La danza torna protagonista sui palcoscenici del Teatro di Roma

La danza torna protagonista sui palcoscenici del Teatro di Roma con la seconda edizione di G R A N D I  P I A N U R E, vetrina sulla coreografia contemporanea nazionale e internazionale affidata per un triennio al curatore Michele Di Stefano, coreografo, performer e fondatore del gruppo mk. 

Una rassegna/evento amplificata nel tempo – con una distribuzione degli appuntamenti all'interno della stagione teatrale dal 14 aprile al 9 settembre – e nello spazio – con una diversificazione dei luoghi, dalle sale di Argentina e India al Lido di Ostia per approdare agli spazi museali del Palazzo delle Esposizioni con un focus sulla performance.

Per questo secondo anno G R A N D I P I A N U R E propone agli spettatori un nuovo incontro con la danza: sguardi su opere e artisti al lavoro su pensieri e pratiche per una ridefinizione della coreografia come chiave di lettura della complessità del presente. Tra autori e formati dal respiro innovativo, la rassegna vuole confermarsi come appuntamento necessario per una riflessione non stereotipata sulla danza contemporanea e sul potenziale di senso che la ricerca coreografica sta costruendo. Su questa linea si declina una programmazione di eventi dal taglio antropologico, che pone in primo piano l'umano e il senso di appartenenza ad una comunità.

Una tessitura in danza, corpi e idee in movimento, restituita da scritture coreografiche e formati originali in dialogo con i linguaggi della scena – teatro, musica, performance, arti visive – attraverso una schiera di artisti-autori d'eccellenza e talenti italiani e stranieri: dal giovane Marco D'Agostin, già alla ribalta internazionale, con AVALANCHE (14 aprile/India); ai coreografi-registi tra i più autorevoli, Enzo Cosimi con il debutto in prima nazionale della nuova produzione GLITTER IN MY TEARS – AGAMENNONE (8-9 maggio/India) e Virgilio Sieni con le due acclamate recenti creazioni BACH DUET (2 giugno/Lido) e PETRUSKA (14 giugno/Argentina); dall'agitatore della scena francese, Olivier Dubois, con il suo strepitoso solo MY BODY OF COMING FORTH BY DAY (26-27 giugno/India); ad un artista italiano fra i più rivoluzionari del panorama europeo Alessandro Sciarroni con AUGUSTO (8-9 settembre/Argentina).

All'offerta di spettacolo si affianca un inedito format dalla creatività emergente e multidisciplinare, BUFFALO, prima edizione di una kermesse performativa (30-31 maggio e 1-2 giugno) pensata per gli ambienti museali del Palazzo delle Esposizioni con cui il Teatro di Roma avvia quest'anno una importante collaborazione sinergica e interdisciplinare. Gli spazi dell'Istituzione museale accoglieranno, infatti, artisti come: l'eclettica performer di origine cipriota Maria Hassabi; il collettivo artistico Kinkaleri con il riallestimento dello storico OTTO; il carismatico coreografo svizzero di origine greca Ioannis Mandafounis; la performer, già danzatrice con Forsythe, Roberta Mosca insieme all'artista multidisciplinare Canedicoda in una non-stop performativa di 24 ore; le giovani rivelazioni della nuova coreografia italiana Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi; infine Sigourney Weaver, duo di performer/musicisti formato da Biagio Caravano e Daniela Cattivelli.

G R A N D I P I A N U R E attiva inoltre una collaborazione con l'Istituto Svizzero di Roma, che il 6 giugno nel giardino di Villa Maraini presenta SOLO YOLO, una serata evento con performers svizzeri e italiani: Pamina de Coulon, Oliver Roth, Christelle Sanvee, Maria Violenza, Sequoyah Tiger, voci e corpi per nuovi versi sul presente.

Tutte creazioni che hanno per fondamento la ricerca e l'indagine corporea sulla capacità della danza di stimolare il dibattito sulla contemporaneità: «Grandi Pianure esprime un taglio non accademico e accoglie i contributi più disparati al discorso sulla danza e sulla coreografia, intesa come arte "espansa", capace di contenere in sé e di sintetizzare contributi provenienti da discipline diverse, non ultimo il pensiero scientifico e le ricerche della fisica contemporanea – afferma Michele Di Stefano – Tutta la rassegna è pensata per favorire processi di avvicinamento di un pubblico vasto alla danza contemporanea, puntando quest'anno in particolare su un contenuto antropologico, sulla capacità della danza di dissezionare aspetti della natura umana e sul senso di appartenenza ad una comunità. È una comunità diffusa e non specialistica quella a cui Grandi Pianure si rivolge, con il rigore implicito nella autorialità dei protagonisti della rassegna, che agiscono tutti sotto il segno vivo e cangiante della contemporaneità e si offrono allo sguardo senza riserve».

G R A N D I  P I A N U R E. IL PROGRAMMA

La rassegna prende il via domenica 14 aprile (ore 20) al Teatro India con l'opera di un giovane talento, già riconosciuto a livello internazionale, Marco D'Agostin, premio UBU 2018 come miglior performer under 35, con AVALANCHE, una riflessione sull'ossessione dell'accumulo, dell'archivio, dell'elenco di cose e fatti che amplifica a dismisura la percezione del corpo come custode della memoria.

Si prosegue mercoledì 8 e giovedì 9 maggio (ore 21) al Teatro India con il debutto del nuovo lavoro di uno dei coreografi più affermati della danza contemporanea, Enzo Cosimi, in prima nazionale con GLITTER IN MY TEARS - Agamennone, primo capitolo del progetto Orestea – Trilogia della vendetta (dedicato alle tre figure della tragedia – Clitennestra, Agamennone, Egisto). Una scrittura coreografica che fonde corpo e parola in un'unica partitura poetica sul tema dell'eroe, sulla sua mitologia e la sua solitudine di fronte ad un paesaggio ormai disfatto, sempre con acutezza psicologica e capacità di coniugare astrazione e sentimento, mondo digitale e classicità.

