Il viaggio segreto della musica. 17a edizione

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA - CENTRALE PRENESTE - BIBLIOTECHE DI ROMA

FLAUTISSIMO 2015 - ALTRE ARTI

Dopo i tre giorni dedicati alla musica classica, dal 4 dicembre continua a Roma la diciassettesima edizione di Flautissimo, organizzato dall'Accademia Italiana del Flauto con la direzione artistica di Stefano Cioffi, festival nato come appuntamento cameristico nel 1991 e divenuto poi nel corso di sedici edizioni una manifestazione in cui il nucleo di concerti si è circondato di nuovi eventi multidisciplinari con incursioni nel teatro, nel melologo, nella video arte.

Il calendario prosegue con la sezione "Altre Arti" che si svolgerà presso la Centrale Preneste e le Biblioteche di Roma per concludersi il 22 dicembre al Teatro Studio al Parco della Musica.

Alla Centrale Preneste, il "viaggio" lungo la programmazione prevede gli spettacoli teatrali "Le Muse Orfane" (4 e 5 dicembre) del drammaturgo canadese Michel Marc Bouchard con la regia di Vito Mancusi interpretato da un cast di giovani diplomati del Centro Sperimentale di Cinematografia, la prima assoluta dello spettacolo tratto dal libro di Marco Lodoli, "Isole, una guida vagabonda di Roma" con Elena Radonicich (10 dicembre), "Viaggio alla fine del millennio" (11 e 12 dicembre) di Yehoshua, con la regia di Lisa Ferlazzo Natoli e la direzione musicale di Gabriele Coen.

Dal 14 al 19 dicembre la rassegna presenta quattro reading (tutti a ingresso gratuito) nelle Biblioteche di Roma: il 14 Fabio Traversa legge Il pomeriggio di un fauno – un flauto immaginario di Ennio Speranza (ore 11, Biblioteca Leopardi); nelle tre giornate previste alla Biblioteca Vaccheria Nardi, ancora i giovani neo diplomati del Centro Sperimentale di Cinematografia leggono: Viaggio in Italia di Guido Piovene (il 16 dicembre alle ore 11); Narratori delle pianure di Gianni Celati (il 18 dicembre alle ore 18); La strada di Cormac Mc Carthy (il 19 dicembre alle ore 11,30).

L'edizione 2015 si concluderà il 22 dicembre al Parco della Musica con lo spettacolo di Massimo Popolizio "Pilato", (tratto da Il Maestro e Margherita di Bulgakov) accompagnato dal vivo dalle musiche di Stefano Saletti.

Festival di particolare interesse per la vita culturale della Città 2014-2016, Flautissimo è realizzato con il sostegno di Roma Capitale in collaborazione con SIAE e con Biblioteche di Roma e Accademia di Santa Cecilia.

FLAUTISSIMO "ALTRE ARTI" - CINEMA TEATRO LETTERATURA (PROGRAMMA DETTAGLIATO

3 Dicembre 2015 – Centrale Preneste Teatro ingresso libero

ore 21 - Lotto 6a - una strada millenaria

un documentario di Stefano Cioffi

4 - 5 Dicembre 2015 – Centrale Preneste Teatro Biglietti 12 euro | ridotto 8 euro

ore 21 - Le Muse Orfane di Michel Marc Bouchard

regia di Vito Mancusi

con Marta Bulgherini, Marina Elena Savino, Barbara Petti, Edoardo Olivucci Vitangeli, Nicolas Zappa

Agustina Risotto Interlandi, Angela Pepi, Giulio Francesconi

Nel piccolo villaggio di Saint Ludger de Milot, in Québec, tre sorelle e un fratello si ritrovano per la prima volta insieme dopo svariati anni. Il pretesto per ritrovarsi è l'improbabile ritorno della madre che li aveva abbandonati vent'anni prima per seguire un bello spagnolo, poco dopo aver appreso della morte in guerra in Spagna del marito.

