Una serata musicale con il Quartetto Nuovo

Domenica 7 ottobre (ore 18) al Teatro del Lido il Quartetto Nuovo – progetto musicale nato dalla felice fusione d'intenti di Giovanna Marini, Michele Manca, Flaviana Rossi e Patrizia Rotonda – canta e racconta, con passione e ironia, la storia comune d'Italia con E ADESSO? CANTATA PER FALCONE E BORSELLINO.

In scena i quattro cantori, tre voci femminili e una maschile, si uniscono in una polifonia ricca di colori vocali che vanno dal terrigno all' aulico, via via raccontando di amore fra un padre e la sua figlioletta o di minatori o di scioperanti e anche di stragi che hanno sconvolto il Paese come la perdita di eroiche figure della nostra storia civile quali i due grandi giudici Falcone e Borsellino. Storie di guerra e di pace, storie da conoscere per crescere in consapevolezza e per vivere civilmente senza sopraffazioni e prepotenze.

Uniti da anni di ascolto e studio dei modi contadini nella Scuola Popolare di Musica di Testaccio a Roma, il Quartetto Nuovo si è messo in questi anni a disposizione delle associazioni e delle persone appassionate di canto polifonico e narrativo, dando vita a concrete occasioni di incontro che hanno permesso la creazione di momenti sociali fondanti in cui divertirsi, partecipare, ascoltarsi l'un l'altro e – letteralmente – cantare assieme.

Cantare assieme è una pratica antica. Il Quartetto Nuovo sceglie di utilizzarla portando l'esperienza e il vissuto dei quattro cantori al servizio di un concerto che diventa un momento collettivo di racconti e di esperienze vitali, dando al pubblico la possibilità di riconoscersi negli eventi cantati: «Trovo che sia importante raccontare cantando anche su argomenti non leggeri ma purtroppo fatti tragici quotidiani nella nostra vita, che ci procurano angoscia e che viene voglia di spazzare via per dormire tranquilli – così si esprime Giovanna Marini – La musica mette a portata di mano, e fa digerire per poi poterci ragionare, cose assurde come la morte in mare di migliaia di persone innocenti, famiglie intere, bambini, o le stragi di mafia o gli incendi ai camper dei Rom con dentro bambini che bruciano».

I personaggi descritti e celebrati diventano allora compagni di viaggio, i ricordi e le memorie personali una storia condivisa. Così, mentre il Quartetto canta e racconta, si diverte e commuove, rivivono nella testa di tutti le storie accadute negli anni recenti e meno recenti della storia italiana, gli stessi che hanno scosso il sentire comune di tanta gente, l'hanno mobilitata, a volte l'hanno fatta scendere in piazza: «Raccontiamolo cantando – prosegue Giovanna Marini – questa diventa la nostra tragedia, il nostro epos allo stesso tempo, perché insieme dobbiamo anche raccontare che molta gente è colpita a morte proprio perché gente straordinaria, eroica, che si erge contro il male per salvare il paese, esattamente come gli antichi eroi delle grandi epopee greche». E intanto le voci dei cantori si intrecciano in una polifonia ricca di colori vocali, che sfidano i confini dei generi musicali per costruire un amalgama armonico che si spinge dai toni più popolari e terrigni fino alla solennità dei canti più aulici. Sono storie di guerra e di pace, storie che servono tanto ai figli e ai nipoti quanto ai padri e alle madri per crescere e acquisire consapevolezza del proprio tempo: «Il pubblico partecipa, segue e a volte si unisce nel canto. E così svolgiamo questo rito laico che ci rende più maturi. E forse vicini ad una certa spiritualità libera che nei momenti difficili aiuta a vivere».


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