Una doppietta di spettacoli di raffinato rigore formale intriso di lirismo e dolente leggerezza è quella proposta da uno dei coreografi fra i più creativi e anticonvenzionali del panorama europeo, Virgilio Sieni in scena domenica 2 giugno (ore 19) al Lido di Ostia con BACH DUET, un territorio di danze sussurrate e liturgie gestuali, dal solo al quartetto, sui sentieri musicali di Bach per un incontro con la forza simbolica della danza; mentre venerdì 14 giugno (ore 21) al Teatro Argentina appuntamento con PETRUSKA, rilettura del capolavoro di Stravinskij ispirato alla tradizione russa della marionetta, una coreografia sulla nascita dell'uomo che trasmigra nei corpi dei sei danzatori, marionette tra l'umano e il non umano, metafora del passaggio sulla terra, della caducità umana, della ricerca dell'identità. Precede lo spettacolo la Lezione sul gesto condotta dall'artista.

Visionario e provocatorio, il grande coreografo francese Olivier Dubois approda mercoledì 26 e giovedì 27 giugno (ore 21) al Teatro India con MY BODY OF COMING FORTH BY DAY, un solo intimo per esplorare gli angoli della memoria del corpo e la sua capacità di figurarsi come opera d'arte. Un corpo che conserva movimenti, gesti, posizioni, sensazioni, ferite e cicatrici, un ammasso di gioie e dolori: un percorso coreografico e umano condotto dall'autore in solitudine e a stretto contatto con il pubblico.

Chiude la rassegna uno degli artisti italiani di più ampio successo internazionale con tournée in tutto il mondo, Alessandro Sciarroni, Leone d'oro alla Biennale Danza, che domenica 8 e lunedì 9 settembre (ore 21) presenta in collaborazione con Short Theatre al Teatro Argentina AUGUSTO, un'ardita ricognizione sul bisogno di sentirsi amati e sul dolore attraverso la messa a nudo di nove interpreti sulla rappresentazione dell'emozione, un ostinato meccanismo espressivo basato sulla risata ad oltranza, in omaggio alla figura "dell'Augusto" di matrice circense.

G R A N D I  P I A N U R E

BUFFALO

La diversificazione degli spazi e dei formati rende G R A N D I  P I A N U R E un corpus unico in dialogo con un pubblico più ampio e meno specializzato, spaziando attraverso ambienti diversi e favorendo un approccio interdisciplinare e intergenerazionale. Su questa linea emerge la novità più significativa della seconda edizione: BUFFALO, un contenitore inedito per gli ambienti museali del Palazzo delle Esposizioni che affianca la rassegna di spettacoli con un format di quattro giornate consecutive (30 e 31 maggio, 1 e 2 giugno). Performance articolate negli spazi dell'Istituzione con sconfinamenti nelle arti visive e musicali, dalla street culture internazionale alla cultura pop, dalla ricerca musicale contemporanea all'immaginario filmico. Nelle sale del Palazzo si alternano nomi storici della ricerca italiana, come Kinkaleri con il riallestimento per giovani interpreti del loro capolavoro OTTO (Premio Ubu 2002); giovani formazioni come Sigourney Weaver, duo eclettico di performer/musicisti (formato da Biagio Caravano e Daniela Cattivelli), con il debutto di WILLY WILLY in forma di concerto danzato, e la coppia Roberta Mosca/Canedicoda con MUSICA PER UN GIORNO, un progetto della durata di 24 ore che viene presentato solo una volta all'anno per un ciclo di 24 anni; la compagnia di Ioannis Mandafounis con ONE ONE ONE e NU, due creazioni site specific basate sulla comunicazione diretta con il pubblico; il lavoro della celebre Maria Hassabi, artista che ha saputo cogliere il legame tra coreografia e arti visive, ospitata tra gli altri al MoMa di New York e al Walker Art Center di Minneapolis; infine gli artisti rivelazione della coreografia italiana Panzetti-Ticconi con il progetto site specific JARDIN.

G R A N D I  P I A N U R E

IL CALENDARIO

14 aprile _ ore 20

Teatro India

Marco D'Agostin

AVALANCHE

8 - 9 maggio ore 21

Teatro India

Enzo Cosimi

GLITTER IN MY TEARS - Agamennone

prima assoluta

2 giugno _ ore 19.00

Teatro del Lido Ostia

Virgilio Sieni

BACH DUET

6 giugno _ dalle ore 18.30

Istituto Svizzero – Villa Maraini

Pamina de Coulon, Oliver Roth,

Christelle Sanvee, Maria Violenza, Sequoyah Tiger

SOLO YOLO        

14 giugno _ ore 21

Teatro Argentina

Virgilio Sieni

PETRUSKA

? 14 giugno _ ore 19.30

Lezione sul gesto

condotta da Virgilio Sieni

26 - 27 giugno _ ore 21

Teatro India

Olivier Dubois

MY BODY OF COMING FORTH BY DAY

8 - 9 settembre _ore 21

Teatro Argentina

Alessandro Sciarroni

AUGUSTO

30 - 31 maggio _ 1 - 2 giugno

Palazzo delle Esposizioni

BUFFALO

30 maggio

ore 16>20 Ioannis Mandafounis _ NU

ore 20.30 Ginevra Panzetti/Enrico Ticconi_ JARDIN

ore 21.30 Kinkaleri _ OTTO

31 maggio

ore 16>20 Ioannis Mandafounis _ ONE ONE ONE

ore 20.30 Sigourney Weaver _ WILLY WILLY

ore 21.30 Kinkaleri _ OTTO

1/2 giugno

ore 14>14 Roberta Mosca-Canedicoda

MUSICA PER UN GIORNO durata 24 h

2 giugno

ore 20.30 Maria Hassabi_TOGETHER anteprima

ore 21.30 Kinkaleri _ OTTO

G R A N D I  P I A N U R E

SCHEDE SPETTACOLI

14 aprile (ore 20) I Teatro India

Marco D'Agostin

AVALANCHE

di Marco D'Agostin

con Marco D'Agostin,Teresa Silva

suono Pablo Esbert Lilienfeld – luci Abigail Fowler

movement coach Marta Ciappina - vocal coach Melanie Pappenheim - direzione tecnica Paolo Tizianel

