per la Drammaturgia 2008), che racconta l'emigrazione italiana in Belgio. Dopo Radio Belìce non trasmette (Premio Etica in atto 2013), ambientato nella Sicilia di Danilo Dolci, Ser? biseric? (2015) conclude un trittico dedicato al tema del lavoro.

COS'È FORMICOLA TEATRO

Formicola Teatro nasce dalla volontà di un gruppo di professionisti di intraprendere un percorso che porti lontano dalle politiche produttive dei teatri convenzionali che non rappresentano più le necessità del racconto dal vivo e che quando possibile ostacolano le nuove forme di creazione e promozione artistica. È un progetto che nasce dal desiderio di avere un luogo dove portare esperienza teatrale lavorando ad un'organizzazione a propria immagine e somiglianza.
Formicola Teatro è al tempo stesso un lusso e un vizio, uno spazio-tempo brulicante, formicolante appunto, in cui ogni volta c'è una visione teatrale completamente diversa per temi, forme e linguaggi dalla precedente.

Prossimi appuntamenti:
•6 aprile ore 21:30 - Eleonora di Mila Marzo, regia Valerio Marini, con Deborah Di Giacomo, Giulia Lotti, Valerio Marini
•3 maggio ore 21:30 - L'odore del mondo di e con Gisella Szaniszlò, regia di Jacopo Maria Bicocchi

Informazioni, orari e prezzi

Orario spettacoli:
martedì 21:30, mercoledì 18:30

Info e contatti:
formicolateatro@30formiche.it
Fb: Formicola-Teatro

BIGLIETTERIA
Ingresso riservato ai soci Arci

Dove e quando

Spettacoli - Teatro per tutti
Spettacoli - Il Teatro de' Servi riparte il 24 settembre