Un manifesto sulla condizione perenne dell'attore ed un inno d'amore totale per questo mestiere stupendo che è "l'essere attore"

Uno spettacolo poetico, divertente, struggente che parla dei sogni, dei drammi e delle gioie malinconiche dell'uomo attore.

Due comici romani dei nostri giorni, si trovano carcerati in una segreta di un maniero medievale, catturati come eretici, stregoni e figli del Demonio, dalla Santa Inquisizione.

Sono in attesa di un processo farsa che già li vede condannati a morte tramite rogo. L'assurda vicenda, tra incubo e realtà, porta i nostri protagonisti a confrontarsi sull'intima essenza del lavoro dell'attore.

Fino alla decisione di affrontare la fine con dignità rivoluzionaria, consapevoli del loro ruolo di vittime sacrificali per la salvezza dell'arte teatrale.

Fra battute e drammi vissuti o rivissuti, l'umana natura dei due personaggi rimpie l'angusta cella dove sono rinchiusi, di grande energia comica e di tensione drammatica, fino al colpo di scena finale che poeticamente accarezzerà i cuori degli increduli spettatori.

Diretto da Paolo Perelli

con Fabio M. Frati, Paolo Perelli

Musiche: Antonio Marcotullio

Scenografie: Giovanni Berlini

Costumi: Luana Santachiara

Foto di scena: Danilo Giovannangeli

Film Art Director: Roberto Palmerini

Organizzazione: Francesco Perelli

Diffusione evento: Luca Santachiara


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