Coprodotto da Rencontres Choréographiques Internationales de Seine-Saint-Denis, VAN, Marche Teatro,

CCN de Nantes con il supporto di/supported by O Espaco do Tempo, Centrale Fies, PACT Zollverein,

CSC/OperaEstate Festival, Tanzhaus Zurich, Sala Hiroshima, ResiDance XL

Una creazione che, oltre ad essere la testimonianza di un giovane autore già alla ribalta della scena internazionale, offre la possibilità di riflettere sull'ossessione tutta contemporanea dell'accumulo, dell'archivio, dell'elenco di cose e fatti che amplifica a dismisura la percezione del corpo come custode della memoria. In Avalanche i due esseri umani protagonisti vengono osservati da un occhio ciclopico come antiche polveri conservate in un blocco di ghiaccio. Sono Atlanti che camminano all'alba di un nuovo pianeta, dopo essersi caricati sulle spalle la loro millenaria tristezza. Tutto quello che non è sopravvissuto agisce, invisibile, su tutto ciò che invece è rimasto e che viene rievocato come regola, collezione, elenco di possibilità. La danza si pone in una costante tensione verso l'infinito dell'enumerazione, alla ricerca accanita di un esito, di una risoluzione, interrogando la questione del limite e dunque, in ultima istanza, della fine. Gli occhi socchiusi, come a proteggere lo sguardo dalla luce accecante di un colore mai visto, afferrano l'abbaglio di un'estrema possibilità: una terra di sabbia e semi sulla quale qualcuno imparerà nuovamente a muoversi, dopo che anche l'ultimo archivio sarà andato distrutto.

8 _ 9 maggio (ore 21) I Teatro India

Enzo Cosimi

GLITTER IN MY TEARS - Agamennone

prima assoluta

regia, coreografia, scene e costumi Enzo Cosimi

interpreti e collaborazione alla coreografia e ai testi Alice Raffaelli, Giulio Santolini, Matteo De Blasio

testi Enzo Cosimi, Giulia Roncati, Genius P-Orridge

disegno luci Gianni Staropoli - colonna sonora a cura di Enzo Cosimi

produzione Compagnia Enzo Cosimi, MIBACT, Regione Lazio

in coproduzione Teatro Stabile delle Arti Medievali, con il contributo di Lavanderia a Vapore e L'arboreto - Teatro Dimora di Mondaino, nell'ambito del progetto a sostegno delle residenze di ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza D'autore

Glitter in my Tears - Agamennone è il primo capitolo di Orestea – Trilogia delle vendetta, progetto che impegna Enzo Cosimi dal 2018: «Già negli anni Novanta avevo analizzato l'immagine dell'eroe – spiega il coreografo – ma se allora avevo privilegiato una dimensione muscolare, oggi questa figura mi appare invece smembrata, rotta, in rovina. Con Glitter in my tears cerco di cogliere queste rovine per rappresentarle». Cosimi porta in scena tre giovani perfomer (Alice Raffaelli, Giulio Santolini e Matteo De Blasio) costruendo attraverso i loro corpi visioni intime e esistenziali che evocano le figure di Agamennone, di Clitennestra e di Egisto. «Mi sono concentrato su queste tre figure cercando di costruire un intreccio di sottomissioni e padronanze – spiega ancora il coreografo – e questo intreccio emerge anche dal testo, molto importante in questo lavoro». A comporre la drammaturgia testuale è infatti una potente miscela di parole tratte da Eschilo, riflessioni estratte da saggi e studi queer sul sadomasochismo, e frammenti d'intimità degli stessi performer. Realtà e finzione si confondono in scena mentre le lacrime, quelle della tragedia o quelle versate per la morte di Agamennone, si accendono di una nuova luce argentata e luccicante come il glitter. Uno stridio che, come in tutta la produzione di Cosimi, è in grado di raccontare e di dare nuova luce al presente.

2 giugno (ore 19.00) I Teatro del Lido Ostia

Virgilio Sieni

BACH DUET

regia e coreografia Virgilio Sieni

musica J. S. Bach Suites per violoncello solo

eseguita dal vivo al violoncello da Lavinia Scarpelli

interpreti Noemi Biancotti, Jari Boldrini, Maurizio Giunti, Linda Pierucci

Produzione Centro nazionale di produzione | Virgilio Sieni

Accademia di Musica di Pinerolo

COMPAGNIA VIRGILIO SIENI

Le Suites per violoncello Solo di J.S. Bach formano il territorio sul quale dispiegare il discorso narrativo della danza. La successione architettonica di brani musicali da "abitare" ci guida verso la costruzione di costellazioni gestuali che lasciano spazio all'incontro dell'uomo con la simbologia del corpo e le figure dello spazio. La periferia dello spazio e l'attenzione ai valori sottili, tattili, nascosti del movimento, divengono i temi, insieme alla pietà, che agiscono le suites: atlante figurale e emozionale che mostra l'idea di marginalità, interstizio, raccoglimento, dimora, vuoto, accoglienza. Si potrebbe dire che ogni danza è alla ricerca delle peculiarità dello spazio che la ospita, indagandone le parti nascoste, i vuoti, attraverso la densità e il tono del movimento. Danze sussurrate, rituali da meditare che rinnovano il senso dell'adiacenza dell'uomo alla forza simbolica della danza nel suo disfarsi dei meccanismi quotidiani. Trame originate dalla vibrazione di energie raccolte in una successione di danze "nuove", dal Solo al Quartetto, sulla rigenerazione dello spazio ma anche liturgie gestuali che, percorrendo i sentieri e le declinazioni poetiche della musica di Bach, ci invitano a una riflessione sull'abitare il mondo.