In quel frangente la "storia" della famiglia era stata riscritta con lo scopo di proteggere la più piccola delle sorelle, Isabelle. Ora è proprio lei, Isabelle, che obbliga tutti a riprendere contatto con la realtà. Questa potrebbe essere l'asciutta sinossi di questo testo, senza disvelare ciò che l'azione racconta sorprendendo lo spettatore.

I fatti sono collocati nel 1965, in un piccolo villaggio, isolato, culturalmente e socialmente, praticamente senza storia e non sfiorato dallo sviluppo economico, che pare aver trovato una dimensione comunitaria solo attraverso i codici di un fervore religioso e delle sue regole, spesso sfocianti in un ottuso bigottismo.

La messa in scena colloca l'azione in uno spazio più convenzionale e meno denotato realisticamente, traslando e rispettando i caratteri imposti dalla realtà su un piano maggiormente simbolico e universale.

Questo permette di concentrare l'attenzione sulle dinamiche relazionali dei quattro personaggi e sulle disfunzioni di una famiglia, che diventa patologica, arrestando e cristallizzando la crescita di ogni componente, sia per l'abbandono subito e le carenze affettive che per le verità celate.

10 dicembre 2015 – Centrale Preneste Teatro Biglietti 12 euro | ridotto 8 euro

ore 21 - Isole, una guida vagabonda di Roma (prima assoluta)

di Marco Lodoli

regia di Stefano Cioffi

con Elena Radonicich

Musiche di Caroli e Marchetti

Esiste una Roma che non compare in nessuna guida turistica, una città nella città fatta di inattesi frammenti di magia. Una Roma in cui la parola d'ordine è girovagare, dalla primavera all'inverno, sotto la pioggia e sotto il sole, con il naso all'insú o gli occhi ben piantati, in attesa di quelle scoperte che fermano il tempo e ripuliscono lo sguardo: il capolavoro meno visibile della storia dell'arte, una piazza affollata di poeti come un ascensore, l'elefantino del Bernini «con un obelisco sul groppone», il pavone che passeggia sulla Garbatella... Con Isole, Marco Lodoli ci invita a «scantonare» dalla vita di tutti i giorni, per imparare a riconoscere la bellezza e godersela, fino in fondo. In scena Elena Radonicich in questi giorni, protagonista insieme a Elio Germano, al cinema nel film Alaska

11 – 12 dicembre 2015 – Centrale Preneste Teatro Biglietti 12 euro | ridotto 8 euro

ore 21 - Viaggio alla fine del millennio di Abraham B. Yehoshua

regia di Lisa Ferlazzo Natoli

Direzione musicale di Gabriele Coen

con Tania Garribba

Gabriele Coen flauto, sax soprano, clarinetti

Stefano Saletti oud, chitarra

Una vela lascia la luminosa Tangeri per risalire la costa atlantica e inoltrarsi lungo la Senna verso Parigi, gelido borgo sperduto nel centro dell'Europa. Siamo nel'estate del 999, nel cuore di un continente ancora selvaggio e in fermento per l'approssimarsi dell'Anno Mille. Il ricco mercante ebreo Ben-Atar, in compagnia delle due mogli, il socio ismaelita Abu-Lufti e un rabbino andaluso, sono in viaggio per raggiungere il nipote Raphael Abulafia, ex socio d'affari, e la sua nuova moglie, una askhenazita che disapprova la bigamia del mercante maghrebino.

Un duplice processo dovrà giudicare Ben-Atar. Una parziale soluzione, inaspettata e drammatica, avverrà solo nel dolore e nella morte. Due realtà inconciliabili - la solare sensualità del Sud e l'austero rigore europeo - vengono a conflitto, incarnandosi in due modi di vivere, in due diversi codici all'interno di una fede comune.

