Un viaggio nei meandri più segreti della mente di una donna

Dopo i consensi ottenuti sul palco del Teatro Quirino di Roma lo scorso anno con Frida Kahlo, il ritratto di una donna, Alessia Navarro torna in scena con FOLLIA, il testo di Fabio Appetito diretto da Matteo Tarasco, in scena dal 2 al 6 maggio 2018 sempre sul palco del teatro diretto da Geppy Gleijeses.

Follia è un viaggio nei meandri più segreti della mente di una donna che ha attraversato il secolo danzando sul limitare dell'abisso. Una donna che incarna tre emblematiche figure della cultura del novecento: Alma Malher, compositrice e pittrice austriaca, Marina Cveteva, poetessa e scrittrice russa e Kiki de Montparnasse, modella francese. Donne poco conosciute a molti ma che tanto hanno dato alla cultura e all'arte dello scorso secolo.

A condurre per mano lo spettatore nella vita di queste tre importanti figure ci saranno le musiche realizzate da Stefano Mainetti eseguite dal vivo da Gilda Buttà al pianoforte, Luca Pincini al violoncello e con Pietro Biondi (voce off).

Uno spettacolo intenso che gioca su tre differenti piani di rappresentazione: il gesto dall'attrice sul palcoscenico; il suono, creato da un team di rumoristi dal vivo (Alvaro Gramigna Davide dell'Ariccia), in un'azione mimetica che amplifica foneticamente il gesto di Alessia Navarro; l'immagine, ripresa in diretta con telecamere a lato del palcoscenico e contemporaneamente proiettata su schermo cinematografico, al fine di evidenziare il gesto con dettagli e primi piani fondamentali alla comprensione del testo che rischierebbero di sfuggire allo spettatore.

Alessia Navarro ci porterà a conoscere i lati più veri, umani, bizzarri di tre donne che, attraverso le loro vite fuori dal comune, ci hanno lasciato un vero e proprio testamento sentimentale e hanno attraversato come schegge di luce il mondo dell'arte. L'attrice alla fine diverrà essa stessa una di loro: una donna rinchiusa in un manicomio immaginifico per non essersi accontentata di una vita soltanto.

Alma Malher combatterà contro la prigionia di possesso che, nell'arte come nella vita, Oskar Kokoschka ha esercitato su di lei. Marina Cvetaeva parlerà per l'ultima volta con Rainer Maria Rilke, il poeta che morì poche settimane prima del loro primo appuntamento e che poté amare solo epistolarmente. Kiki di Montparnasse parlerà di Parigi, di Hemingway e sognerà un corpo non costretto alla decadenza.

"Il nostro spettacolo, risultato omogeneo dei tre suddetti piani rappresentativi, si configurerà come una sorta di making-off in presa diretta" spiega il regista Matteo Tarasco, "una ibridazione tra radiodramma, video-clip e performance in un costante scambio dialettico da illusione ed elusione, nel senso antico di in-ludo ed ex-ludo, mettersi in gioco e contemporaneamente fuori gioco"

Follia

di Fabio Appetito

con Alessia Navarro

diretto da Matteo Tarasco

Musiche di Stefano Mainetti

Pianoforte Gilda Buttà

Violoncello Luca Pincini

Voce Off Pietro Biondi

Creatori di suoni dal vivo sul palco:

ACS:

Alvaro Gramigna

Davide dell'Ariccia

Assistente rumoristi Serena Mancarella

Mimi: Federico Nelli e Elisa Licciardi

Costumi Chiara Aversano

Spazio Scenico Ilaria Nomato

Ingegnere del suono Tiziano Stampete

Fonico Antonio Amore

Disegno Luci Marco Laudando

Assistente alla regia Marta Selvaggio

Produzione video Mv Pictures

Produzione esecutiva Uao Spettacoli

Ufficio stampa Rocchina Ceglia

Alma Mahler:

Viennese di nascita, fu una delle donne più influenti e affascinanti del secolo scorso. Compositrice, pittrice e scrittrice; moglie d'intellettuali e grandi artisti come il musicista Gustav Mahler, l'architetto Walter Gropius e lo scrittore Franz Werfel. Fu denominata musa del secolo, per la sua capacità di ammaliare, innamorarsi, risposarsi continuamente. Famosa fu la sua storia d'amore tormentata con il pittore Oskar Kokoschka che la ritrasse con impulso ossessivo. 

La sposa nel vento, celebre quadro del pittore, fu dipinto dopo che Alma gli disse: "ti sposerò dopo che avrai creato il tuo capolavoro." Quello fu il suo capolavoro, ma poco dopo lei lo lasciò.

Abbandonato e in preda alla disperazione, si fece costruire una bambola identica a lei, a mo' di feticcio. Non riuscì a sostituirla.

Ma l'amore è un senso di libertà primordiale, per questo, in Follia, Alma Mahler combatterà contro la prigionia di possesso che, nell'arte come nella vita, Oskar ha esercitato su di lei.

Marina Cveateva:

Nata a Mosca, è tutt'oggi considerata una delle poetesse russe più influenti. Dalla vita tormentata, combatté il regime staniliano attraverso la parola. Fu per questo costretta a fuggire prima a Berlino, poi a Praga e infine a Parigi. Prima di fuggire da Mosca, la miseria la costrinse ad affidare sua figlia in un orfanotrofio. Pochi mesi dopo venne a conoscenza della sua morte per denutrizione. I figli che nacquero successivamente non ebbero sorte migliore. Ebbe una relazione d'amore con Rainer Maria Rilke, soltanto epistolare. I due si scrissero per diverso tempo, si scambiarono lettere piene di speranza e desiderio di ricominciare. Si diedero un appuntamento per incontrarsi. Poche settimane prima del giorno stabilito, Rilke morì. 

Si impiccò, nell'agosto del 1941, lasciando un biglietto che scomparve negli archivi della milizia.

In Follia, Marina parlerà per l'ultima volta al suo amato, lasciandoci sognare un incontro che, oggi, starà avvenendo per l'eternità.

Kiki di Montparnasse:

Alice Prin, meglio conosciuta come Kiki, fu definita la Regina di Montparnasse. 

Di origini francesi, visse nell'effervescente Parigi degli anni venti, ispirando e facendo da modella per tutti gli artisti che lo desiderassero. Fece del suo viso e del suo corpo un lavoro, una libidine. Fu compagna di Man Ray per diversi anni. Lei la donna, di spalle e con le chiavi di violino, nel celebre Le violon d'Ingres del fotografo.

Provò a cantare, a dipingere ma non era portata per le arti. Decise di diventare essa stessa arte. Hemingway fu un suo caro amico, il solo a capirla negli anni in cui il suo corpo stava decadendo e così il suo lavoro. Scrisse di lei: "dominò l'epoca di Montparnasse più di quanto la Regina Vittoria non abbia dominato l'epoca vittoriana."

Bizzarra, a tal punto da avere un pesce morto come miglior amico, che chiamò Antoine.

Ricercata dalla Gestapo, si rifugiò a New York. A trentatré anni il suo copro era grasso, sfatto, a causa dell'abuso di alcol e di droghe. Soffrì la lontananza da Parigi, patì le pene di un corpo in disfacimento.

Follia, permetterà un ultimo momento di gloria a colei che, come ogni donna, vive nella certezza di essere desiderata.


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