6 giugno (dalle ore 18:30) I Istituto Svizzero (via Ludovisi 48)

Pamina de Coulon, Oliver Roth, Christelle Sanvee, Maria Violenza, Sequoyah Tiger

SOLO YOLO

a cura di Laurence Wagner (Fellow, 2018/2019)

Istituto Svizzero in collaborazione con il Teatro di Roma

Solo Yolo, a cura di Laurence Wagner, è una serata di performance, in cui sei artisti di formazione e provenienza internazionale si incontrano nella Villa Maraini per trasformare i suoi giardini in uno spettacolo a metà fra la Svizzera e l'Italia. Pamina de Coulon, Oliver Roth, Christelle Sanvee, Maria Violenza, Sequoyah Tiger sono performers, musicisti, pensatori o tutto nello stesso tempo. Rappresentanti di una filosofia che si assume e vocifera, le voci di questa banda interrogano e creano versi sul presente rifiutando di lasciarsi invadere dal mare. Dagli squats di Palermo alle terre desolate di Verona, dalle periferie di Berna alle palme infuocate di Villa Maraini, Solo Yolo è un'attraversata in solitaria per ricordarsi tutti insieme, che si vive una volta sola, viva!

14 giugno (ore 21) I Teatro Argentina

Virgilio Sieni

PETRUSKA

coreografia e spazio Virgilio Sieni

musica Igor Stravinskij

interpreti Jari Boldrini, Ramona Caia, Claudia Caldarano, Maurizio Giunti, Giulia Mureddu,  Andrea Palumbo

luci Mattia Bagnoli

costumi Elena Bianchini

Produzione Teatro Comunale di Bologna

* lo spettacolo è anticipato e introdotto da CHUKRUM (musica Giacinto Scelsi)

Lo spettacolo si sviluppa intorno alla relazione tra marionetta e tragedia, gioco e archeologia: un ciclo di azioni sentimentali sulla natura del gesto e l'abilità di stare al mondo. La composizione musicale di Chukrum – che anticipa e introduce lo spettacolo – sembra addentrarsi nel "notturno del corpo" svelando piani percettivi che richiamano alla notte rivelatrice di un mondo di forze ancestrali, dell'origine. Quattro quadri introducono un altro punto di vista del fantoccio Petruska e delle sue vicende "umane": uno sguardo sulla natura dell'uomo, dove il lato oscuro non è altro che l'essenza del corpo nel suo mostrarsi orfano di orpelli. Petruska getta un legame con l'impossibile. Tra noi e il vuoto, tra noi e il nascosto. Pétruska è una marionetta e non è una marionetta, convive nei due mondi, nelle due visioni e esperienze, trascendendo l'esistenza stessa dell'uomo per identificarsi con il gesto liberatorio. In cammino tra lazzi e innamoramento, tra gioco e tragedia, si dimentica della sua incorporeità e da angelo delle fiere e del divertimento apre uno squarcio nella vita.  Ci permette di penetrare in quel tratto dell'immaginario dove l'essere marionetta ci guida nel vissuto: marionetta che disattiva con le sue movenze e le danze, l'inesorabile decadimento. Dunque, danzare fino alla fine del mondo, fin dal primo momento che già assapora di tragedia nonostante il clima festoso.

?

14 giugno (ore 19.30) I Sala Squarzina (Teatro Argentina)

Lezione sul gesto condotta da Virgilio Sieni

La lezione è rivolta a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al linguaggio del corpo senza conoscenze specifiche di danza: giovani, adulti, anziani, artisti. Un breve viaggio all'origine del gesto. Una lezione sull'abitare il corpo e lo spazio condiviso. Un percorso di consapevolezza intorno ai gesti primari, pratiche "dolci" sull'ascolto del corpo, sull'importanza e la bellezza del movimento che diviene danza in dialogo con la quotidianità. La lezione condotta da Virgilio Sieni, si baserà su un vocabolario di azioni quali il camminare, il voltarsi, la qualità del gesto, la gravità e la risonanza.

26 _ 27 giugno (ore 21) I Teatro India

Olivier Dubois

MY BODY OF COMING FORTH BY DAY

creazione e interpretazione Olivier Dubois

suono e luci Olivier Dubois

Produzione Compagnie Olivier Dubois

in coproduzione con Festival BreakingWalls, Le Caire • Le CENTQUATRE-PARIS

in collaborazione con ATER

consigliato ai maggiori di 16 anni

Dodici anni dopo aver portato la sua prima coreografia sul palco, Olivier Dubois offre al pubblico un assolo intimo che esplora i recessi della memoria del corpo e la sua capacità di raccontarci la storia della sua arte. Dubois è la vittima consenziente di un gioco che ricorda al contempo un'udienza, un peep show e una vivisezione. Seguendo un processo casuale messo in atto dal pubblico secondo regole precedentemente stabilite, il coreografo e ballerino rivisita alcuni dei sessanta spettacoli a cui ha preso parte sin dall'inizio della sua carriera. Ispirato all'antico libro egiziano Book of the Dead, la performance intraprende un viaggio attraverso un mare di frammenti di danza, alla ricerca di ciò che rende il corpo stesso del performer un capolavoro. Dove può portare la memoria del corpo? La performance vuole essere un gioco, un momento per spiare il talento e la dedizione di un artista che è stato dichiarato uno dei migliori venticinque danzatori del mondo nel 2011. Un solo che celebra la dimensione storica e artistica del suo corpo di performer, e si interroga sulla possibilità del corpo di figurarsi come opera d'arte, come mostruoso capolavoro, come souvenir, amplificatore del suo annullamento per la pratica della danza. Un corpo che conserva dentro di sé migliaia di movimenti, gesti, posizioni, sensazioni, litri di sudore e sangue, centinaia di ferite e cicatrici, un ammasso di gioie e dolori.