"Viaggio alla fine del millennio" è uno splendido affresco, emblematico e per certi versi archetipico, intorno ai conflitti culturali fra il Nord e il Sud del mondo. E' giusto imporre le proprie idee e la propria morale? Si può vivere e condividere il mondo con un acerrimo nemico? Chi dovrebbe essere 'come me', è davvero in grado di capirmi o non è invece facilmente incline a condannarmi proprio per le mie scelte? Si possono amare due persone contemporaneamente?

Grazie a una scrittura attraente e minuziosa che ha il tempo lento di una traversata, con soste improvvise su attimi di vita quotidiana e paesaggi indimenticabili, Yehoshua mostra come l'immaginazione più della memoria sappia ricostruire le storie dell'anima umana, suggerendo che da elementi tanto fragili come l'amore e la speranza potrebbe sorgere un delicatissimo futuro.

Lisa Ferlazzo Natoli esordisce alla regia con le Tre sorelle di Cechov; è regista e interprete al Roccella Jazz Festival de Il canto d'amore e di morte dell'Alfiere; a RomaPoesia di Gente dal Ponte, dedicato alla Szymborska, su musiche di Gianluca Ruggeri; scrive e dirige La casa d'argilla per Teatro Due di Parma e Il Libro delle Domande per il Festival Garofano Verde. In questi anni nasce la compagnia lacasadargilla, da cui tutti muoveranno tutti i nuovi progetti. Esordisce nella lirica con La Bella Dormente nel Bosco di Ottorino Respighi; con il Teatro Vascello e il Centro Internazionale la Cometa dirige Ascesa e rovina della città di Mahagonny e Foto di Gruppo in un interno per ZTL / RomaEuropa. Progetta e dirige, con la compagnia e con Ruggeri, per il Teatro di Roma, gli spettacoli musicali del Festival Urania. Il Napoli Teatro Festival Italia nel 2010 le commissiona una riscrittura di Ascesa e rovina della città di Mahagonny dedicata alla città di Napoli. Per il Festival Contemporanea di Segni scrive e interpreta, sempre accanto a Ruggeri, Les Adieux parole salvate dalle fiamme, intorno alla poesia russa.

14 Dicembre 2015 – Biblioteca Villa Leopardi ingresso libero

ore 11 - Il pomeriggio di un fauno – un flauto immaginario

testo di Ennio Speranza letto da Fabio Traversa

"Il pomeriggio di un fauno" è soprattutto una fantasticheria, un gioco, una serie di riflessioni semi-serie che vedono quale protagonista il flauto. È forse un pretesto o un modo eccentrico per parlare del fascino di uno strumento che da millenni e millenni non smette di essere soffiato, adottato, suonato, nelle musiche più disparate e nei luoghi più diversi. E a narrare di questo fascino - raccontato dal testo di Ennio Speranza c'è Fabio Traversa che condurrà i bambini presenti alla scoperta del flauto e della musica con un modo diverso e invitante per avvicinarsi a uno strumento fascinoso e magico, ricco e poliedrico, presente in tutte le culture musicali del mondo.

16 Dicembre 2015 – Biblioteca Vaccheria Nardi ingresso libero

ore 11 - Viaggio in Italia

di Guido Piovene letto da Giorgio Cantarini

Cominciò da Bolzano il viaggio in Italia di Guido Piovene e proseguì regione dopo regione, città dopo città, fino a coprire ogni landa, anche la più dimenticata. Durò tre anni buoni. Un'impresa senza precedenti dalla quale scaturì un libro senza precedenti, scrupoloso come un censimento, fedele come una fotografia, circostanziato come un atto d'accusa. L'Italia che Piovene visitò e descrisse è quella degli anni Cinquanta, tra ricostruzione e boom economico e che dovrebbe apparire, a uno sguardo contemporaneo, antica e lontana. Invece non è così. Piovene riesce, come un antropologo, a far emergere dal suo viaggio il carattere nazionale, quello immutabile, che resiste alle mode e ai rovesci della storia.

