Approda mercoledì 31 agosto a Roma la fase finale di Ahi, serva Italia! – Dante visto da Shakespeare, prima competizione teatrale interamente basata su un romanzo, da rappresentare in strade e piazze delle città d'arte della penisola.

L'iniziativa, curata dal Festival Dantesco e patrocinata tra gli altri dalla Società Dante Alighieri e dalla Fondazione Luigi Einaudi, è ora nella fase decisiva che coinvolge artisti ed ensemble teatrali con esibizioni dal vivo.

Il concorso è basato sull'omonimo libro di Monaldi & Sorti (Solferino Editore), ogni esibizione è tratta o ispirata da passi del romanzo teatrale-narrativo, e può vantare due sostenitori d'eccezione: il regista Pupi Avati, che ha lodato lo «sguardo sacrale» di Monaldi & Sorti, e l'attrice Monica Guerritore, che li ha definiti «direttori artistici della pagina scritta».


Il teatro di strada è uno dei temi caratteristici nel romanzo ispiratore del concorso. In tutte le località coinvolte, gli spettacoli della finale sono subito riconoscibili grazie alle quinte con le figure inconfondibili di Dante e Shakespeare.

Dante e la Divina Commedia diventano protagonisti di un dramma di Shakespeare, rappresentato in brevi spettacoli di circa 15 minuti di durata, replicati nel corso della giornata, secondo la formula del teatro di strada in tutta la sua ricchezza espressiva: attori, musicisti, acrobati e anche figure peculiari dell'arte popolare come cantastorie, con tanto di teloni dipinti, e uomini-orchestra. La tipologia di partecipanti è straordinariamente varia: ci sono anche compagnie teatrali già rodate, o singoli attori di teatro, e perfino ensemble shakespeariani che usciranno in strada per l'occasione.

Tra l'inaugurazione a Firenze l'8 agosto, città natale di Dante, dove il Comune ha tenuto un discorso d'apertura e la chiusura a Ravenna il 2 settembre alla tomba del Sommo Poeta, questo "giro d'Italia" si è snodato finora da Verona a Vibo Valentia, toccando varie regioni, dalla Liguria alla Campania, tra grandi città e preziosi borghi storici come Assisi. È il turno ora di Roma, che sarà seguita a ruota da Cagliari prima dell'epilogo ravennate.
Nella Capitale, mercoledì 31 agosto gli attori Matteo Cirillo, Alessandro Di Somma (conosciuti per "I Nasoni", show itinerante tra le periferie di Roma) e Diego Migeni, con musiche dal vivo di Claudio Cirillo, metteranno in scena la celebre vicenda del Conte Ugolino, fatto rinchiudere dall'arcivescovo Ruggieri nella torre della Muda a morire di fame con i figli. La tragica vicenda viene vista da vicino, nelle pieghe nascoste fra i versi del 33° Canto dell'Inferno, in un adattamento di Elisabetta Fiorito da Ahi, serva Italia! di Monaldi & Sorti. Nel romanzo del duo - rovesciando i ruoli nell'Amleto, dove il giovane principe danese fa dare uno spettacolo per provocare lo zio assassino di suo padre – durante il battesimo della piccola Antonia Alighieri, figlia di Dante e Gemma Donati, il sulfureo cugino di Gemma, il potente Corso Donati, offre in dono un provocatorio spettacolo teatrale (ricalcato su quello shakespeariano) sulla morte per fame del conte Ugolino e dei suoi figli. Il tutto, con la perfida intenzione di schiaffeggiare il Poeta col proverbio biblico, che è un leit-motiv del libro, "le colpe dei padri ricadono sui figli".  
E siccome le nere, spoglie mura della torre carceraria, in cui Ugolino della Gherardesca sbranò per fame i cadaveri dei propri figli, male si accorderebbero con le bellezze romane open air, è stato scelto a sorpresa, per la "prima" dello spettacolo, un luogo altrettanto scabro: Fortezza Est, un nome che già da solo evoca la fosca vicenda. Si trova a poca distanza da un'altra torre, che poi è il Mausoleo di Sant'Elena, comunemente detto Tor Pignattara, ed è un teatro-libreria: tra le nude pareti del teatro si rende al meglio l'atmosfera della fatale prigionia del conte Ugolino. Si inizia dunque da qui, a sorpresa per un concorso da svolgersi in "siti del patrimonio artistico e paesaggistico", ma molto in linea con la fatale prigionia di Ugolino e dei suoi sventurati figli. Dove e quando poi i finalisti romani replicheranno il loro Ugolino shakespeariano alla scoperta della Roma medievale e claustrofobica - fatta di cunicoli sotterranei, antiche cloache, catacombe e altri tesori sepolti, oppure anguste torri come quella della Casa di Dante a Trastevere o, ancora, il carcere Mamertino e, perché no, la stessa Tor Pignattara - lo scopriranno quanti mercoledì 31 agosto andranno a Fortezza Est. Gli altri dovranno attendere la produzione del docufilm del Premio.
Appuntamento dunque a Roma, mercoledì 31 agosto ore 21:30 a Fortezza Est, Via Francesco Laparelli, 62.
Premiazione a Roma il 14 settembre, anniversario della morte di Dante, presso il Globe Theatre, luogo shakespeariano per eccellenza della capitale, con un banchetto nello stile del Trecento fiorentino.

Monica Guerritore ha commentato: «L'incontro tra Dante e Shakespeare funziona: Shakespeare ci mostra come le passioni agitino l'uomo sulla terra, e Dante quale direzione invece gli fanno prendere nell'aldilà. Qui in Ahi, serva Italia! si fa questo doppio viaggio, nella lingua di Shakespeare e nella vita e nelle opere di Dante».

«Gli spettacoli di piazza sono nel DNA sia della Commedia che del teatro elisabettiano», spiegano Monaldi & Sorti, tradotti in 26 lingue e definiti in Francia da L'Express «gli eredi di Umberto Eco» e in Germania.

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