8 _ 9 settembre (ore 21) I Teatro Argentina

in collaborazione con Short Theatre

Alessandro Sciarroni

AUGUSTO

di Alessandro Sciarroni

con (9 performers in alternanza) Massimiliano Balduzzi, Gianmaria Borzillo, Marta Ciappina, Jordan Deschamps,

Pere Jou, Benjamin Kahn, Leon Maric,Francesco Marilungo, Cian Mc Conn, Roberta Racis, Matteo Ramponi

musica Yes Soeur!

disegno luci Sebastien Lefèvre - collaborazioni artistiche Marta Ciappina, Elena Giannotti

responsabile tecnico Valeria Foti - casting, assistente, ricerca Damien Modolo

Produzione Marche Teatro; CORPOCELESTE_C.C.00#; Biennale de la Danse, Lyon; Festival Grec Barcelona; Théâtre de Liège; Teatro Municipal, Porto; CENTQUATRE, Paris; APAP – Advancing Performing Arts Projects, Snaporazverein

con il supporto di Tanzfabrik Berlin; Centrale Fies; L'arboreto – Teatro Dimora di Mondaino.

Augusto è uno spettacolo sul bisogno di sentirsi amati in maniera incondizionata e sul dolore. La pratica fisica e vocale attraverso la quale viene concesso agli interpreti di esprimersi è esclusivamente quella della risata ad oltranza. In questa maniera, gli interpreti del lavoro ridono per rappresentare gioia, euforia, commozione, così come sofferenza, rabbia e paura. Il titolo dello spettacolo è un omaggio alla figura dell'Augusto: il clown, il fool, l'idiota che combina sempre guai e che si orina addosso, sempre ubriaco, col naso rosso, e che ride di tutto. Ma "augusto" significa anche imperiale, regale, autorevole, ed è il nome del primo imperatore romano. Eccoli allora, gli interpreti di Augusto, mentre ridono di continuo, senza concedere a loro stessi e al pubblico la possibilità di capirne la ragione. Eccoli, mentre camminano, corrono, si raggiungono e si abbracciano ridendo. Eccoli ancora, mentre giocano e ridono come adolescenti. Mentre sono costretti da una forza misteriosa ad organizzare il loro riso ritmicamente e sonoramente. Si ride anche della violenza, in Augusto.

Come al circo: quando il clown inciampa, va a sbattere, combina disastri e per punizione riceve uno schiaffo finto dal suo collega. Si ride come ridono i bambini in Augusto, fino a quando non ci si accorge che ci si è fatti male sul serio.

BUFFALO

30 - 31 maggio I 1 - 2 giugno I Palazzo delle Esposizioni

SCHEDE SPETTACOLI

NU

Ioannis Mandafounis

30 maggio (ore 16>20)

concept Ioannis Mandafounis, Emilia Giudicelli

coreografia Ioannis Mandafounis, Manon Parent

performer Ioannis Mandafounis e Manon Parent

Produzione Compagnia Ioannis Mandafounis

coproduzione Performa festival, Prairie Migros Pour-centCulturel con il supporto di Città di Ginevra,

Cantone di Ginevra, Pro Helvetia - Swiss Arts Council, Corodis-Lottery romande - Partners Tanzhaus Zürich, Micro-Utopian Practices con il contributo di Istituto Svizzero Roma

Nu offre allo spettatore un'esperienza di nudità nella sua forma più diretta: invitato da un danzatore ad una cerimonia di svestizione in uno spazio raccolto, lo spettatore è testimone di un corpo danzante nella sua essenzialità. Ioannis Mandafouins affronta la questione della nudità alla ricerca di risposte inedite ad una tematica esplorata continuamente per decenni dalla danza contemporanea, e contemporaneamente prova a spogliare la relazione tra chi agisce e chi guarda da ogni orpello teatrale.

JARDIN – Palazzo delle Esposizioni

Ginevra Panzetti - Enrico Ticconi

30 maggio (ore 20.30)

di e con Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi

costumi e oggetti Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi

Jardin per Palazzo delle Esposizioni è un intervento site-specific che nasce da Le Jardin, un lavoro coreografico che viene "riadattato" ogni volta allo spazio urbano che ospita la performance, come luogo simbolico per comunicare tra individui, oggi sempre più inseriti in uno spazio virtuale. I giardini sono luoghi ideali, simboli del piacere e del diletto, una connessione tra uomo e natura che culmina in un'eco nostalgica che richiama il Giardino dell'Eden. In Le Jardin due figure vagano in un paesaggio immaginario costantemente trasformato dai loro gesti: esaminano e plasmano l'ambiente imbarcandosi in una prova di forza tra loro e ciò che li circonda.

OTTO

Kinkaleri

30 maggio (ore 21.30) _ 31 maggio (ore 21.30) _ 2 giugno (ore 21.30)

progetto, realizzazione Kinkaleri / Matteo Bambi, Luca Camilletti,

Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco, Cristina Rizzo

con Filippo Baglioni, Chiara Bertuccelli, Andrea Sassoli e Mirco Orciatici

produzione KLm / Kinkaleri in collaborazione con Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Teatro Metastasio / ContemporaneaFestival, spazioK.Kinkaleri con il sostegno di Regione Toscana, Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento dello spettacolo

Otto ha vinto il premio UBU prima del suo debutto nel 2002. L'anno in cui gli fu assegnato il premio, Kinkaleri era in giro con gli studi del lavoro sperimentando nuovi materiali di scena che venivano assemblati come in un montaggio cinematografico. Dopo 15 anni dal debutto, avvenuto il 16 gennaio 2003, Kinkaleri riporta in scena questo lavoro spinto dalla necessità di capire cosa ci sia ancora di vero in uno spettacolo che fa del "crollo" l'emblema di una nuova era. Una persona entra in scena e cade: una caduta che a distanza di anni tenta di rapportarsi con una nuova generazione, per capire se il crollo che era stato individuato in quegli anni duemila è ancora in divenire oppure se ci troviamo in un iceberg che si muove verso altre direzioni.

