Dal 12 al 15 marzo 2026 il Teatro Tordinona di Roma ospita "Federico García Lorca – Il poeta della libertà", monologo di e con Ornella Giusto, dedicato a una delle figure più intense e luminose della letteratura del Novecento.
Lo spettacolo, che ha già partecipato la scorsa estate con grande successo al 45° Festival La Versiliana, è un viaggio teatrale ed emotivo dentro l'universo umano e poetico di Federico García Lorca. In scena, una donna dà voce al poeta, ne attraversa i pensieri, le passioni e le ferite, restituendo al pubblico un racconto intimo, vibrante, costruito come una confidenza sussurrata. Non si tratta semplicemente di una narrazione biografica, ma di un'immersione nella sua anima artistica, dove parola, musica ed emozione si intrecciano senza filtri.
Le poesie di Lorca, recitate in lingua spagnola e italiana, dialogano con la musica, elemento centrale della drammaturgia, che accompagna e amplifica la tensione poetica dello spettacolo. L'atmosfera è arricchita da richiami alla cultura andalusa e da un delicato accenno al flamenco, evocando quel mondo di suoni, ritmo e memoria che tanto ha influenzato l'opera del poeta.
Il filo conduttore è la libertà, tema universale e bruciante, che attraversa la vita e la scrittura di Lorca: libertà di esistere, di amare, di esprimersi, di essere pienamente sé stessi. Una libertà che nello spettacolo diventa parola viva, carne teatrale, respiro condiviso con il pubblico.
Lo spettacolo, della durata di circa 1 ora e 15 minuti, ha già riscosso grande successo di pubblico in diverse piazze italiane, tra cui Sicilia e Toscana, dove è stato accolto con entusiasmo e partecipazione.
Ornella Giusto racconta così la genesi emotiva del progetto: "Ho visitato Fuente de las Lágrimas, conosciuta anche come Fuente Grande, un luogo profondamente suggestivo tra Víznar e Alfacar, nella provincia di Granada. Alfacar è un piccolo paese immerso in una bellezza naturale quasi silenziosa, ma attraversato da una memoria storica intensa. È impossibile trovarsi lì senza sentire il peso di ciò che rappresenta: secondo la tradizione, proprio in quei luoghi Federico García Lorca fu fucilato il 18 agosto 1936, durante la Guerra Civile Spagnola.
Ricordo una nebbia fitta, quasi irreale, che avvolgeva la Fontana delle Lacrime. Quella nebbia rendeva tutto ancora più sospeso, più cupo, come se il paesaggio stesso custodisse e raccontasse la tragedia. In quel silenzio ho provato una sensazione molto forte, intima, come se Lorca fosse ancora presente attraverso la sua poesia. È stata un'esperienza intensa e personale, che mi ha avvicinata ancora di più alla sua anima artistica e umana. In quel luogo ho compreso, con maggiore profondità, quanto la sua poesia sia viva, necessaria, capace di attraversare il tempo."
L'appuntamento è al Teatro Tordinona, in Via degli Acquasparta 16, Roma, dal 12 al 15 marzo 2026, alle ore 21:00, con replica domenicale alle ore 18:00.
Per informazioni e prenotazioni: 06 7004932.
"La poesia è qualcosa che si sente dentro come il sangue che ti batte nelle vene."
Federico García Lorca
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