Spettacolo vincitore del premio i Teatri del Sacro 2013

Vincitore del premio I Teatri del Sacro 2013, FIGLIOL PRODIGO, scritto da Marco Maltauro e Pier Paolo Fiorini, interpretato da Giorgio Colangeli, Giovanni Scifoni e Patrizia Romeo, debutta al Teatro Quarticciolo sabato 20 dicembre 2014.

La parabola del figliol prodigo è un racconto misterioso, scandaloso, violento. Un racconto che, in realtà, non conosciamo ancora, perché il suo culmine e il suo abisso, al pari delle altre parabole, è inconoscibile. Lo spettacolo vuole interrogare fino in fondo la parabola, farla risuonare e riverberare, fletterla alle sue estremità, in sospensione tra mito, archetipo e messaggio morale, fino a renderla un’esperienza nuova per gli spettatori, chiamati non solo a meditare, ma a scandalizzarsi ancora. Un titolo da fiaba, per uno spettacolo che racconta una storia senza tempo.

Note di Marco Maltauro

Raccontiamo l’arcinota parabola evangelica, la cui trama originale è già un ordigno drammatico: il conflitto di un figlio ribelle conto il padre e la famiglia, il suo viaggio attraverso i piaceri del mondo, la carestia, la disgrazia, il suo ritorno a casa con la speranza di essere assunto come servo, e infine il colpo di scena: l’abbraccio del padre. Su questo straordinario soggetto, che riassume potentemente la novità e lo scandalo della predicazione di Cristo, un’idea illimitata di amore, si sviluppa lo spettacolo. La parabola del figliol prodigo è un racconto misterioso, scandaloso, violento – Un racconto che, in realtà, non conosciamo ancora, perché il suo culmine e il suo abisso, al pari delle altre parabole, è inconoscibile. Lo si può solo rappresentare -lasciando affiorare l’ambivalenza del rapporto tra i personaggi e lo scandalo del perdono finale. E’ un racconto che sconfina dai nostri limiti, dal nostro senso comune, dal nostro modo di intendere l’equità e la giustizia – dalla nostra comprensione del perdono come perfezione di un dono inaudito. Lo spettacolo vuole interrogare fino in fondo la parabola, farla risuonare e riverberare, fletterla alle sue estremità, in sospensione tra mito, archetipo e messaggio morale, fino a renderla un’esperienza nuova per gli spettatori, chiamati non solo a meditare, ma a scandalizzarsi ancora. La storia si svolge in 70 minuti di spettacolo e conserva il titolo della tradizione, che rimanda a tanta iconografia.

Marco Maltauro

diplomato all’Accademia “Silvio D’Amico” di Roma, ha iniziato giovanissimo a lavorare come attore in compagnie primarie, recitando da protagonista al teatro Eliseo in “Uno sguardo dal ponte” e “Les laisons dangereuses” per la regia di Calenda, e “La figlia di Iorio” e”Fedra” regia di Salveti, “Francesca da Rimini” e “Fiorenza” regia di Trionfo e in molti altri spettacoli. In televisione come protagonista accanto a Rossella Falk in “La porta chiusa”. Ha iniziato poi la sua carriera di autore e regista, dirigendo attori di calibro, come Mario Scaccia, Manuela Kustermann, Milena Vukotic, Giorgio Colangeli, Giovanni Scifoni. Ha scritto “La vera storia dei Beatles” e “Pirandhorror”, in scena al Teatro Nazionale di Roma, “American Dante” in scena al teatro Belli di Roma, e molte altre pièce; è stato regista de “Il Gabbiano” di Cechov, “Casa di Bambola” di Ibsen (al Teatro Nazionale di Oslo), “Il bello indifferente” di Cocteau, “La conversazione continuamente interrotta” di Flaiano. E soprattutto ha diretto (scelta ardua in Italia) testi di nuovi autori italiani. E’ stato regista radiofonico in più occasioni, è ha scritto e diretto una lunga sitcom per Stream-Sky dal titolo “Speak and Splatter”. E’ un idealista e ne paga le conseguenze.

