I moti di Reggio Calabria del 1970 e l'assassinio di 5 anarchici

Nel 2020 ricorrerà il primo cinquantenario della nascita delle Regioni. Lo spettacolo racconta le violenze che accaddero a Reggio Calabria 50 anni fa, nel 1970, quando il popolo di Reggio Calabria protestò occupando strade e ferrovie, contro la decisione di nominare capoluogo della regione Calabria la città di Catanzaro, che contava soli settantamila abitanti, e non quella di Reggio Calabria che ne contava centosettantamila. Molti furono i morti e molti i feriti e quei fatti rappresentano ancora oggi, una ferita aperta per tutto il Mezzogiorno d'Italia, la più grande rivolta popolare italiana dal dopoguerra a oggi. Il testo narra inoltre come quegli accadimenti si innestarono con il tentativo di impossessarsi del potere, da parte di un pezzo della destra italiana guidata da Junio Valerio Borghese, che arriverà ad occupare la RAI e addirittura a tentare l'occupazione armata del Parlamento italiano. Cinque giovani anarchici calabresi erano riusciti a capire e documentare il progetto politico militare di Borghese e si recano a Roma per denunciare i fatti all'avvocato Di Giovanni che aveva collaborato alla contro-inchiesta sulla Strage di Piazza Fontana. Sull'autostrada del Sole, nei pressi di Ferentino, furono uccisi in un misterioso incidente stradale provocato da due camionisti assoldati dallo stesso Borghese.

La notte del 26 settembre 1970 morirono sull'autostrada del Sole fra Ferentino ed Anagni, alle ore 23,25, in uno scontro con un autotreno, cinque giovani che si recavano a Roma per portare ad un avvocato "carte e documenti segreti" che avrebbero fatto capire gli autori reali dell'attentato al treno "La Freccia del Sud", avvenuto il 22 luglio dello stesso anno, all'altezza di Gioia Tauro, in cui persero la vita sei persone. 

Entrambi gli episodi furono frettolosamente archiviati dalla Magistratura come "incidenti", molti invece continuano a scrivere che quei fatti definiti "incidenti" furono, viceversa, veri e propri "attentati" con cui si mirava a destabilizzare l'ordine sociale e a mettere a tacere ragazzi scomodi che avevano intuito i manovratori reali dei Moti di Reggio Calabria che, approfittando della battaglia dei reggini, miravano a conquistare l'Italia con la forza.

Centro Mediterraneo delle Arti Presenta

EVVIVA MARIA 

I moti di Reggio Calabria del 1970 e l'assassinio di 5 anarchici

di Ulderico Pesce 

con

Lara Chiellino


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