Come un'incomprensibile stella in un'incomprensibile oscurità

Continua al Teatro Due Roma il viaggio nella drammaturgia contemporanea con il progetto a cura di Roberta Azzarone "Cantieri contemporanei" che ha ricevuto il patrocinio dell'Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico.

Dal 10 al 14 gennaio è la volta della ri-elaborazione dell celebre "Il castello" di Kafka ad opera della giovanissima regista Francesca Caprioli

Attualissimo il signor K. kafkiano imbrigliato in un sistema-Stato burocratizzato all'inverosimile che lo fagocita, lo ingloba e del quale è impossibile comprenderne i meccanismi perversi.

Da qui parte la riflessione della regista:

"Regina reginella quanti passi devo fare per arrivare al tuo castello?".

Il castello delle canzoni popolari, il castello di sabbia, il castello di carte, il castello di Kafka.

Che cosa c'è dietro queste torri? Perchè lo cerchiamo così avidamente?

Un uomo che cerca disperatamente di capire le catene che lo legano ad un sistema che non comprende. Un sistema che lo guarda e non lo riguarda, che è fatto di immagini e non immagina, che produce segreti fatti di carta e uomini di ferro.

"E' la vita che è diventata servizio, o il servizio che è diventato la vita?". Questa è la domanda di K. Questa è la domanda che facciamo al pubblico.

Fino a che punto la società si sta nutrendo della nostra identità, fino a che punto possiamo permettere a questo "castello" di mangiarci pezzo dopo pezzo? Quanto ci costa il sacrificio? Quanto ci piace? Quanto è diventato parte fondante della nostra vita?

da F. Kafka

drammaturgia e regia di Francesca Caprioli

con Gabriele Abis, Gabriele Anagni, Simone Borrelli, Laurence Mazzoni, Eleonora Pace, Paola Senatore, Flavio Francucci


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