18 Dicembre 2015 – Biblioteca Vaccheria Nardi ingresso libero

ore 18 - Narratori delle pianure

di Gianni Celati letto da Margherita Laterza

Queste storie, comiche e fantastiche, tristi o terribili, sulla valle del Po, mentre recuperano antiche forme narrative della tradizione novellistica italiana, sono un viaggio di ritorno alle fonti del narrare: cioè al "sentito dire che circola in un luogo o paesaggio". È una figura molto cara a Walter Benjamin, quella del narratore orale, che Celati ha cercato di riscoprire viaggiando e raccogliendo storie sulle rive del Po. Celebrando con le sue novelle questa figura in via di estinzione, Celati indica una degradazione ambientale che non riguarda soltanto i paesaggi, ma anche la facoltà di raccontare e di scambiarsi esperienze. Così queste sono altrettante parabole sulla nostra epoca, e costituiscono uno sforzo per ridare all'arte narrativa una credibilità che non sia soltanto letteraria.

19 Dicembre 2015 – Biblioteca Vaccheria Nardi ingresso libero

ore 11,30 - La strada

di Cormac Mc Carthy letto da Guglielmo Poggi

Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta una lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...

22 dicembre 2015 – Auditorium Parco della Musica Teatro Studio Biglietti 18 euro – ridotto 15 euro

ore 21- Pilato da Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov

con Massimo Popolizio

Musiche di Stefano Saletti, oud , bouzouki, percussioni, canto

con

Barbara Eramo, voce

Pejman Tadayon, flauti, ney

Massimo Popolizio porta in scena uno dei passaggi cruciali di "Il Maestro e Margherita": Ponzio Pilato. Si tratta del secondo capitolo del testo, vero e proprio romanzo nel romanzo in cui lo scrittore russo reinterpreta la massima disputa morale della tradizione occidentale, quella tra il procuratore di Giudea Ponzio Pilato e Jeshua Ha-Nozri, il Cristo di Bulgakov.

La voce narrante è di Pilato, un uomo dolorante, assillato, pieno di paure e incapace di celare tanto la propria insofferenza quanto lo straniamento provato sin dal primo incontro con quello strano uomo che gli è condotto innanzi.

Il maestro e Margherita, poderoso romanzo di Michail Bulgakov pubblicato tra il 1966 e 1967, è un'opera complessa, dal fitto intreccio carico di riferimenti, gravata dall'ombra della censura sovietica.

È il secondo plot del romanzo a raccontare i fatti del processo a Gesù che qui ha il nome di Jeshua Ha-Nozri. Un romanzo nel romanzo in cui Bulgakov interpreta la massima disputa morale della tradizione occidentale, che all'attore è parso subito «potesse vivere di vita propria».

«Quello che mi ha interessato – dice Popolizio – è il punto di vista umano di Pilato sulla vicenda, come una grande soggettiva» in cui il primo grande procuratore della storia appare fragile, dolente, assillato, pieno di paure che non riesce a nascondere.

«Sembra quasi in preda ad attacchi di panico, insofferente alla folla e tormentato da un'emicrania dovuta al sole alto di Gerusalemme». E anche l'incontro con Cristo, «non ha nulla di divino, ma ricorda casomai quello tra Dioniso e Penteo nelle Baccanti di Euripide».

Un incontro-scontro «tra chi vorrebbe andar via perché non ne può più di incontrare cialtroni e un fool misterioso, un utopista come Jeshua che lo inchioda e riesce a leggere le sue debolezze».

Lo spettacolo si giova delle musiche dal vivo composte da Stefano Saletti, che suona strumenti a corda arabi e greci accompagnato dalla voce di Barbara Eramo e ai flauti etnici di Pejman Tadayon, in una serie di brani che attingono anche alla tradizione greca ed ebraica.

Non un contrappunto ma una drammaturgia musicale che dialoga con il testo e che favorisce il passaggio tra i diversi piani del racconto.


Hai partecipato? Commenta ()

Novacomitalia Web Agency Roma