ONE ONE ONE 

Ioannis Mandafounis

31 maggio (ore 16>20)

concept e coreografia Ioannis Mandafounis?

performer Alexander Staeger e Hazuki Kojima

Produzione Compagnia Ioannis Mandafounis

Coproduzione Prairie - Migros Cultural Percentage, Tanzfest 2015 con il sostegno di Città di Ginevra, Cantone di Ginevra, Swiss Art Council Pro Helvetia e Corodis - Lottery romande con il contributo di Istituto Svizzero Roma

Con One One One il pubblico è coinvolto in un'esperienza allo stesso tempo inquieta e risolutrice. I performer assorbono le emozioni dei singoli spettatori per restituirle in forma coreografica, instaurando una relazione molto stretta con lo sguardo e la postura di chi osserva. La performance cerca una connessione fisica e mentale con un' ambiente non teatrale, aperto ad esplorazioni e trasgressioni di natura relazionale con il semplice allestimento di due linee sul pavimento e di due sedie per lo spettatore.

WILLY WILLY

Sigourney Weaver

31 maggio (ore 20.30)

di e con Sigourney Weaver (Biagio Caravano/Daniela Cattivelli)

segni e oggetti di Edoardo Ciaralli

produzione Xing/Raum

Willy Willy è il nome di un forte vento che si manifesta nei territori desertici australiani il cui passaggio produce un bizzarro fenomeno conosciuto come dust devils: coni di sabbia e polvere che si alzano verso il cielo. Partendo dall'immaginario attivato da una ipotetica turbolenza atmosferica, Sigourney Weaver sviluppa uno scenario abitato da un simbolismo esploso, delineando una zona d'azione che astrae, delocalizza, trasforma le identità che l'attraversano. Willy Willy è un palinsesto performativo scandito dalla sperimentazione di dinamiche corporee e posture ignote, generate dalla collisione dei corpi con immaginari mediatici, forme, materiali, vissuti, oggetti e feticci transculturali.

MUSICA PER UN GIORNO durata 24 h

Roberta Mosca-Canedicoda

1_2 giugno (ore 14>14)

performer Roberta Mosca, Canedicoda

Musica per un giorno è un appuntamento performativo della durata continuativa di 24 ore. Si svolge una sola volta l'anno e avrà un ciclo complessivo di 24 anni. Il progetto, al suo quarto appuntamento, ha origine da un lavoro audio di Canedicoda disponibile online: https://ottaven.bandcamp.com/album/musica-per-un-giorno-registrata-in-un-mese. Con la fusione tra Musica per un giorno registrata in un mese e l'operato performativo di Roberta Mosca si vuole offrire la possibilità di abitare fisicamente e mentalmente un arco di tempo di 24 ore come uno spazio unico. Né un concerto né una performance di danza: piuttosto un'occasione esplorativa e profondamente immersiva, alla ricerca di stati, condizioni, limiti ed opportunità percettive, con la volontà di creare uno spazio-tempo nuovo, scomodo o spiazzante e contemporaneamente riconoscibile, confortevole o familiare. La fruizione dell'azione diventa molto distesa, i tempi sono dilatati. La parola in qualche modo vietata cede il posto alla nostra voce interiore, all'osservazione, al respiro, all'attenzione per il sé.

TOGETHER

anteprima

Maria Hassab

2 giugno (ore 20.30)

una performance di Maria Hassabi?

con Alice Hayward e Oisín Monaghan

disegno del suono Stavros Gasparatos?

abiti di Victoria Bartlett

Maria Hassabi è un'artista e coreografa con base a New York. Negli anni ha sviluppato una pratica coreografica molto precisa, costruita sulla relazione tra corpo e immagine, e definita da una fisicità scultorea immersa in lunghe durate. I suoi lavori traggono forza dalla tensione tra soggetto umano e oggetto artistico, trasformando il danzatore in un performer e in un'entità fisica. Le creazioni di Maria Hassabi sono presentate in tutto il mondo in teatri, musei, gallerie e spazi pubblici. A Roma presenta l'anteprima della sua nuova pièce Together.

G R A N D I  P I A N U R E 

GLI ARTISTI

Enzo Cosimi, nome di riferimento della coreografia italiana degli ultimi trent'anni, ha ottenuto numerosi riconoscimenti e firmato nel 2006 la Cerimonia di apertura dei XX Giochi Olimpici invernali di Torino. Firma inoltre con la sua Compagnia circa 50 coreografie rappresentate nei maggiori Teatri e Festival italiani e stranieri. Le sue creazioni vedono collaborazioni importanti, tra cui Fabrizio Plessi, Luigi Veronesi, Miuccia Prada, Daniela Dal Cin, Aldo Busi, Aldo Tilocca, Richie Hawtin, Stefano Galanti. Negli ultimi anni realizza due trilogie: Sulle passioni dell'anima, indagine sui temi della paura collettiva, del desiderio e del dolore, e Ode alla bellezza, 3 creazioni sulla diversità. Dal 2018 lavora sul progetto Orestea - Trilogia della Vendetta. Nel 2014 riceve il Premio Danza e Danza per Sopra di me il diluvio e nel 2018 il premio ANCT – Associazione Nazionale Critici di Teatro.

