Uno studio accurato sul significato della pazzia

La vicenda narra di un nobile del primo '900 che prende parte ad una cavalcata storica in costume dell'epoca nella quale impersona l'imperatore di Germania, Enrico IV. Alla messa in scena prendono parte anche Matilde di Spina, la donna di cui è innamorato, ed il suo rivale in amore, il barone Belcredi. Quest'ultimo durante la cavalcata, punge da dietro il cavallo facendo disarcionare Enrico IV che nella caduta batte la testa e al suo risveglio si convince di essere realmente il personaggio storico che stava impersonando. La commedia verrà rappresentata prima a Roma al Teatro Lo Spazio dal 12 al 15 marzo e poi a Mosca il 26 marzo su invito dell'Istituto Italiano di Cultura.
La commedia è prodotta dall'Associazione Culturale G.T.M. per la regia di Mino Sferra che ha curato anche l'adattamento del testo e interpreterà anche Enrico IV. Gli altri interpreti sono: Max Russo, Federica Sarti, Giancarlo Loffarelli, Paola Barini, Matteo Contu, Claudio Bellisario, Gianluca Mura, Michele Calabretta e Lorenzo Sferra.
Musiche: Fabio Lombardo, costumi: Raffaella Tirelli, scene: Salvatore Liistro, fonica e aiuto regia: Serena Parissi.
Note del regista:
Perché l'Enrico IV di Luigi Pirandello? Perché il testo è geniale, un capolavoro metateatrale profondamente filosofico, uno studio accurato sul significato della pazzia, un tema molto caro all'autore. Il complesso rapporto tra personaggio e uomo, sempre in bilico tra verità e finzione. Enrico IV è anche una metafora sull'uomo moderno con tutte le sue problematiche e tutte le sue frustrazioni. Un personaggio che mi ha sempre affascinato, perché scava nel profondo dell'essere umano, mescolando pazzia, lucidità e recitazione, ma anche utilizzando e adattando quella maschera a seconda delle situazioni in cui l'uomo si trova. La mia regia fa da ponte tra l'ironia e la drammaticità di cui il testo si nutre, una sorte di doppio gioco tra l'autore e i personaggi.


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