Una storia cupa che si svolge sotto l'opprimente cielo pietroburghese

Era una storia cupa, una di quelle storie cupe e tormentose che così spesso e senza farsi notare, quasi in segreto, si svolgono sotto l'opprimente cielo pietroburghese, negli angiporti oscuri, nascosti, di un'enorme città, in mezzo al fervere stravagante dell'esistenza, all'egoismo ottuso, agli interessi in contrasto tra loro, alla cupa depravazione, ai delitti reconditi, in mezzo a tutto questo inferno di una vita insensata e anormale…

Ma questa storia è ancora di là da venire…

(Fedor Dostoevskij)

Rodion Raskolnikov, un giovane ex studente, altero, superbo, che vive in una cupa Pietroburgo in condizioni di estrema indigenza, deciso ad uscire dal terribile stato di povertà, influenzato dall'idea che un'azione abietta può essere reputata giusta se fatta per un bene superiore, decide di uccidere una spregevole usuraia.

L'omicidio, però, causerà una seconda vittima: la mite Lizaveta, giovane sorella della turpe usuraia, capitata sulla scena del delitto al momento sbagliato.

Il duplice omicidio è l'inizio di un vortice di cupa angoscia e rimorso per Raskolnikov, di un delirante incubo, di pentimenti, tormenti intellettuali e solitudine.

Dal 1 al 5 maggio 2019, al Teatro in Portico di Roma, l'imperdibile ed emozionante adattamento di un capolavoro assoluto della letteratura.  

Riduzione teatrale e regia di Antonello Gualano

Con:

Daniele Di Martino

Nicoletta Conti

Greta Civitareale

Danilo Fiorentini

Antonello Gualano

Francesco Vitiello

Disegno Luci: Luca Pastore

Musiche ed effetti sonori: Fabio Lombardi


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