Marco D'Agostin, premio UBU 2018 come miglior performer under 35, è un giovane artista attivo nel campo della danza e della performance. Dopo una formazione con maestri di fama internazionale (Yasmeen Godder, Nigel Charnock, Rosemary Butcher, Wendy Houstoun/DV8, Emio Greco), inizia la propria carriera come interprete danzando, tra gli altri, per Claudia Castellucci, Alessandro Sciarroni, Liz Santoro, Iris Erez. Dal 2010 ad oggi sviluppa la propria ricerca coreografica, spesso invitato in progetti internazionali di ricerca (ChoreoRoam Europe, Act Your Age, Triptych). Presenta i propri lavori in molti dei principali festival italiani e europei (tra gli altri, Romaeuropa, OperaEstate Festival, Rencontres Choréographiques de Saint-Denis a Parigi, The Place Theatre in London, Sala Hiroshima a Barcellona).

Alessandro Sciarroni, Leone d'Oro alla Biennale di Venezia 2019, performer, coreografo, regista, con alle spalle una formazione nell'ambito delle arti visive e diversi anni di pratica teatrale, è considerato come uno dei più innovativi autori europei (Prix Europa 2018). I suoi lavori sono rappresentati all'interno di festival di danza e teatro contemporanei, musei e gallerie d'arte, così come in spazi non convenzionali rispetto ai tradizionali luoghi di fruizione e prevedono il coinvolgimento di professionisti provenienti da diverse discipline. È stato invitato in 21 paesi europei, in Uruguay (FIDCU) e negli Emirati Arabi Uniti (Abu Dhabi Art Fair). Nel 2013, il suo lavoro Folk-s ha aperto i "Rencontres chorégraphiques internationales di Seine-Saint-Denis" e ha chiuso il festival "Impulstanz" di Vienna, ricevendo prestigiosi inviti dai maggiori festival europei tra i quali il "Kunstenfestivaldesarts" di Bruxelles e il Festival d'Autunno di Parigi che gli ha dedicato una rassegna monografica.

Virgilio Sieni, tra i più importanti coreografi italiani, già direttore della Biennale Danza di Venezia e del Centro Nazionale di Produzione CanGo Cantieri Goldonetta a Firenze. Coreografo raffinato e prolifico, è stato nominato nel 2013 Chevalier de l'ordres des arts et des letters dal Ministero della Cultura francese, da molti anni presente nella programmazione dei più importanti teatri italiani e esteri. Si forma in discipline artistiche e architettura dedicandosi parallelamente a ricerche sui linguaggi del corpo e della danza. Approfondisce tecniche di danza moderna, classica, release con Traut Streiff Faggioni, Antonietta Daviso, Katie Duck. Nel 1983, dopo quattro anni di studio sul senso dell'improvvisazione nei linguaggi contemporanei della danza tra Amsterdam, Tokyo e New York, fonda la compagnia Parco Butterly e nel 1992 la Compagnia Virgilio Sieni, affermandosi come uno dei protagonisti della scena contemporanea internazionale.

Olivier Dubois, ha firmato negli ultimi dieci anni alcune delle opere coreografiche più radicali della scena transalpina. Direttore del Ballet du Nord dal 2014 al 2017, è stato incluso nella lista dei venticinque migliori ballerini al mondo nel 2011 dalla rivista "Dance Europe". Famoso per le sue esibizioni per il Balletto di Monte Carlo, Nantes e il Balletto Nazionale di Marsiglia, Dubois vanta un'esperienza unica tra creazione, interpretazione e insegnamento.

BUFFALO

GLI ARTISTI

Maria Hassabi è artista e coreografa di origine cipriota. Negli anni ha sviluppato una pratica coreografica costituita sulla relazione fra corpo e immagine, contraddistinta da fisicità scultorea e dilatazione temporale. I suoi lavori sono stati presentati in teatri, musei, gallerie e spazi pubblici di tutto il mondo. Hassabi ha ricevuto nel 2016 il prestigioso New York Dance and Performance "Bessie" Award per PLASTIC; lo Herb Alpert Award 2015; il President's Award for Performing Arts dal Lower Manhattan Cultural Council nel 2012; il Guggenheim Fellowship nel 2011; 2009 Grants to Artists Award dalla Foundation for Contemporary Arts. È titolare del Bachelor of Fine Arts (BFA) del California Institute of the Arts.

Ioannis Mandafounis dopo aver lavorato con il Göteborg Ballet e il Nederlands Dans Theater, due tra le più grandi compagnie di danza in Europa, si trasferisce a Francoforte per far parte della Forsythe Company nel 2005. Ha lasciato la compagnia per continuare a produrre progetti propri, a insegnare e fare training con altri danzatori in giro per l'Europa. Ha presentato proprie opere in molti teatri e festival in Europa, come: Montpellier Danse, Festival Internazionale di Danza di Atene, Kunstenfestivaldesarts (Bruxelles), Rencontres Choregraphiques de Seine-Saint-Denis (Parigi), Kalamata International Dance Festival, Tanz Piattaforma Essen, Künstlerhaus Mousonturm e Bockenheimer Depot (Francoforte), Kunsthalle Baden-Baden, Schauspielehaus Dresda tra gli altri.

Roberta Mosca è una dance artist, performer e coach, e ha lavorato in varie compagnie in Italia e all'estero; dal 2000 è stata interprete e coreografa nel Ballet Frankfurt e nella The Forsythe Company. Ha collaborato con artisti e formazioni di danza tra cui MAMAZA, MK, Laurent Chétouane, Canedicoda, Chris Newman, Effetto Larsen, Yannis Mandafounis, Fabrice Mazliah, Elena Giannotti, Martin Schick, Bruce Myers. Nel 2016 ha fondato con 7 artisti HOOD, un ensemble che si occupa di ricerca della danza e delle relazioni tra linguaggi e contesti. Tra i festival e i luoghi in cui i lavori sono presentati: Théâtre de la Bastille Paris, HAU Berlin, Acker stadt palast Berlin, Tanzhaus Düsseldorf, Biennale Venezia.