Giorgio Colangeli

Dopo essersi laureato in Fisica Nucleare comincia l'attività dell'attore nel 1974, In trent'anni di carriera teatrale ha lavorato con artisti come Gassman, Olmi, Lizzani,Calenda, Pugliese. Noto al grande pubblico per le splendide interpretazioni cinematografiche e televisive, tra le tante ricordiamo: Pasolini, un delitto italiano, di Marco Tullio Giordana, e La cena, di Ettore Scola, per cui vince il Nastro d'Argento, come miglior attore non protagonista, L'aria salata, regia di Alessandro Angelini, per cui vince il David di Donatello 2007, come miglior attore non protagonista. E inoltre: Il Divo di Paolo Sorrentino, Marpiccolo di Alessandro di Robilant, La doppia ora, Ce n'è per tutti , Alza la testa con Sergio Castellitto, La nostra vita di Daniele Luchetti, La banda dei Babbi Natale di Paolo Genovese, Romanzo di una strage di Marco tullio Giordana, 100 metri dal Paradiso di Raffaele Verzillo. Tra gli ultimi lavori cinematografici: Per sfortuna che ci sei regia A.M. Federici e Se chiudo gli occhi non sono più qui regia V. Moroni. Mentre per la tv ricordiamo: Rino Gaetano con Claudio Santamaria, Liberi di giocare con Pierfrancesco Favino, I liceali, il delitto di via Poma, il mostro di Firenze, Trilussa.

Giovanni Scifoni

Diplomato presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico nel 1998, compie tournée teatrali con artisti della scena nazionale: Paolo Poli, Roberto Guicciardini, Sebastiano Lo Monaco, Patrik Rossi Gastaldi, Lorenzo Salveti, Pino Manzari, Massimo Foschi, Maddalena Crippa, Marco Maltauro e molti altri. Scrive monologhi narrativi e commedie, da quattro anni porta in scena in tutta Italia con grande successo il monologo giullaresco “Le ultime sette parole di Cristo (minestra di fede per cialtrone e strumenti antichi)” premio “golden Graal 2011”, e attualmente anche il suo nuovo lavoro: “Guai a voi ricchi (papà era cattocomunista)” vincitore del premio “i teatri del sacro 2011” e del premio “Teatro per la memoria 2012”. Debutta al cinema in “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana. È protagonista e co-protagonista in numerosi film tv come "Il Commissario Vivaldi" di Luciano Odorisio, con Lando Buzzanca, “Mio figlio”, “Io non dimentico”, “Un medico in famiglia”, “L’ultimo papa re” con Gigi Proietti e altre produzioni Rai e Mediaset. Prossimamente su Raiuno protagonista nel film-tv “La tempesta” di Fabrizio Costa con Nicole Grimaudo e Ennio Fantastichini, e nel film-tv “A testa alta, I martiri di Fiesole” di Maurizio Zaccaro. Attualmente è sul set di “Un cuore matto” con Gigi Proietti e a teatro con “Molto rumore per nulla” di W. Shakespeare, regia Giancarlo Sepe.

Patrizia Romeo

Diplomata alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano sotto la direzione di Giorgio Strehler. Dal ’92 al 2000 collabora con diverse compagnie teatrali, diretta tra gli altri da Glauco Mauri, Maurizio Scaparro, Antonio Syxty, Kuniaki Ida, Francesco Giuffré, Marco Carniti, Eimuntas Nekrosius. Collabora con Marco Baliani e Maria Maglietta ne La seconda vita di Francesco d’Assisi e Francesco a testa in giù. Nel 2003 fonda a Roma Psicopompo Teatro con Luisa Merloni e Manuela Cherubini, tra i vari spettacoli ricordiamo: Artemisia da Anna Banti, Hamelin, di Juan Mayorga (Premio UBU 2009) e Bizarra di Rafael Spregelburd (Premio UBU 2010), Estremistan – Cartoline dall’Italia. Significativi gli incontri con l’attrice e regista francese Frederique Loliée, per lo spettacolo Luisa è pazza, di Leslie Kaplan, e con Giorgio Barberio Corsetti, ne Il castello, di Franz Kafka. Dal 2007 affianca come assistente Letizia Quintavalla, all’interno del progetto Malkia (2005- 2011 Amref/Teatro delle Briciole) con i ragazzi e le ragazze di strada di Nairobi in Kenya. E’ attualmente impegnata nel progetto “PAROLE E SASSI - la storia di Antigone in un Racconto-Laboratorio per le nuove generazioni” con la direzione artistica di Letizia Quintavalla.


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