Canedicoda è un artista multidisciplinare attivo in ambito musicale, performativo, del design e della moda. Figura di snodo nella circuitazione in Italia di correnti di ricerche artistiche, stilistiche e musicali innovative e minoritarie (ricordiamo tra le altre la Piattaforma Fantastica), ha al suo attivo collaborazioni con etichette produttive, spazi no profit, collettivi e singoli artisti italiani e stranieri. Dal 2003 Canedicoda ha condotto una personale ricerca di linguaggio, stile e metodo, collaborando con Marsèll e Marselleria, Netmage Festival, Live Arts Week, Le Dictateur, Plusdesign Gallery, C2C, Istituto Svizzero, Nero Magazine, Fondazione Bonotto, Viafarini, Far Festival e altri.

Kinkaleri è un collettivo artistico nato nel 1995 che si occupa di arti della scena. Il gruppo è composto da Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco. Nata come compagnia di danza, opera in campo interdisciplinare fra sperimentazione teatrale, ricerca sul movimento, installazioni visive, materiali sonori, performance. I lavori di Kinkaleri hanno ricevuto importanti riconoscimenti sulla scena della ricerca italiana ed estera. Nel 2002 riceve il Premio Lo Straniero scommesse per il futuro e nello stesso anno Premio Ubu per lo spettacolo Otto. Gli spettacoli sono stati presentati in teatri e festival come: Centre Pompidou (Parigi), Kampnagel (Amburgo), Mousonturm (Francoforte), Sophiensaele (Berlino), Kaaitheater e Kunstenfestivaldesarts (Bruxelles), Rencontres Choregraphiques Internationales de Seine-Saint-Denis (Parigi), The Place (Londra), Mercat des Flors (Barcellona), CORPI ALTRI/BODY OTHER (Tokyo)

Sigourney Weaver è una formazione composta da Biagio Caravano e Daniela Cattivelli. Entrambi presenti da anni sulla scena artistica italiana e internazionale, uniscono le proprie esperienze in un percorso comune di sperimentazione acustica e corporea in relazione allo spazio. Biagio Caravano è danzatore, musicista, performer, tra i fondatori del gruppo MK, collettivo presente da anni sulla scena nazionale e internazionale della danza contemporanea. Daniela Cattivelli è sound artist, compositrice di musica elettroacustica e performer. Il focus del suo percorso artistico è da anni orientato verso pratiche interdisciplinari con progetti in solo o in collaborazioni con artisti provenienti da altri linguaggi.

Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi vivono tra Berlino e Torino e lavorano insieme come duo artistico dal 2008. La loro ricerca si sviluppa nell'ambito della danza, della performance e dell'arte visiva. Nel 2010 si trasferiscono in Germania e approfondiscono percorsi individuali ma reciprocamente complementari: Enrico studia a Berlino Danza e Coreografia presso la Inter-University Centre for Dance (HZT), Ginevra arte dei Media presso l'Accademia di Belle Arti di Lipsia, Hochschule für Grafik und Buchkunst (HGB). Parallelamente ai loro progetti, Enrico lavora come danzatore per diversi coreografi tra i quali Kat Vàlastur, Dewey Dell, Lea Moro, Adam Linder mentre Ginevra approfondisce lo studio come designer nel campo del gioiello contemporaneo ed è autrice della linea Tegumenti.

G R A N D I  P I A N U R E 

IL CURATORE

Michele Di Stefano (Milano 1963) è coreografo e fondatore del gruppo mk, da subito invitato nei più importanti festival della nuova scena in Italia e all'estero con date in Giappone, Gran Bretagna, Germania, Indonesia, Stati Uniti, Spagna, Portogallo, Francia, Perù e una presenza costante sul territorio nazionale. La sua formazione è da autodidatta, sullo sfondo del punk-new wave italiano degli anni Ottanta di cui è stato tra i protagonisti come cantante. Alla circuitazione degli spettacoli affianca una intensa attività di conferenze, laboratori e proposte sperimentali, tra le quali la Piattaforma della Danza Balinese al Festival di Santarcangelo (2014 e 2015), i progetti per la BiennaleDanza 2013-14-15, un dialogo costante con la Scuola Paolo Grassi di Milano e la cura dei cicli di performance Angelo Mai Italia Tropici a Roma. Nel 2018 è invitato a curare la sezione in esterni (Outdoor) del Festival Bolzano Danza/Tanz Bozen e a partecipare all'Artists Summit organizzato al PACT Zollverein di Essen. È tra gli artisti che hanno sviluppato il progetto FORESTA per le edizioni 2016 e 2017 del Festival Internazionale di Terni. È incaricato della programmazione danza per il trienno 2018-20 dal Teatro di Roma. Nel 2014 riceve una commissione da Aterballetto (Upper East Side) e dalla Korean National Contemporary Dance Company (Line Rangers Seoul). Nel 2012 esce per i tipi di Quodlibet, Agenti autonomi e sistemi multiagente, di Michele Di Stefano e Margherita Morgantin, un testo di istruzioni coreografiche e report meteorologici. Mk è una delle cinque compagini internazionali alle quali è dedicato il libro Corpo sottile. Uno sguardo sulla nuova coreografia europea (UbuLibri, Milano 03). Dal 2010 il gruppo riceve il contributo del MiBACT. Nel 2014 riceve il Leone d'argento per l'innovazione nella danza alla Biennale di Venezia, nel 2018 il premio Nico Garrone; lo spettacolo Bermudas riceve nello stesso anno il premio Danza&Danza come miglior produzione italiana.

G R A N D I  P I A N U R E

gli spazi sconfinati della danza contemporanea

direzione artistica Michele Di Stefano

14 aprile | 9 settembre 2019

Argentina | India | Lido di Ostia | Palazzo delle Esposizioni


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